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Lascia che io sia l'ombra della tua ombra

 di Leo Spanu (agosto 2016)

Jacques Brel (1929-1978) era un cantautore belga in lingua francese. Secondo me era anche un grande poeta, di quelli che, chissà perché, non appaiono mai nelle antologie scolastiche ma che influenzano profondamente altri artisti. A far l’elenco dei cantanti che hanno interpretato le sue composizioni ci vuole un foglio protocollo. “Ne me quitte pas” è una delle più belle canzoni d’amore di tutti i tempi. 

Ne me quitte pas (Non andare via) Mia (libera) traduzione

Non andare via.

Bisogna dimenticare

tutto si può dimenticare

anche chi se ne già andato

dimenticare il tempo dei malintesi

e il tempo perduto a cercar di sapere

come scordare certe ore non

quelle che qualche volta uccidono

a forza di perchè

l'allegria del cuore.

Non andare via , non ndare via, non andare via.d


Io ti offrirò perle di  pioggia

venute da paesi dove non piove mai

scaverò la terra dopo la mia morte

per coprire il tuo corpo  d'oro e di luci

costruirò un domani

dove l'amore sarà re, dove l'amore sarà legge

e tu sarai regina.

Non andare via, non andare via, non andare via. cge tu capiri


Non andare via

io t'inventerò  parole senza senso che tu capirai 

io ti parlerò di quegli amanti

che hanno visto i due cuori infiammarsi

ti racconterò la storia di un re

morto per non averti potuto incontrare.

Non andare via, non andare via, non andare via.


Non andare via

spesso si è visto rinascere il fuoco

da un antico vulcano che si credeva spento

sembra che le terre bruciate

diano più grano che il migliore aprile

e quando viene la sera

perchè il cielo s'infiammi

il rosso e il nero si devono sposare.


Non andare via.

Non piangerò più

non parlerò più

mi nasconderò lì

a guardarti danzare e sorridere

ad ascoltarti cantare e poi ridere.

Lascia che io sia l'ombra della tua ombra

l'ombra della tua mano

l'ombra del tuo cane.

Ma non andarevia, non andare via, non andare via.


Oggi molti uomini abbandonati dalla loro donna non scrivono versi. Preferiscono uccidere “perché, l’amavo troppo”. Come cambiano i tempi! E gli uomini. In peggio.

Ma è anche un’altra la canzone di Brel che vorrei “ raccontare”: Le plat pays (Il paese piatto.1959) dedicata al suo paese d’origine il Belgio. Canzone che ha avuto varie traduzioni. Una delle più originali è la versione di Herbert Pagani (1944-1988). Pagani divenne famoso a cavallo degli anni 60/70 come uno dei conduttori di Radio Montecarlo (un mito per quelli che hanno qualche anno). In realtà era un cantautore, uno scrittore, un poeta, un pittore, uno scultore e tanto altro. Peccato sia morto troppo giovane.

Qui voglio confrontare i due testi; quello originale di Brel  (sempre mia traduzione) e quello riscritto da Pagani.

Copertina disco


Le plat pays ( Belgio) 1962

Con il mare del nord come ultima frontiera
e onde di dune per fermare le onde
e onde di pietra che le maree oltrepassano
e hanno il cuore  per sempre in marea bassa
e un'infinità di nebbia in arrivo
con il vento dell'est ascoltateli trattenere
questo piatto paese che è il mio.

Con le cattedrali come uniche montagne             
e campanili neri come alberi della cuccagna          
dove diavoli in pietra precipitano dalle nubi    
con il filo dei giorni come unico viaggio              
e strade di pioggia come sola buonasera     
con il vento dell’est ascoltatelo desiderare     
questo piatto  paese che è il mio.                                   

Con un cielo così basso che un canale s'è perduto
con cielo così basso che insegna l' umiltà
con cielo così grigio che un canale s'è impiccato
con cielo così basso che bisogna perdonarlo.
Con il vento del nord che viene a spegnersi
con il vento del nord ascoltatelo tremare
questo piatto paese che è il mio.

Con l'Italia che discenderà l'Escaut
con Frida la Bionda quando diventa Margot
quando i figli di novembre ci ritornano a maggio
quando la pianura è fumante e a luglio trema
quando il vento è riso, quando il vento è grano
quando il vento viene dal sud, ascoltatelo cantare
questo piatto paese che è il mio.
  
Copertina disco Lombardia. Non sono certo ma credo che il disegno sia opera dello stesso Pagani
                              
Le plat pays ( Lombardia) 1965

Qui l'arpa della pioggia della pioggia per mesi suonerà
ed un'infinità di nebbia scenderà
e vedrai coprirà tutto intorno a noi
e annegherà il tuo cuore anche se non vuoi
perchè d'autunno piove qui e non smette mai
se vieni su da me vedrai ti abituerai
in Lombardia che è casa mia.

Vedrai la cattedrale che sembra una montagna
con mille guglie bianche che la luna bagna
e dei diavoli in pietra che sputano alle stelle
e che graffiano il cielo con gesti di zitelle
son secoli che fanno gli stessi gesti ormai
se vieni su da me vedrai ti abituerai
in Lombardia che è casa mia.

Qui il cielo è così grigio che sembra venga giù
qui il cielo è così basso che insegna l'umiltà
è così grigio che il naviglio annegherà
è così basso che che naviglio non c'è più
il vento qui s'invita ai funerali sai
se vieni su da me vedrai ti abituerai
in Lombardia che è casa mia.

Ma quando il primo fiore dal fango nascerà
e tra le ciminiere il pioppo canterà
capirai che a novembre noi dobbiamo pagare
quel che maggio promette e giugno ci può dare
tra i grattacieli e tram l'estate scoppierà
se vieni su da me vedrai ti piacerà
la Lombardia che è casa mia.

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