Il leone di tastiera
di Leo Spanu
In genere confronto mie opinioni e battute solo con persone che seguo e che mi seguono. Questo vuol dire che, avendo controllato il loro profilo, mi sono sembrate persone con cui si può scambiare qualche parola.
Ma ogni tanto si inserisce qualche intruso non invitato e pazienza quando si limita ad esprimere un suo pensiero; invece ci sono persone che non li caga nessuno neanche al bar, che prendono un piglio da professori universitari e ti spiegano l'uovo di Colombo e la terra piatta. Ma che non siano laureate alla Normale di Pisa, si nota dai loro incipit: "imbecille" è il buongiorno più comune e non si capisce se sia una sorta di auto presentazione o un maldestro tentativo di offendere lo sconosciuto interlocutore; invece chi comincia con "coglione" ci informa che si è formato culturalmente all'università di Faibuck.
"L'intruso" noto universalmente come "leone di tastiera" entra quindi nelle discussioni altrui con la leggerezza del classico elefante in una cristalleria; il più delle volte non capisce quello che legge e prende, come si diceva una volta, cazzi per fischi di treno. Straordinaria è la sua conoscenza della lingua italiana, i verbi essere e avere litigano in continuazione tra di loro e il congiuntivo "ha stato morto e sepolto". Peccato, perchè se avrebbi potrebbi e farebbi.
Non parliamo poi di cose complicate come le figure retoriche: non conoscono l'ironia ed io che la metto ovunque come prezzemolo, mi trovo ad essere spesso considerato un barbaro senza cuore, specie quando l'ironia si trasforma in sarcasmo. Molti, nel corso della mia vita mi hanno tolto anche il saluto. Per la verità non ho pianto molto, perchè il mio motto è sempre stato: ridere sempre delle cose più seriose che serie perchè a sparare cazzate c'è sempre tempo.
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