Ma che siamo tutti matti?
di Leo Spanu
Ma cos' è questa stronzata delle primarie per indicare il "leader" (in italiano antico il capetto) che deve guidare il popolo verso il "sol dell'avvenire"? Troppi nella classe politica italiana, si sono dimenticati che siamo ancora in una democrazia, allora per favore mettetevi a studiarne le regole perchè mi sa che più di uno era assente durante le lezioni.
Di sicuro non sarò io il maestro di tanti asini, anche perchè, in un mondo normale (non al contrario) dovrebbero essere i nostri onorevoli a spiegare a noi cittadini poco informati le regole del gioco.
Ma vediamo alcune incongruenze della complicata politica italiana.
All'inizio della storia, l'idea dell'ennesima riforma elettorale era motivata dalla necessità di un governo stabile: a parte che non esistono governi più stabili di quelli formati da dittature, la Meloni presiede il governo più lungo (e stabile malgrado i mal di pancia della sua maggioranza) della repubblica. Allora non è la legge in vigore che crea difficoltà?
Che poi un governo sia lungo e stabile non vuol dire che sia anche un governo capace ed efficiente: ma a stare fermi, come sassi, non si combina niente e infatti anche ad un osservatore attento viene difficile citare un qualcosa di valido fatto da questo governo.
Inoltre non si capisce perchè si è aspettato la fine della legislatura per proporre una nuova legge elettorale. Paura di non vincere? Ma qual' è la legge giusta se ogni settimana ci sono cambiamenti nelle proposte, cambiamenti dovuti solo ai risultati di sondaggi più o meno favorevoli. L'ultima trovata del possibile Melonellum è il doppio turno.
C'è gente che già non va a votare la prima volta, figuriamoci dopo.
Attualmente abbiamo il rosatellum (non è un tipo di vino rosè) che è un regalo di un Matteo Renzi presidente del Consiglio, che aveva sbagliato i conti, ma abbiamo avuto il mattarellum (si è lui, l'attuale presidente della repubblica) e il porcellum (definizione dell'inventore della legge, un dentista della Lega, che definiva la sua legge una cagata pazzesca).
In questo clima fatto di latinorum, andiamo avanti cercando soluzioni al nulla pieno di niente mentre nel frattempo Annibale è alle porte. Non avete capito? E studiatela la storia romana e italiana invece di farvela raccontare da Libero, la Verità e il Giornale. La mia citazione è voluta per non stare mezz'ora a citare tutti i problemi irrisolti di questo paese ma, per la destra che governa ormai quattro anni, la colpa e sempre dei comunisti (che non hanno mai governato in Italia) e del destino cinico e baro che nei nostri giorni ha il volto di Trump, il primo candidato al Nobel per la pace (candidato anche da Meloni) che vuole il premio perchè come bombarda lui, nessuno.
Ma torniamo al problema dell'inizio: durante la prima repubblica, quando si votava col sistema proporzionale, la DC vinceva senza aver problemi di leader, anche perchè di leader ne aveva in abbondanza ed erano intercambiabili a seconda la formazione del governo. I cittadini votavano i programmi dei partiti e sceglievano le persone da eleggere; oggi che gli onorevoli vengono scelti dalle segreterie, la gente si è scocciata della politica e questa è una causa del menefreghismo, una delle tante ma non certo la meno importante. Con questo non voglio dire che tutto andasse bene e che il sistema fosse perfetto ma era ancora una democrazia vera e come tutti sanno (magari!) la democrazia è il sistema politico peggiore almeno fino a quando non ne inventeranno uno migliore.
Il culto della personalità, l'uomo (o la donna) che risolve tutto, vecchio vizio del ventennio, torna in auge con Berlusconi, padrone di giornali, televisione e, novità assoluta, di un partito.
Torna in vigore la regola del qui comando io con tanti saluti alla democrazia rappresentativa. L'eredità negativa del berlusconismo (l'inventore aveva mille difetti ma non era stupido) è che oggi abbiamo cento, mille berluschini che si credono dei padre eterni, che credono di poter fare quello che vogliono e che usano lo stato come un bancomat o un ufficio di collocamento. Almeno Berlusconi era ricco di suo, non assaliva quotidianamente la diligenza come fanno i nostrani indiani metropolitani: al limite si faceva le leggi a suo favore.
Ma i berluschini attuali hanno dimostrato incredibili capacità masochiste: come novelli flagellanti fanno norme che poi gli si ritorcono contro: vedi referendum sulla magistratura.
Ma torniamo alla domanda iniziale. Col sistema proporzionale il partito che aveva la maggioranza esprimeva il presidente del consiglio (con qualche eccezione dovuta ad accordi tra partiti). Oggi stabilire prima del voto chi deve "comandare" è una barzelletta. In realtà Conte che dopo aver assaggiato il miele del potere, vive di nostalgie, e vuole ritornare a palazzo Chigi. Stando alla situazione attuale il suo partito è poco più della metà del PD che, in un accordo serio dovrebbe esprimere il leader. Senza contare il fatto che Conte è stato due volte a palazzo Chigi, la prima volta con Salvini e già questo non mi sembra un titolo di merito. La Schlein invece, come segretaria ha fatto crescere il suo partito malgrado il PD sia pieno di gente che starebbe benissimo a destra, e neppure la più moderata, per cui "provare" anche lei no? Certo che peggio della Meloni non può fare neanche volendolo.
Quindi se si vuole battere la destra, Conte dovrebbe fare un passo indietro e gli elettori di 5 stelle dovrebbero una volta tanto votare gli alleati (che invece votano i loro candidati, vedi Sardegna). Sarebbe ora che gli ex grillini maturassero politicamente e accettassero serenamente le regole della democrazia. Poi naturalmente ognuno è libero di fare quello che ritiene opportuno ma ricordatevi che rischiamo altri cinque anni di Meloni con quella brava gente di Salvini, Tajani e La Russa. E magari, come ciliegina sulla torta, ci mettiamo anche Vannacci.
E allora ci vorranno chili di bicarbonato per digerirli tutti.
Commenti
Posta un commento