Tra la via Emilia e il West
di Leo Spanu
Per la nostra generazione ( ottantenni e dintorni) Francesco Guccini è stato il cantore della nostra storia, ha raccontato gli amori, i sogni, le illusioni, i dubbi, la rabbia ed anche la nostra disperata allegria. Ha raccontato gli altri raccontando se stesso e in questo consiste la grandezza di un vero artista. Oggi che tutti fanno legna sulla quercia caduta, che cantano come un altro Francesco "Io sono stato suo padre purchè lo spettacolo non finisca" (Festival 1976), io preferisco raccogliere alcune frasi delle sue canzoni scritte in forma di poesia.
Auschwitz (1966)
" Son morto che ero bambino, son morto con altri cento, passati per un camino, ed ora sono nel vento"
" No, io non credo che l'uomo possa imparare a vivere senza ammazzare, che il vento mai si poserà"
Dio è morto (1967)
" Perchè è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura, una politica che è solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto"
Canzone per un'amica (1968)
" Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti e come allora sorridi"
La locomotiva (1972)
" I tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti"
" E contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via la bomba proletaria e illuminava l'aria la fiaccola dell'anarchia"
" Ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno- Notizia d'emergenza, agite con urgenza, un pazzo s'è lanciato contro un treno"
" Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore, mentre fa correr via la machina a vapore, e ci giunga un giorno ancora la notizia, di una locomotiva come una cosa viva, lanciata a bomba contro l'ingiustizia"
Radici (1972)
" Ma è inutile cercare le parole, la pietra antica non emette suono, o parla come il mondo e come il sole, parole troppo grandi per un uomo"
" La casa è come un punto di memoria, le tue radici danno la saggezza, e proprio questa è forse la risposta e senti un grande senso di dolcezza"
Piccola città (1972)
" Piccola città, bastardo posto"
" Gli occhi guardavano voi ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia, correva la fantasia verso la prateria, tra la via Emilia e il West"
" Sciocca adolescenza, falsa e stupida innocenza,"
" Pubertà infelice, spesso urlata a mezza voce"
" Piango e non rimpiango la tua polvere, il tuo fango, le tue vite, le tue pietre, l'oro, il marmo, le catapecchie. Così diversa sei adesso, io son sempre lo stesso, sempre diverso"
Incontro (1972)
" Cara amica, il tempo prende, il tempo da, noi corriamo in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa, restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, ... siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno"
Il vecchio e il bambino (1972)
" I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni, i vecchi non sanno, nel loro pensiero, distinguer nei sogni il falso dal vero"
Canzone dei dodici mesi (1972)
" Giugno, che sei maturità dell'anno, di te ringrazio Dio, in un tuo giorno, sotto il sole caldo, ci sono nato io e, con le messi che hai tra le tue mani, ci porti il tuo tesoro, con le tue spighe doni all'uomo il pane, alle femmine l'oro"
L'avvelenata (1976)
" Chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato"
" Se son di umore nero allora scrivo, frugando dentro le nostre miserie, di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie e mantenermi vivo"
" Ma se io avessi previsto tutto questo, dati cause e pretesto, forse farei lo stesso"
" Ho ancora tante cose da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto"
Eskimo (1978)
" Con l'incoscienza dentro il basso ventre e alcuni audaci, in tasca "l' Unità", la paghi tutta, e a prezzi d'inflazione, quella che chiaman la maturità"
" Ma avevo la rivolta tra le dita, dei solti in tasca niente e tu lo sai e mi pagavi il cinema stupita e non ti era toccato farlo mai"
" L'amore fatto "alla boia di un Giuda" e al freddo in quella stanza d'altri e spoglia, vederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e non di voglia"
" Perchè a vent'anni è tutto ancora intero, perchè a vent'anni è tutto e chi lo sa, a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle in testa a quell'età"
P.S.
Un paio di cose avevamo in comune Guccini ed io: entrambi siamo nati a giugno e poi, un tempo votavamo socialista.
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