Viva San Francesco
di Leo Spanu
Premesso che non sono obiettivo considerato che anch''io ho scritto (prima di lui) un libro su San Francesco, ma mentre Cazzullo è primo nella classifica italiana di saggi venduti (almeno così dicono) io non sono primo neanche nella classifica del mio paese, sempre che esista.
La prima differenza tra noi due è che io ho scritto un romanzo, con il rigore di un saggio mentre Cazzullo ha scritto un saggio col linguaggio di un romanzo popolare. Mi spiego. Il mio essendo un libro di narrativa lascia molto spazio alla fantasia ma mentre rispetta la storia conosciuta del santo, per quanto riguarda la parte sconosciuta inventa in maniera verosimile fatti e episodi vari. E' il vantaggio di essere romanzieri, inventare storie senza però scrivere sciocchezze perchè prima di scrivere il romanzo ho letto parecchi autori (naturalmente citati) perchè il contesto in cui viene narrata la storia deve essere rigorosamente vero. Senza falsa modestia credo di esserci riuscito.
Veniamo a Cazzullo: avevo già letto un suo libro su Mussolini. Anni fa, volendo informarmi sul fascismo e sul nazismo, ho letto molti libri su quel periodo storico, testi di autori vari compresi quelli di destra. La lettura del libro di Cazzullo non mi ha dato nessuna informazione nuova, tutto già conosciuto ma mi ha lasciato perplesso il suo modo di raccontare la storia. Cazzullo è un abile rimescolatore di storie altrui e col suo modo di scrivere sembra strizzare l'occhio al lettore forse in cerca della sua complicità. Personalmente io ho un'altra concezione del saggio che dev'essere sempre rigoroso nelle fonti d'informazioni e nell' uso di parole e immagini, ma probabilmente il mio è un difetto dovuto alla lettura di autori come Renzo De Felice, Mack Smith, Giorgio Galli, Sergio Zavoli, Giorgio Bocca, Luigi Salvatorelli e altri. Bruno Vespa e Paolo Mieli no, abbiate pazienza ma se questi sono storici allora io posso fare la prima ballerina alla Scala.
"Francesco, primo italiano" è il titolo del libro di Aldo Cazzullo, un concetto interessante ma discutibile: io non lo condivido ma ho l'abitudine di rispettare ogni opinione. Dove comincio ad avere qualche perplessità è sui paragoni, d'accordo per Gesù Cristo ma con Budda non vedo la relazione. Comunque il primo capitolo si legge con interesse anche se mi sembra un racconto un pò ruffiano, quasi fatto apposta per attirare la curiosità del lettore: fatto legittimo, attenzione, perchè a volte si chiude subito un buon libro perchè l'incipit è fiacco.
Nel secondo capitolo invece vengo a sapere che la madre di Francesco sa già dal momento della nascita che il figlio diventerà San Francesco. Dove Cazzullo abbia trovato questa notizia non saprei, probabilmente è stato più fortunato di me nel cercare informazioni; è vero che ogni madre sogna per i figli futuri luminosi anche se la maggior parte diventano dei signori nessuno, ma questo modo di raccontare fa tanto romanzo rosa.
Procediamo, qualche altra fantasia interpretativa sulla giovinezza di Francesco quando non si sa praticamente niente, e la storia continua in un clima zuccherino da telenovela brasiliana.
A questo punto ho qualche difficoltà a continuare la lettura. Il saggio (ma è questo o altro?) mi sembra un minestrone (ben costruito) di versioni molto personali della verità storica per raccontare un personaggio che sembra una specie di super eroe che piace tanto a un pubblico di bocca buona. Probabilmente ha ragione Cazzullo, visto che vende tanto ma se questa è la strada del successo (per gli autori) allora perchè la letteratura è in crisi è l'editoria pure? Non lo dico io ma sento continui lamenti e stridor di denti da parte degli addetti ai lavori salvo poi vedere che si si pubblicano troppi libri (spesso di pura spazzatura) che finiscono invenduti nei magazzini anche perchè i lettori veri siamo sempre gli stessi (mi ci metto anch'io perchè ho cominciato a scrivere dopo i sessant'anni con più di cinquanta di letture alle spalle).
Per non dire poi dei grandi "capolavori" che grazie alla pubblicità vendono centinaia di migliaia di copie, spesso milioni, ma dopo pochi anni finiscono nel dimenticatoio per sempre. Manzoni direbbe: Fu vera gloria? Per gli autori si. Gloria e soldi,
Ho simpatia per Aldo Cazzullo, come uomo e come scrittore, a volte seguo qualche sua trasmissione televisiva. E' un abile affabulatore e ha capito cosa vuole il pubblico. Sulla qualità di quello che scrive e dice lasciatemi esprimere qualche perplessità. Continuerò a leggere il suo libro, ho il vizio di arrivare in fondo anche ai brutti libri, forse devo avere delle tendenze masochiste. Ma in un libro dedicato a San Francesco mi ritrovo citata una marea gente che neanche in un elenco telefonico: Budda (Siddartha di Herman Hesse), Mussolini, papa Pio XII, Vincenzo Gioberti, Don Chisciotte e Sancho Panza, poi un sfilza di presunti francescani come Giotto, Dante, Boccaccio, Tasso, Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Galileo Galilei, Alessandro Volta, Luigi Galvani, Guglielmo Marconi, Alessandro Manzoni, don Bosco, Alcide De Gasperi; seguono altri d'ispirazione francescana come Jacopone da Todi, Sant'Antonio da Padova, Rosa da Viterbo, san Carlo Borromeo, don Giuseppe Cottolengo, don Giuseppe Cafasso, don Luigi Orione, padre Pio. E ancora terziari francescani Antonello da Messina, Raffaello, Michelangelo, forse Giovanna d'Arco, Lucrezia Borgia, Tommaso Moro, Silvio Pellico, Oscar Luigi Scalfaro, Giorgio La Pira.
Finalmente anche papa Bergoglio, Francesco I, forse l'unico che ha saputo rappresentare davvero San Francesco. Per il resto troppa grazia anche perchè si tratta di (tutte o quasi) persone che non mi sembra si siano votate alla povertà. In ogni caso c'è da chiedersi come mai con tutti questi aspiranti "santi", gli stronzi ricchi, esaltati e mitomani siano sempre in continuo aumento.
Su San Francesco sono stati scritti libri, la pittura (Giotto) ne ha illustrato gli episodi salenti della vita, il cinema ha raccontato la sua storia (a seguire l'elenco di film), anche il titolo di questo articolo è in realtà una canzone di Sergio Endrigo, quindi fa bene Aldo Cazzullo a raccontare l'influenza di questo uomo straordinario sulla società di ieri e di oggi perchè il messaggio di San Francesco continua sempre ad essere di grande attualità.
Cinema.
Il poverello di Assisi (1911) di Enrico Guazzoni, un cortometraggio muto
Frate Sole (1918) di Ugo Falena
Frate Francesco (1926) di Giulio Antamoro
San Francisco de Asis (1944 Messico) di Alberto Gout
Francesco giullare di Dio (1950) di Roberto Rossellini
San Francesco (1961 USA) di Michael Curtiz
Fratello sole, sorella luna (1972) di Franco Zeffirelli
Francesco (1973 Germania) di Hanspeter Capaul e Wolfgang Suttner
Francesco (1989) di Liliana Cavani
Il sogno di Francesco (2016 Francia) di Renaud Fely e Arnaud Louvet
Chiara (2022) di Susanna Nicchiarelli
Televisione.
Francesco (1966) di Liliana Cavani
Francesco (2002) di Michele Soavi
Chiara e Francesco (2007) Fabrizio Costa
Forse sono severo nel giudicare il libro di Cazzullo ma il diritto di critica penso sia ancora praticabile in questo paese, almeno sui libri; su chi governa non saprei.
Comunque chiunque scriva su San Francesco è visto da me sempre con rispetto perchè, pur essendo io ateo, sono da sempre un fan (come si direbbe oggi) del santo. Così come considero Assisi un posto speciale. Ci sono stato molte volte e sono convinto che Assisi sia il centro del mondo, un posto dove si respira sempre aria di pace. E specialmente oggi ne abbiamo tanto bisogno.
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