Il viaggio della St. Louis, la nave dei dannati
di Leo Spanu
La nave St. Louis
Il 2 maggio 1939, il transatlantico St. Louis (san Luigi)
salpò da Amburgo (Germania) diretto in America. A bordo c'erano 935 persone,
quasi tutti ebrei tedeschi in fuga dai nazisti.
Berlino, grazie alle
pressioni internazionali, autorizzò la partenza.
Al comando della nave il
capitano Gustav Schroder (1885-1959) tedesco non ebreo e antinazista. Una sosta veloce a Cherbourg (Francia) dove furono imbarcati altri 38 passeggeri per un totale di 973 di cui solo sei non ebrei (quattro cubani e due spagnoli).
Il comandante cercò di mettere a loro agio i passeggeri: fece togliere i ritratti di Hitler e concesse loro una sala da utilizzare come sinagoga. Doveva essere il viaggio della speranza per uomini, donne e bambini..
La nave giunse a
Cuba ma il governo locale impedì lo sbarco dei passeggeri; non potevano essere
considerati turisti e tantomeno potevano essere considerati rifugiati politici (meglio evitare di irritare la Germania nazista). Una lunga trattativa tra il capitano e le autorità (per la verità corrotte e interessate solo a sfruttare la situazione) non portò a nessun risultato. Per scendere a terra la tassa di sbarco, in base alle nuove leggi, era di 500
dollari a persona, una cifra altissima che nessuno era in grado di pagare.
Ci furono momenti di tensione tra i passeggeri; la paura di dover tornare indietro, una paura che sembrava superata, tornò a terrorizzare tutti. Un veterano della prima guerra mondiale si tagliò le vene e si gettò in mare. Salvato, fu curato nell'ospedale de L'Avana e poi rispedito sulla nave.
La storia finì sui giornali e fece il giro del mondo.
Il comandante Schroder fu invitato dalle autorità cubane a lasciare il porto e a rientrare ad Amburgo.
Alla fine solo 29 persone (23 ebrei più i cubani e gli spagnoli) poterono sbarcare pagando un visto di soli 150 dollari, in quanto possessori di
passaporto americano o cubano o spagnolo.
Bambine guardano Cuba dall'oblò
Anche le donne guardano la speranza
Poi la nave riprese il suo viaggio, destinazione Florida, Usa. Il governo americano non autorizzò lo sbarco perchè non potevano essere considerati turisti, inoltre il loro numero era tale da superare le
quote di immigrazione previste dalla legge (Immigration Act, 1924).
Ci furono moltissime lettere di protesta inviate dai cittadini americani al presidente Roosevelt con l'invito ad accogliere i profughi ma i porti americani rimasero chiusi.
La St. Louis
ripartì, questa volta destinazione Canada ma anche quel governo rifiutò l'ingresso. Eppure l'opinione pubblica era favorevole ad accogliere gli ebrei malgrado gruppi cattolici fomentassero l'antisemitismo con le motivazioni stupide di sempre (gli ebrei hanno ucciso Gesù Cristo).
E poi cavilli burocratici, motivazioni di comodo. Il responsabile canadese dell'Ufficio Immigrazione scrisse : " Il Canada ha già fatto molto per gli ebrei e, del resto, nessun paese sarebbe in grado di accogliere tutti gli ebrei che vogliono lasciare l'Europa, bisogna pur fissare un limite."
( Sbaglio o simili motivazioni le abbiamo sentite anche di recente?)
Il capitano Schroder contattò allora altri governi del centro e del sud America ma la risposta fu sempre la stessa: no.
Molti gli suggerono di riconsegnare la nave a Berlino ma
il comandante rifiutò, sapendo quale destino aspettasse i suoi
passeggeri in Germania; allora si diresse di nuovo in Europa, verso l’Inghilterra. Il suo piano era quello di affondare la
nave davanti alle coste per obbligare le autorità inglesi a salvare i naufraghi
in base alle leggi del mare.
A quel punto gli inglesi decisero di accettare i
profughi come rifugiati ma con l'impegno di dividerli tra vari stati antinazisti.
Il 17 giugno la St.
Louis attraccò ad Anversa, in Belgio. I profughi ebrei furono così divisi:
288 in Inghilterra
224 in Francia
214 in Belgio
181 nei Paesi Bassi
L’Italia fu scartata perché da poco erano entrate in vigore
le leggi razziali.
Gli ebrei rifugiatosi in Francia, Belgio e Paesi bassi,
furono in seguito catturati dai nazisti e inviati nei campi di concentramento.
Solo 365 dei passeggeri della “nave dei dannati” sopravvissero.
Il capitano Schroder, nel 1993, fu riconosciuto come Giusto
fra le Nazioni.
Il capitano Gustav Schroder
NOTE
La storia è stata raccontata nel film Il viaggio dei dannati (1976) di Stuart
Rosenberg.




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