Alla stazione di Bologna: bambini

di Leo Spanu

Il mio amico Piero Murineddu ha pubblicato sul suo blog una breve biografia delle 85 vittime dell'attentato alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980. Quell'episodio mi colpì profondamente, più di quanto potessi immaginare: ero a Milano il 12 dicembre 1969 quando  scoppio la bomba di piazza Fontana, poi la strage di piazza della Loggia a Brescia, la mia città, il 28 maggio 1974. Quel giorno qualcosa si fermò in me, un terrificante senso di vuoto nel cuore e nella mente. La stessa sensazione che provai per la strage di Bologna.

Oggi voglio ricordare i bambini morti a Bologna: altri bambini stanno morendo ogni giorno in Palestina per i giochi di guerra di criminali e assassini. E noi neanche protestiamo più. Perchè?

Mi permetto di proporre una mia breve composizione.

Dove vanno a dormire i bambini

quando muoiono?

La morte non li vuole

fa un altro mestiere.

Lei raccoglie solo i dolori

alla fine della nostra storia.

Ma i bambini non hanno storia

e lei non può tenerli tra le braccia

come una madre pietosa.

Sono acqua che scivola tra le dita

sono vento che soffia tra i capelli

sono il suono di una ninna nanna

una voce che accarezza il sonno.

No, i bambini non possono morire.

I bambini giocano mentre dormono

e ridono

e sorridono.



Manuela Gallon

Manuela, 11 anni, era di Bologna, aveva superato gli esami di quinta elementare e si preparava ad affrontare le scuole medie. I genitori l’avevano accompagnata in stazione e stavano attendendo il treno che l’avrebbe portata alla colonia estiva di Dobbiaco, in provincia di Bolzano dove avrebbe dovuto trascorrere due settimane di vacanza. I tre si trovavano vicino alla sala d’attesa e il padre si allontanò per comprare le sigarette. Proprio in quell’istante scoppiò la bomba: Manuela rimase gravemente ferita, fu ritrovata e portata in coma all’ospedale dove morì 5 giorni dopo. La mamma morì e il

Eckhardt Mäder

Eckhardt, 14 anni, viveva ad Haselhorf in Westfalia ed era venuto in Italia con i suoi genitori e i due fratelli per trascorrere una vacanza al Lido di Pomposa, in provincia di Ferrara. Il 2 agosto era in stazione con tutta la famiglia perché, arrivati da Ferrara, aspettavano il treno per tornare a casa, in Germania. Alle dieci e venticinque Eckhardt e i due fratelli erano in sala d’aspetto con la mamma, mentre il padre, avendo l’intenzione di occupare le due ore di attesa per vedere Bologna, stava per uscire dalla stazione. Lo scoppio uccise Eckhardt, il fratello Kai e la mamma Margret. Rimasero feriti l’altro fratello e il padre che scavando fra le macerie riuscì a ritrovare i suoi cari. padre rimase ferito.

Kai Mäder

Kai, 8 anni, viveva ad Haselhorf in Westfalia ed era venuto in Italia con i suoi genitori e i due fratelli per trascorrere una vacanza al Lido di Pomposa, in provincia di Ferrara. Il 2 agosto era in stazione con tutta la famiglia perché, arrivati da Ferrara, aspettavano il treno per tornare a casa, in Germania. Alle dieci e venticinque Kai e i due fratelli erano in sala d’aspetto con la mamma, mentre il padre avendo l’intenzione di occupare le due ore di attesa per vedere Bologna, stava per uscire dalla stazione. Lo scoppio uccise Kai, il fratello Eckhardt e la mamma Margret. Rimasero feriti l’altro fratello e il padre che scavando fra le macerie riuscì a ritrovare i suoi cari.

Sonia Burri

Sonia, 7 anni, era partita da Bari con i genitori e il 2 agosto era in stazione con loro e con i nonni materni, la sorella Patrizia Messineo, zia Silvana – la sorella della mamma – e le cugine. Lo scoppio la sorprese in sala d’aspetto: i soccorritori la trovarono viva ma in gravissime condizioni vicino alla sua bambola rossa. Morì in ospedale due giorni dopo. La bomba la uccise assieme alla sorella e alla zia.

Angela Fresu

Angela, 3 anni, abitava a Gricciano di Montespertoli, in provincia di Firenze e famiglia di origine sarda era composta dalla mamma Maria, dai nonni e dai sette fratelli della mamma. Era in stazione con la mamma e due sue amiche perché stavano andando in vacanza sul lago di Garda. L’esplosione le colpì in sala d’aspetto. Maria, Angela e Verdiana Bivona, una delle amiche della mamma, morirono mentre l’altra amica rimase ferita. Con i suoi tre anni Angela è la vittima più piccola della strage.

 Francesco Cesare Diomede Fresa

Cesare, 14 anni, era un ragazzo di Bari, assieme al papà Vito e alla mamma Errica era partito dalla loro città il venerdì primo agosto con il treno per evitare il traffico sull’autostrada. Il 2 agosto erano in stazione e lo scoppio della bomba li ha uccisi. Della famiglia rimase solo la figlia che non era partita assieme ai genitori e al fratello.

Commenti

Post popolari in questo blog

Le donne nella Bibbia: Gezabele

Attrici francesi di ieri

Cantanti italiane. Parte prima

Cantanti italiane. Parte seconda

Donne di Sardegna 2

Gente di Sorso-1-

Case chiuse, tariffe e sconti per i militari (R)

Modello Giuditta

Storia del CCRS Sorso Atletica Leggera. 3/7: Gli atleti. Maschile

Gente di Sorso- 2-