Ancora su piazza Garibaldi

 di Leo Spanu

Lo ripeto ancora una volta: la (ormai) vecchia piazza non mi è mai piaciuta ma ho sempre difeso l'opera non solo perchè responsabile politicamente (da assessore ai LL.PP.  ho programmato questo intervento) ma perchè ho l'abitudine di rispettare il lavoro altrui (anche le opinioni) specialmente quando non lo condivido. Fatta questa premessa facciamo un pò di storia di piazza Garibaldi: prima dell'intervento di rifacimento durante la prima giunta Bonfigli  (1980-85) si trattava di uno spiazzo anonimo, infatti i sorsensi lo chiamavano  " lu patiu" che appunto significa uno spazio vuoto: storicamente a Sassari indicava il luogo dove avvenivano le esecuzioni pubbliche infatti veniva chiamato "lu patiu di lu diauru", traducibile con la piazza del diavolo, per via di una leggenda che parlava di un boia che doveva impiccare il figlio. Non c'entra niente con la nostra storia ma quell'episodio ha dato ai sassaresi uno sgradevole soprannome: impiccababbu (si capisce il significato). Perchè? Perchè il padre si mise gli abiti del figlio, il figlio quelli del padre, così a morire fu il padre.

Tornando alla nostra storia, l'incarico per la costruzione di una piazza fu dato ad un architetto. Nel progetto ( dovrebbe ancora esistere negli archivi del comune) c'era un disegno della piazza: un bel disegno con in primo piano, di spalle ma riconoscibile, un personaggio famoso di Sorso: l'onorevole Salvatore Cottoni, l'uomo che prima da sindaco, poi da assessore regionale, infine da sottosegretario ha trasformato un piccolo paese agricolo a grosso centro moderno del nord-ovest della Sardegna. Naturalmente a Sorso, abituato a cancellare la propria memoria, non se lo ricorda quasi più nessuno.

La piazza, a lavori finiti, non risultò come da progetto ma pesante e massiccia specie dal lato opposto alla sede del  Municipio. Anche le piante rampicanti che dovevano addolcire il muro di cemento non ebbero tempo di fare il loro lavoro: qualcuno, ancora anonimo, fece distruggere le piante. Qualche anno dopo, un amministratore zelante e incompetente fece rivestire i muri perchè non gli piaceva il colore grigio del cemento, così la piazza divenne ancora più pesante. Si ha l'impressione che ogni nuova amministrazione debba intervenire sul lavoro di quelle precedenti, nessuna opera nuova ma rifacimenti secondo il gusto dei nuovi amministratori.

Finalmente dopo anni di pensamenti e ripensamenti piazza Garibaldi trovò il suo nuovo destino: dei geometri (nessuna offesa per la categoria) decisero di correggere gli errori di un architetto.

La nuova piazza è un incrocio tra essere e non essere e con l'aggravante di essere pure metà si e metà no: infatti  il muraglione dal lato opposto al Municipio è stato demolito per lasciar posto ad un parcheggio di cui si sentiva tanto la mancanza, le aiuole semicircolari sono sparite per lasciare posto al monumento ai Caduti, trasferito dalla vicina piazza Marginesu  dove il giardino  è stato eliminato per lasciare posto ad una pizzeria e ad una fontana che non funziona perchè a Sorso abbiamo l'acqua a giorni alterni. Il lato del municipio è rimasto più o meno uguale.

Piazza Garibaldi è più bella adesso? 

Tutti i gusti sono discutibili per cui non esprimerò la mia opinione ma ribadisco che rifare l'esistente non è sempre un buon sistema per amministrare il paese: a volte si possono cancellare memorie storiche importanti e purtroppo irrecuperabili. Qualcuno mi sa dire che fine ha fatto il monumento a Salvatore Farina, lo scrittore più importante di Sorso? Non è certo colpa di questa amministrazione  ma lo spirito di demolizione sembra una caratteristica fissa delle amministrazioni sorsensi.

Permettetemi una considerazione sull'attuale amministrazione: una volta gli amministratori erano in continuo contatto con i cittadini, compresi quelli che non li avevano votati, e non sempre il rapporto era comodo e piacevole. Oggi non li conosce nessuno, io no di sicuro eppure, da ex amministratore, uno sguardo ogni tanto lo butto sulla politica locale. Certamente è colpa mia ma io conosco solo il sindaco Demelas e, non di persona, l'assessore Basciu che mi sembra l'unico che si dia da fare nel suo settore (la cultura), gli altri sono oggetti misteriosi di cui non so nome, cognome e competenze: forse sono degli ectoplasmi o degli avatar che vivono in altri mondi per cui non posso parlarne nè male nè bene ma lo stipendio lo prendono regolarmente. Ma è vero che è di circa 1.600 euro mensili? Ci sono lavoratori che se lo sognano un reddito simile. Pensare che un tempo il "lavoro" di assessore era gratuito!

P.S.

Qualche anno fa ho scritto che l'ingresso di tante donne nel consiglio comunale di Sorso avrebbe portato una boccata di aria nuova. Mi sono sbagliato: nel paese di Perulandia le donne sono solo delle belle figurine. Gli uomini neanche quello.

NOTE FOTOGRAFICHE

Questo, negli anni 30, era il tanto rimpianto da molti sorsensi "Patiu del lu Convento" (spiazzo del convento) poi piazza del Municipio, utilizzato per educare i giovani e le giovani italiane al fascismo. Il Municipio era originariamente un convento e poi una scuola elementare.
Altra immagine della piazza con esibizione dei balilla e delle giovani italiane.

Monumento di Salvatore Farina che si trovava in piazza Marginesu allora Parco delle Rimembranze. La fotografia è del 1958 e la signorina in primo piano è Pinuccia Sias.

Le fotografie sono tratte dal libro di Jolanda Sassu " In Sorso"

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