A proposito di "nonne"
di Leo Spanu
Ancora un articolo di @KateriSeraphina, artista e pittrice francese. Mi piace come scrive e quel che scrive questa "ragazza"
Si parla spesso delle nonne di oggi come se fossero sempre state sagge.
Come se non fossero mai state giovani.
Ma prima dei capelli grigi e dei sorrisi dolci,
eravamo giovani donne libere, audaci, vive.
Eravamo quelle degli anni '60, '70, poi '80.
Quelle che osavano le minigonne, gli sguardi franchi, le idee troppo grandi per l'epoca.
Si rideva forte, si camminava veloce, non si aspettava che ci dessero il permesso di esistere.
La musica era il nostro rifugio e la nostra rivolta.
Usciva dalle radio, dai caffè, dalle stanze troppo piccole per i nostri sogni.
Ogni canzone ci dava l'impressione che il mondo potesse cambiare.
Si viveva fuori.
Nelle strade, nei balli, nelle piazze dei villaggi.
Ci si parlava senza schermi, ci si scriveva parole che si custodivano per tutta la vita,
e ogni ricordo aveva un luogo, una voce, un'emozione precisa.
Non si aveva tutto.
Ma si aveva la libertà di essere se stesse.
Allora quando oggi incrociate una nonna dal passo tranquillo,
ricordate:
è stata giovane, ha osato, ha amato, ha vissuto.
E a voi, i più giovani:
non aspettate domani per vivere.
Il tempo passa più veloce di quanto non si creda.
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