Curioso di tutto, padrone di niente
di Leo Spanu
Questo titolo sono io fatto e dipinto; potrei fare a meno di scrivere la mia biografia che tanto non interessa a nessuno anche se ho pubblicato due romanzi di fantasia (che sono pure piaciuti) che girano intorno alla mia vita giovanile. Detto questo, c'è un aspetto poco conosciuto del mio essere un signor nessuno; anni fa scrissi il mio epitaffio (da mettere sulla lapide) Nacque Leandro e morì Leo" (Leandro è il nome con cui mi hanno sempre chiamato in famiglia, Leo il mio vero nome). Il mio divertimento (uno tra i tanti) è che mi piace giocare con le parole, possibilmente in maniera assurda e fuori di testa. Sarò stravagante ma fare il cretino mi fa sentire intelligente in un mondo di cretini veri, specialmente da quando ci sono in giro (in televisione, per esempio) troppe persone che ti fanno venire dei complessi di superiorità.
Comunque per trovare tracce della mia stralunata personalità bisognerebbe leggere un mio romanzo picaresco (e inedito): Domani sarà la fine del mondo, un romanzo comico e, come capita talvolta a questo genere di storie, disperato ma non serio. Basti pensare che i protagonisti sono tre: l'io narrante, di nome Libero, che per tutta la vita deve subire la battuta "Occupato ?" , l'amico d'infanzia Elenio detto Sanremo, un cialtrone che filosofeggia con le canzonette tipo "finchè la barca va..." e l'arcangelo Gabriele che forse ha sbagliato il destinatario dell'Annunciazione (della fine del mondo).
Comunque come si costruisce una storia da niente ma irritante (o divertente, fate voi). Si fa come Mina (la cantante):
Prendi una matita, tutta colorata, non disegnare mai con le dita ma aspetta che la pasta sia condita, aspetta e spera, maledetta primavera, che sia finita non la vita che è gradita agli dei, cinti di alloro perchè la mattina ha l'oro in bocca, l'uccello fuori delle mutande e la scoreggia in cul pronta a partire per riempire l'aria fresca e arzilla del dì di festa, quando ti gira la testa come Giano Bifronte. Ahi! me lasso e lesso, ahi! me tapino ma non topino, ahi!, quanto sa di sale l'insalata specie di cetrioli quando interi li usi per il tuo piacere, donna di malcostume ma meglio senza, infilandoli in pertugi diversi dai culinaria. Ma il piacere è tutto mio! disse il boia proveniente da Troia con la moglie Elena, tutta rivestita di piccola mignotteria, e dietro un codazzo di arrapati proci (o porci?) usciti dal puttanario a riveder le stelle. Non sapete cos'è un puttanario? Allora lasciate ogni speranza o voi che entrate in un bordello di poco conto perchè da lì si va nella città dolente, tra le gente fetente, tra quelli che non contano niente, insomma si va in fondo a destra, luogo di gabinetti, di perdizione, di politici ignoranti e di scritte sulle pareti. "Ho scritto t'amo sulla sabbia" ma anche "Pane e figa" sul muro di casa mia, ma nessuno, ti giuro nessuno, mi ha dato una mano. Solo un cazzo di cane mi dato un pezzo di pane e io son rimasto come un pazzo di cane ad aspettare una che, per disperazione prima sua e poi mia, me la dia. Ma ancora una volta ho rimasto solo perchè la Maria, che la sta alla mia porta, a me non la fa neanche vedere e di notte mi buca la gomma di scorta. Mai la gomma del ponte perchè serve a servi e servini per collegare la Sicilia al resto dell'Italia. Del resto mancia e chisciotte d'agnello a scottadito alla romana. Alla pisana niente eppure nelle confessioni di un italiano c'è scritto che era una bella donna ma come dice il proverbio meglio una pisana alla porta che una tisana a letto.
Questo è un esempio di invenzione letteraria surreale e straziante. La mia signora, per sposarmi, pretese davanti al notaio, che io la smettessi di mangiare il vocabolario. E' andato tutto bene fino a qualche tempo fa, quando abbiamo scoperto che mio nipote (l'unico maschio) ha lo stesso difetto di fabbricazione. Frequenta la seconda media e l'altro giorno ha raccontato alla nonna la sua versione della Divina Commedia. Dante sta cercando di uscire dal labirinto; è tutto il giorno a urla e a voci, girando a vuoto e chiedendo: Ma come cazzo si fa uscire da questo incrocio di Inferno-Purgatorio- Paradiso? Sembra il parlamento italiano! Ma chi è l'asino che ha scritto questo pasticcio. E poi dov'è finito il Purgatorio? Dove l'ho messo?
Comunque domani sarà non la fine del mondo ma il mio compleanno, anni 77, un numero che, secondo la smorfia napoletana rappresenta le gambe delle donne, un articolo che mi ha sempre appassionato; ancora oggi so apprezzare lo spettacolo anche se ormai vado verso il platonico.
Auguri a me e a tutti quelli che sopravvivono ai miei scritti.
P.S. Twitter mi avvisa che oggi sono otto anni con loro: praticamente un bambino
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