Noi

 di Leo Spanu

Un mio recente post, che riportava quello di un altro scrittore, l'ho intitolato "Noi che ce ne stiamo andando": niente di triste o di disperato ma la semplice constatazione che il nostro tempo (il mio e quello di tanti coetanei) sta per finire ma finisce bene. Ho specificato di tanti e non di tutti perchè anche tra noi ci sono grandi differenze: ci sono quelli che hanno cercato una vita diversa, più faticosa perchè sempre in salita, una vita che desse un senso positivo al nostro essere uomini, poi ci sono gli altri,  quelli che hanno costruito strade per l'inferno, per chi non si sa difendere, per gli invisibili, per gli ultimi.

Uno fra i tanti (purtroppo c'è ampia scelta) è Trump. Anche lui nato nel 1946, anche lui nato alla fine di una guerra che ha lasciato ferite ancora vive. Io da mio padre, militare di carriera ed eroe di guerra che si congedò subito dopo perchè aveva visto troppe cose che non volle mai raccontare a nessuno, ho ereditato l'onestà, l'amore per la vita, il rispetto per gli altri, lo spirito di solidarietà per chi soffre; Trump, figlio del benessere di chi ha conosciuto il mondo vero solo da lontano, ha ereditato la cattiveria e la prosopopea di chi si crede superiore e sa innalzare solo muri per costruire un paradiso per pochi e l'inferno per tanti. Ha creato e crea morte ma la chiama pace.

Ecco mi piacerebbe che se ne andasse prima di me, possibilmente subito, e non per augurare la morte a nessuno, non è nel mio carattere e nella mia cultura, ma sono convinto che per gente simile, fuori dell'umanità, ci deve essere un girone infernale speciale e a parte, un girone che ha bisogno sempre di nuovi spazi perchè i pretendenti sono in continua crescita in questo nuovo mondo super tecnologico e, forse per questa ragione, ancora più feroce. Ma l'inferno è ancora troppo poco per gente come Trump, Putin, Netanyahu e altri padroni del mondo ma qui mi fermo perchè pensare a questi criminali, nemici dell'umanità, mi avvelena i pensieri e mi fa venire in mente cose cose che non condivido.

E allora per qualche ora proviamo a spegnere il male che accompagna le nostre giornate, proviamo ad uscire dai televisori, dai telefonini, proviamo ad uscire da una informazione drogata visto che non possiamo uscire dalla nostra testa;  pensiamo ad altro, pensiamo a quando eravamo felici magari per un attimo perchè la felicità l'abbiamo provata mille volte anche se per pochi istanti, a volte l'abbiamo rubata dal sorriso di una ragazza sconosciuta che ci passava accanto, a volte l'abbiamo trovata nella risata di un bambino che giocando con una palla ci aveva colpito per sbaglio mentre passavi, a volte l'abbiamo colta nella dolcezza di una donna anziana che ancora conserva tracce dell'antica bellezza. Perchè è nella bellezza che si può trovare la ragione per difendersi dalla noia, dalla volgarità, dalla solitudine, dalla cattiveria, dalla stanchezza di vivere; è con la bellezza che puoi rivestire di colore i giorni grigi, puoi conservare i sogni che non hai realizzato, puoi scoprire le parole che non hai saputo dire. Quello che puoi essere è tutto nei tuoi occhi se saprai guardare, è nel cuore, è nella tua mente se saprai ascoltare e capire. Allora anche le esperienze negative, i momenti che hai vissuto male, i dolori che non hai pianto, si scioglieranno come neve al sole e scoprirai che i giorni che ancora ti aspettano, non li vivrai nel rancore o nel rimpianto: saranno come un bel tramonto, col sole che lentamente se ne va a dormire dietro il mare e " il naufragar sarà dolce in questo mare ".

A tutti, l'augurio e la speranza di un 2026 sereno.

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