Fotografi: Christian Ritcher
di Leo Spanu
Il fotografo tedesco Christian Ritcher (1958) dev'essere uno che ha letto troppi libri di fantascienza e, di conseguenza, ha visto troppi film catastrofici. Così si è messo a fotografare scene di un futuro prossimo venturo: un futuro apocalittico e deprimente. Anche Francesco Guccini non brilla per allegria: canzoni come "Noi non ci saremo" e "Il vecchio e il bambino" non invitano certo all'ottimismo. E pure io, gran divoratore di di libri fantascienza (ma non solo) ho finito per farmi condizionare dal tema "Cosa sarà di noi da grandi?" e ho scritto un romanzo (inedito): "Domani sarà la fine del mondo". Ma avendo qualche problema di vista, d'udito (e d'intelligenza) m'è venuta fuori una storia comica che, con la mia solita presunzione, penso sia alquanto divertente. Magari un giorno, possibilmente presto, prima che sia troppo tardi (per me e per il resto del mondo) un editore la pubblicherà. Nel frattempo godetevi (si fa per dire) i paesaggi di Christian Ritcher. Siete autorizzati a toccarvi, se lo ritenete opportuno.
P.S.
Quando lavoravo nell'isola dell'Asinara, nel tempo libero, ho visitato le carceri sparse ovunque ma anche l'ufficio postale (Cala Reale), la chiesa (Cala d'Oliva) e altri edifici in stato d'abbandono. Fogli di carta sparsi ovunque, lettere, documenti e, nella chiesa, atti di nascita, pagine strappate da libri e altro. E poi mobili, scaffali, sedie e vetri rotti. I piccioni avevano fatto il nido dietro l'altare e i loro escrementi erano sparsi sul pavimento e sulle pareti. C'era in quei locali un senso di morte che non si ritrova neanche nei cimiteri abbandonati.
Le immagini sono di località in Francia, Germania, Belgio, Polonia, Italia.




















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