Essere o malessere?
di Leo Spanu
Gli USA di Trump chiedono (metaforicamente) la testa di Akane Tomoko, direttrice della Corte Penale Internazionale perchè ha dichiarato Netanyahu criminale di guerra. La Russia l'aveva già condannata a non so quanti anni di galera perchè aveva espresso lo stesso giudizio su Putin.
Ora che Netanyahu e Putin siano nemici dell'umanità è un fatto indiscutibile, peggiori di Hitler che almeno cercava di nascondere i suoi crimini .
La conseguenza diretta di questo atteggiamento è che gli USA giustificano ufficialmente il genocidio dei palestinesi (gli altri paesi sono distratti). Non sorprende visto che gli USA sono responsabili del maggior genocidio di ogni tempo: la cancellazione quasi totale dei nativi americani. Un secolo dopo, per non perdere l'abitudine (o il vizio) hanno buttato due atomiche in testa ai giapponesi. E qui mi viene un altro dubbio: perchè il governo giapponese non difende (almeno fino ad ora) la connazionale Tomoko?
Stiamo avvallando i crimini contro l'umanità come metodo per risolvere i problemi delle nazioni? Le guerre come soluzione?
Ciò che succede in Palestina grida vendetta davanti a Dio, e lo dico da ateo, ma i cosiddetti buoni cristiani guardano altrove. Da vecchio socialista ricordo che il nostro partito aiutava la Palestina e Craxi diceva, 40 anni fa, con buona pace della figlia, che i palestinesi avevano tutto il diritto di difendersi, anche con le armi.
Noi invece, non perseguiamo i criminali, preferiamo colpire i giudici che li condannano. Stiamo sempre dalla parte del più forte per viltà, per opportunismo, pensando questo ci protegga dalla vendetta di un potere assoluto e cattivo come quello che oggi domina il nostro mondo. Ricordiamo cosa è successo in Iraq, in Libia, in Afganistan dove gli americani sono andati a liberare quei popoli: guerre, violenze, miseria, l'inferno in terra. E potrei citare tanti ma tanti altri esempi di questi finti esportatori di democrazia.
Trump dichiara che il Venezuela è America, la Groenlandia è America, lo stretto di Hormuz è America: tutto il mondo è, secondo lui, America e lui può fare quello che gli pare.
E noi continuiamo a mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Peccato che il culo rimane all'aria, a disposizione.
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