A Silvia
di Leo Spanu
Non c’entra niente Giacomo Leopardi e neppure la poesia: qui
è solo prosa.
Lo dico in tutta onestà, sono felice, molto felice che
abbiano liberato la ragazza milanese ma qui mi fermo.
E con la stessa onestà dico che non mi è piaciuto come Silvia
si è presentata agli italiani.
Si è convertita all’islamismo, era vestita da
araba, forse si è pure sposata con un suo carceriere.
Non mi interessa minimamente entrare nella sua
vita privata ma noi italiani tutti abbiamo tifato per lei e sperato nella sua
liberazione per quasi due anni; il governo italiano ha impegnato uomini e soldi
per salvarla.
Silvia Romano è arrivata in Italia come una turista araba in gita
di piacere. Dice di essere stata trattata bene (buon per lei) e di essersi
convertita (problema suo).
Ma noi italiani ci aspettavamo la ragazza che per tanto
tempo abbiamo visto nelle fotografie, in maglietta scollata e sorridente. Non
una donna nascosta nel burka o come si chiama quell’abito.
Senza offesa signorina Silvia, noi ci aspettavamo appena appena
di rispetto.
Commenti
Posta un commento