Prima di tutto gli italiani
di Leo Spanu
Un pastore tedesco luterano,
Martin Niemoller (1892-1984) sopravvissuto ai lager nazisti, un giorno,
in un suo sermone raccontò:
Prima di tutto vennero
a prendere gli zingari e fui contento perché rubavano. Poi vennero a prendere
gli ebrei e stetti zitto perché mi erano antipatici. Poi vennero a prendere gli
omosessuali e fui sollevato perché erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i
comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a
prendere me e non c’era rimasto più nessuno a protestare.
E’ un testo molto noto che ha avuto diverse versioni. Tutti
speravamo che appartenesse ad una storia passata ma, evidentemente, ci siamo
sbagliati. Secondo la teoria dei corsi e ricorsi storici di G.B. Vico ci sono
accadimenti che si ripetono a distanza di tempo con le stesse modalità. Una teoria
filosofica affascinante ma che non mi ha mai convinto del tutto. E’ vero,
alcuni segnali di oggi, rassomigliano in modo impressionante a altri
tipici della presa del potere da parte
da parte dei fascisti di Mussolini, appena dopo la prima guerra mondiale ma
voglio sperare che si tratti solo di coincidenze.
Non è un tentativo consolatorio
di negare la realtà. L’Italia di oggi non è certo quella di cento anni fa: c'è più
democrazia, più informazione. Sul più cultura ho qualche dubbio.
Ma se lancio il mio sguardo verso l’estero allora comincio
ad avere paura: una nazione sicuramente democratica come gli USA è finita in mano ad un miliardario megalomane che sembra un bambino capriccioso e viziato che gioca contro il mondo. Nazioni come la Francia e la Spagna,
con una storia secolare di colonialismo e di sfruttamento dei popoli dell’Africa,
dell’America del sud e dell’Asia che ci danno lezioni di “ civiltà” e di “umanità”.
Ma per favore!
Tornando a noi, credo che gli italiani non abbiano mai fatto
i conti con la storia recente e passata, per ignoranza, per malafede, per ipocrisia. Abbiamo messo insieme
vincitori e vinti, vittime e carnefici, poi abbiamo chiuso gli occhi e assolto buoni e
cattivi, senza valutare e distinguere le singole responsabilità.
Ma è stato come nascondere la polvere
sotto il tappeto. Prima o poi la sporcizia torna alla luce.
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