Memento

di Leo Spanu

Ho già scritto dell’ emozione provata quando su internet, per caso, ho scoperto che una mia compagna di scuola, moglie di un altro mio compagno di scuola e amico, è scomparsa anni fa portata via da un tumore.  Un  piccolissimo colpo al cuore, solo un attimo di niente. 
Non dolore, quello lo conosco bene, come il dolore che provai per la morte di mio padre. Sono passati tanti anni ma è come se fosse ieri,  ci sono memorie che rimangono sempre  attuali. E poi dodici anni dopo  mia madre che non era più lei; con la morte del marito, qualcosa si era spento nei suoi occhi e nel  suo cuore. Qualche volta penso  di non esserle stato abbastanza vicino per tutti gli impegni quotidiani che ti distraggono. Spesso inseguiamo tante di quelle sciocchezze che  ci sfuggono le cose piccole ma importanti, ci sono  momenti che non riusciamo più a cogliere.
La morte di mio fratello è una storia diversa. C’eravamo allontanati senza una vera ragione e non ho potuto essergli al fianco nel suo ultimo giorno. Così  è come se avessi  perduto  qualcosa di vitale,  qualcosa che non mi ritrovo nella memoria, come un libro a cui sono state strappate alcune  pagine.

La mia amica di Brescia invece non fa parte della mia storia. Finito il liceo ci siamo tutti persi di vista e poi io sono venuto ad abitare in Sardegna. La vita di prima si è fermata al 1970, ricordi ed amici si sono fissati nel tempo. Oggi, dopo una lunga e serena esistenza insieme,  io e mia moglie cerchiamo di raccogliere il meglio che ci resta. Abbiamo molti momenti felici da ricordare, la memoria dolce-amara delle persone che abbiamo amato e che oggi non ci sono più. Di loro ci restano le immagini di quando erano giovani e di quando se ne sono andati. La loro vita è come un romanzo da leggere e rileggere per sorridere e commuoverci.

Della mia amica di Brescia non so niente. Lei appartiene in un  tempo finito, non esiste una storia,  una fotografia per ricordarla. Solo un nome sopra un ritaglio di giornale, una notizia  da niente tra tante notizie  banali.
Non era dolore quello che ho  provato, non c’era niente che mi legava a lei,  era solo uno dei mille ricordi del mio viaggio. Un ricordo senza importanza  certo ma ho l’impressione che una piccola parte di me, certamente minima, non ci sia più. A volte ho il dubbio che la mia vita non sia mai stata solo mia, che la nostra vita non appartenga solo a noi. Forse non siamo costruiti solo con il nostro sangue e con le nostre emozioni, siamo come un muro dove, a nostra insaputa, tanti altri hanno scritto una parola, lasciato un segno. 


Brescia 1965


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