Simboli: cavallo

 di Leo Spanu

Il cavallo è l'animale che, simbolicamente, rassomiglia più all'uomo: infatti rappresenta contemporaneamente il bene e il male. Ma per gli uomini della preistoria, quelli che affrescavano le caverne, il cavallo, insieme al bue, era semplicemente un simbolo di forza. Solo molto tempo dopo, quando i nostri progenitori, uscirono dalle caverne per scoprire cosa c'era nel mondo di fuori, fu chiaro a tutti che quell'animale poteva essere addomesticato e diventare un ottimo mezzo di trasporto. Così i nomadi dell'Europa orientale e dell'Asia cominciarono le loro scorrerie a terrorizzare i popoli di altre zone, pastori e contadini che le guerre se le facevano in casa.

Il cavallo apparve a molti come una bestia terribile e quindi fu messo in relazione col mondo dei morti. I cavalieri dell'Apocalisse cavalcavano sopra i loro destrieri portando guerra, carestia, morte e peste. Ancora oggi, i quattro non hanno smesso di portare i loro "doni" al mondo. Eppure, sempre nella sacre scritture, c'è un'immagine positiva del cavallo con l'immagine del "cavallo bianco" del Cristo trionfatore ed anche nei miti greci il cavallo ha un alto valore simbolico, dal "carro del cielo" guidato da Apollo "al carro di fuoco" di Elia. Per non dire di Pegaso, il cavallo alato nato dal collo di Medusa ma lo stesso Poseidone (Nettuno) dio del mare e delle acque e considerato il protettore dei cavalli,  viene rappresentato mentre guida carri tirati da ippocampi, animali mitologici metà cavalli e metà pesci.

Altre figure mitologiche legate al cavallo sono i centauri, mezzo uomini e mezzi cavalli, tra i quali il più famoso era Chirone saggio insegnante di Achille e di tanti eroi greci. Variante del centauro è il sagittario che viene rappresentato armato d'arco e freccia. Da citare anche l'unicorno (liocorno) rappresentato come un cavallo bianco con un corno a spirale sulla fronte: secondo alcune versione il corpo sarebbe quello di un cervo e non di un cavallo. L'ippogrifo, che troviamo nell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto, è un incrocio di cavallo, grifone ed aquila.

La chiesa invece è sempre incerta nel valore simbolico da attribuire al cavallo. I padri della Chiesa davano all'animale un significato di superbia e di lascivia: dicevano che nitrisce di desiderio quando vede una donna. (Ma chi ? Il cavallo o l'uomo?) Tra l'altro io ho sempre saputo che l'uomo ulula, come un lupo, specie quando c'è la luna piena.

Comunque san Michele uccideva i draghi stando a cavallo ed anche san Martino scese da cavallo per regalare metà mantello ad un povero infreddolito. Secondo i romani, i cavalli non erano cristiani (?): infatti nelle crocifissioni volgono la testa in senso contrario al crocifisso per indicare  il disprezzo dei loro miscredenti padroni. Comunque fu il cristianesimo che convinse i popoli barbari della Germania a non mangiare la carne di cavallo. In realtà il consumo di carne di cavallo è molto diffusa ovunque; un tempo si diceva perchè fa buon sangue. Non entro nel merito dei gusti, o degli aspetti più o meno salutari ma  trovo molto triste mangiare la carne di un animale nobile e amico come il cavallo, come di cani e gatti.

Il cranio del cavallo sul frontone delle case serviva invece a cacciare la sfortuna; faceva il paio coi cani che (veri o in immagine) dovevano tenere lontano gli scocciatori.

La simbologia psicologica vede nel cavallo un essere nobile e intelligente ma anche un animale da temere perchè provoca angoscia ( non me ne sono mai accorto). C'entra una identificazione tra l'Es (sfera istintiva) e l'Io nella figura del cavaliere e questo dimostra il danno che ha fatto Freud:  per mia fortuna io non ci capisco niente di questi argomenti per cui a me i cavalli piacciono punto e basta.

P.S.

Se uno sogna di tirare calci come un cavallo è meglio che dorma da solo.

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