Leonor Fini
di Leo Spanu (ottobre 2016)
1939
Leonor Fini nasce a Buenos Aires il 30 agosto 1907 sotto il segno del Leone. Il padre è argentino ma di origini beneventane, a madre, Malvina Braun, invece è triestina ma di origini tedesche. Il matrimonio tra i due è più che altro una dichiarazione di guerra senza esclusione di colpi; la signora ex Fini e la figlia Leonor ( per tutti Lolò) nel 1909 è già a Trieste. La bambina viene travestita da maschietto per sfuggire ai reiterati tentativi del padre di riprendersi la figlia fino a tentare di rapirla. Così la bambina contesa, mascherata e senza identità diventa (come capita spesso anche oggi) solo il campo di battaglia per le vendette dei genitori.
Lolò cresce in mezzo agli adulti egocentrica e strana, l'esperienze del travestitismo se lo porterà dietro per sempre nella vita e nella pittura. Ma Lolò è una bambina curiosa che guarda e giudica tutto.
1917
Dimostra subito una particolare propensione per l’arte e infatti si diverte a disegnare tutto quello che vede a cominciare col suo affezionatissimo gatto Cioci,al punto di autodefinirsi: “Io sono la figlia di una donna e di un gatto. Mio padre è nientemeno che Sua Maestà il Gatto, lo provano i miei occhi; guardali, sono occhi felini."
Lei cresce ribelle e contestatrice e anche la sua carriera scolastica ne risente; infatti viene espulsa più volte dalla scuola per le sue intemperanze e stravaganze. Ma a Trieste Leonor Fini ha la possibilità di frequentare ambienti culturalmente stimolanti conoscendo e frequentando lo scrittore Italo Svevo e i suoi amici e il poeta Umberto Saba. A 17 anni la ragazza, pittrice autodidatta, espone le sue prime opere a Trieste in una mostra collettiva. A vent’anni si trasferisce a Milano dove ha la possibilità di conoscere artisti come Giorgio De Chirico, Mario Sironi e Achille Fumi. Specie a quest’ultimo pittore, a cui fu legata da una relazione, deve parte della sua formazione artistica, iniziata a Trieste con l’aiuto di Arturo Nathan e di Edmondo Passauro. A Milano infatti Leonor realizzerà un mosaico ( a quattro mani con Achille Fumi) nel Palazzo della Triennale: La Cavalcata delle Amazzoni. Poi il trasferimento a Parigi che diventerà la sua dimora definitiva malgrado i suoi continui viaggi per il mondo.
Da qui comincia la lunga e fortunata carriera dell’artista che conseguirà successi ovunque con i suoi quadri onirici e talvolta inquietanti ( temi tipici il travestitismo e la metamorfosi). A Parigi Leonor conosce e frequenta Andrè Breton, Salvador Dalì, Paul Eluard e Max Ernst. Con quest’ultimo pittore Leonor organizzerà una mostra a New York. A Parigi diventerà amica anche del fotografo Henri Cartier- Bresson.
Da qui comincia la lunga e fortunata carriera dell’artista che conseguirà successi ovunque con i suoi quadri onirici e talvolta inquietanti ( temi tipici il travestitismo e la metamorfosi). A Parigi Leonor conosce e frequenta Andrè Breton, Salvador Dalì, Paul Eluard e Max Ernst. Con quest’ultimo pittore Leonor organizzerà una mostra a New York. A Parigi diventerà amica anche del fotografo Henri Cartier- Bresson.
1936. Foto di Georges Platt Lynes
La donna avrà anche varie relazioni sentimentali: con Andrè Pieyre de Mandiargues che sarà il modello di molti dei suoi quadri nella prima metà degli anni trenta; con Federico Veneziani che sposerà per separarsi quasi subito. E poi con il console italiano del Principato di Monaco Stanilao Lepri che abbandonerà la carriera diplomatica per dedicarsi alla pittura e, subito dopo, un intellettuale e scrittore polacco Kostantin Yelensky. Insieme formeranno un straordinario ( e scandaloso per l'epoca) triangolo amoroso che durerà oltre trent’anni fino alla morte di Lepri.
Autoritratto 1941
Nel secondo dopoguerra Leonor si trasferisce per qualche tempo a Roma dove diventa amica delle attrici Alida Valli, Valentina Cortese, Anna Magnani, della ballerina Margot Fonteyn e della scrittrice Elsa Morante.
Ritratto di Alida Valli 1948
In Italia studia i grandi del Rinascimento; Paolo Uccello, Cosmè Tura, il Pontormo e in particolare l'adorato Piero della Francesca. Rientrata a Parigi continuerà nella sua continua ricerca di nuove forme espressive.Leonor Fini muore il 18 gennaio del 1996 e verrà sepolta nel piccolo cimitero di Saint-Dyè-sur- Loire in un mausoleo, da lei fatto costruire, dove verranno sepolti anche i due uomini più importanti della sua vita, Stanislao e Kostantin.
Nel corso della sua carriera e della sua vita Leonor Fini fu definita in mille modi, bella e dannata, moderna e trasgressiva. Amata e denigrata da tanti era una donna libera e a modo suo fedele ( il legame profondo con la madre e con i due amici amanti e compagni Stanislao e Kot) Leonor Fini ha lasciato un segno profondo nella cultura del 1900. Infatti si dedicò a diversi campi dell’arte: pittura, incisione, scenografia e costumi per il teatro e per il cinema, design, illustrazione e scrittura. Malgrado la sua vicinanza al movimento surrealista, mantenne sempre una sua autonomia artistica creando un suo stile personale. I soggetti preferiti sono sempre stati le figure femminili, le immagini mitologiche, i gatti, le sfingi e animali misteriosi.













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