Chi ha paura del lupo cattivo?
di Leo Spanu
Leggo che le materie umanistiche stanno lentamente scomparendo non solo dalle scuole ma anche dalla società. Spero di no; io ho fatto lo scientifico non solo perchè particolarmente dotato in matematica (non lo dico per stupida vanteria, figuriamoci se alla mia età gioco ancora con queste banalità) ma perchè amavo le materie scientifiche. All'università volevo fare chimica poi ho scelto medicina per motivi logistici. Detto questo, appena ho imparato a leggere, sono diventato un accanito lettore: scienza, narrativa, poesia e tutto quello che faceva correre la mia fantasia. Ho amato la filosofia quando ho cominciata a studiarla e anche dopo le scuole ho continuato a leggere la storia del pensiero umano. Ora che da anni ho scelto il mestiere di scrittore continuo a seguire gli argomenti scientifici con la stessa curiosità di quando ero giovane.
Mi volete spiegare allora perchè le materie umanistiche non dovrebbero andare d'accordo con quelle scientifiche: io ho sempre saputo che si integrano a vicenda. Bertrand Russell è stato uno dei maggiori matematici del secolo scorso, ma era anche un filosofo, un logico e tanto altro. In Italia abbiamo avuto un bravissimo ingegnere come Luciano De Crescenzo che era uno scrittore, un divulgatore della filosofia, un regista e anche lui, come Russel, un curioso della vita in tutte le sue espressioni.
Togliere il latino dalle scuole, le poesie a memoria, le favole, fra poco la letteratura (adesso vogliono cancellare I promessi sposi) non solo è stata una cagata pazzesca (Fantozzi docet) ma ha aperto un'autostrada per l'ignoranza. Oggi, basta assistere a certi programmi quiz della televisione, c'è gente (anche laureati) talmente ignoranti che neanche mia nonna analfabeta. E mia nonna, classe 1900, quando vendeva i prodotti agricoli al mercato di Sassari faceva i conti così rapidi e giusti che neanche una calcolatrice, che qualcuno di molto ma molto importante (in Italia) ancora non ha imparato a usare. Oggi vediamo giovani, che davvero non sono stupidi, ma hanno un vocabolario troppo limitato per gli studi fatti, e spesso sono incapaci di costruire una frase logica o di interpretare un pensiero complesso.
Non parliamo poi della cultura generale: ci sono laureati che credono che la cappella Sistina si trovi a Firenze e si giustificano della loro gaffe dicendo che nessuno l'ha insegnato a scuola. Ma nessuno ha mai detto che la cultura si forma solo a scuola. Del resto cosa possiamo aspettarci da una società dove un vice presidente del consiglio è convinto che Madrid (è la capitale della Spagna se qualcuno non lo sapesse) ha il porto. Infatti è da lì che sono partite la Nina, la Pinta e la Santa Maria alla scoperta dell'America, quell'america (minuscolo) che oggi ci regala tante belle sorprese.
Forse era meglio se la lasciavano coperta.
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