Rivincita
di Leo Spanu
Quando ero bambino odiavo venire a Sorso quasi ogni anno per le ferie estive. Il nord Italia, prima Treviso e poi Brescia, era la mia Terra.
Poi da adulto, un'estate, per uno scherzo del destino, incontrai una ragazza che mise un punto fermo alla mia vita un pò disordinata. Così mi fermai e mi sistemai definitivamente nel mio paese d'origine. Confesso che il paese non mi piaceva molto neanche allora, malgrado lei, per cui decisi che dovevo fare qualcosa.
Non ho nessuna voglia di raccontare il mio impegno per Sorso, tutto o quasi è stato dimenticato, per la legge che nessuno è profeta in patria, e poi non cerco medaglie. Credo, senza false modestie, di aver fatto molto per il mio paese non solo come amministratore ma l'ho fatto perchè credevo in quello che facevo e non certo per sentirmi dire bravo. Quando decisi di smettere con la politica avevo conservato quasi integra la mia fama di antipatico: del resto, se avessi voluto essere simpatico avrei fatto il buffone ma non come quelli che riempiono oggi il Parlamento e che non fanno ridere,
Ma un merito (anzi due) lo voglio rivendicare per due scelte che mi sono costate fatica, contestazioni e malumori: la biblioteca comunale, già da anni una bella realtà cittadina, e l'anfiteatro della Billellelara, una mia invenzione di oltre 40 anni fa, che oggi sta diventando, dopo tanto tempo, un luogo di spettacoli, feste e altro come io avevo pensato e programmato: la locandina di uno spettacolo parla addirittura di " antico anfiteatro". Troppa grazia, per quanto carico di anni sono ancora vivo e non sono così "antico".
Ancora qualche tempo e anch'io sparirò dalla memoria dei miei concittadini, come tanti altri che, prima di me hanno dato (poco o tanto non importa) a questa cittadina.
Rimane la mia rivincita, silenziosa e misconosciuta certo, ma a me tanto basta.
Ed ora pubblicità
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