La sedia di lillà: Alberto Fortis
di Leo Spanu
La canzone La sedia di lillà (1979) si ispira ad una esperienza personale di Alberto Fortis (1955): un suo zio che in seguito ad un incidente diventò tetraplegico. La conclusione per il protagonista della canzone è tragica a differenza di quella che è stata la realtà ma il cantautore vuole raccontare le difficoltà e soprattutto la solitudine di una persona costretta su una sedia a rotelle. Tema anomalo per una canzone ma il testo è ricco di umanità e di poesia: un uomo racconta ad un amico che va a trovarlo che bisogna vivere bene e cogliere ogni momento perchè lui non può più farlo ma alla fine la sofferenza è troppa e si suicida.
Ancora oggi la legge italiana non ha saputo dare una riposta seria a quanti non possono essere padroni della loro vita; l'eutanasia è una scelta terribile e solo personale ma troppi si arrogano il diritto di decidere sulla vita degli altri magari in base a principi risibili e, guarda caso, sono sempre le persone che respingono i più fragili, i più deboli, gli ultimi della società. Sono sempre quelli che lasciano morire bambini, donne e uomini in mare; sono quelli che girano lo sguardo dall'altra parte lontano dalle tante guerre che uccidono tanti innocenti. Sono quelli che considerano l'aborto un gioco capriccioso, sono quelli che se tre donne vengono uccise da un criminale le chiamano prostitute. Sono quelli stanno sempre col culo al caldo, sono quelli del me ne frego degli altri: sono le persone perbene, la brava gente.
P.S.
Proprio ieri un altro italiano, malato terminale, è andato a morire in una clinica svizzera. In Italia, il parlamento ha altre cose da pensare.
La sedia di lillà
Stava immobile nel letto con le gambe inesistenti
e una piaga sulla bocca che seccava il suo sorriso.
Mi parlava rassegnato con la lingua di chi spera
di chi sa che è prenotato per la sedia di lillà.
Ogni volta che rideva si stracciavano le labbra
e il sapore che ne usciva era di stagione amara.
Le sue rughe di cemento lo solcavano di rosso
prontamente diluito da una goccia molto chiara.
Penso troppo al mio futuro mi diceva delirando.
Penso troppo al mio futuro, penso troppo e vivo male.
Penso che tra più di un anno cambieranno i miei progetti
penso che tra più di un anno avrò altre verità.
Tu non farmi questo errore, vivi sempre nel momento
cogli il giorno e tanto amore, cogli i fiori di lillà.
Quanti amici hanno tradito continuava innervosito.
Quanti amici hanno tradito per la causa dell'amore.
Sono andato a casa sua, sono andato con i fiori
mi hanno detto che era uscito, che era andato a passeggiare
ma vedevo un'ombra appesa, la vedevo dondolare
l'ombra non voleva stare sulla sedia di lillà.
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