Sono solo canzonette?

 di Leo Spanu

Quando le canzonette erano canzonette e non sbrodolii di analfabeti, i giovani di ieri si divertivano a farne delle parodie, invece i giovani di oggi vanno ai concerti  senza ascoltare e senza guardare, per sbavare e per  farsi i selfie che è un modo moderno di farsi le seghe (non solo mentali). Il gusto della parodia, dicevamo, era tale che un successo di Gianni Morandi (anni 60) diventava: "Abbracciati al cesso e canta non son degno di te". Un altro cantante famoso dell'epoca, Adamo (belga di origine italiana) cantava della città di Gerusalemme e degli ebrei che avevano fatto crescere, nel deserto sei milioni di alberi. A parte l'incazzatura degli arabi contro il cantante mi domando perchè, 60 anni dopo, Berlusconi  vuole piantare solo un milione d'alberi? A parte che non so dove voglia dedicarsi al giardinaggio, spero in Gallura anche per mascherare il vulcano falso, mi chiedo (con Lucio Battisti) ma non dovevamo vederci più? A 86 anni (molto) suonati invece di fare il Romeo con la sua Giulietta, vuole candidarsi al senato, alla presidenza del Consiglio (ma non c'era già stato?), alla presidenza della  Repubblica (ma non l'avevano già bocciato?) e tanto altro che dirvi non so. Promette mille euro di pensione ai vegliardi come me (devo restituire il surplus') e un mondo d'amore (sempre Gianni Morandi).

Giuro che preferivo Cetto Laqualunque quando prometteva più "pilu" per tutti. Salvini invece si è vestito da  cacciatore, tipo Jumanji, e promette lotta continua a migranti, emigranti e chiunque, troppo abbronzato,  venga sorpreso a fare il bagno nelle coste italiane. Per il suo primo comizio (su FB) si è presentato circondato da icone e madonne appese al muro che neanche a Medjugorie. Anche Maria di Nazareth, quando non è impegnata in apparizioni miracolose, come un'influencer qualunque, quando ha visto il manifesto politico di Salvini, ha esclamato (alla Renato Pozzetto): "Eh la Madonna!"

A proposito di Renato anche il Brunetta (di Venezia non quello de I Ricchi e Poveri) ha avuto un pensiero libero, dopo tanti anni di sissignore e, insieme alla collega Gelmini (seguirà altra gente), se n'è andato in cerca di altri pascoli. Elegante, come sempre, il commento di Berlusconi: Che riposino in pace!

Su Georgia (Giorgia) on my mind (leggi Ray Charles) confesso che, malgrado il titolo della canzone, non è mai stata nella mia mente e neppure nei miei pensieri: il fatto che provenga da un partito fondato da uno (Almirante) che firmato le leggi razziste del fascismo, chiude, per me, ogni possibilità di confronto.

Se queste persone sono il futuro prossimo dell'Italia c'è poco da stare allegri. Abbiamo bisogno di una sinistra seria che ritrovi la propria identità con un programma che cerchi davvero di curare gli interessi della comunità, senza tutte quelle acrobazie verbali che parlano di tutto per nascondere il niente.

Sarebbe comunque un errore impostare la campagna elettorale solo contro la destra, bisogna avere programmi da presentare agli elettori e non slogan che lasciano il tempo che trovano. Urlare contro una destra becera e cialtrona non serve per vincere  le elezioni, anzi può succedere il contrario. Si vince solo se si parla ai tanti, come me, da tempo disgustati dalla politica, ai tanti che hanno smesso di votare perchè schifati da una classe politica incompetente. E' vero, i nostri rappresentati sono stati eletti in votazioni regolari, ma sempre meno persone si sono avvicinate ai seggi. Vincere perchè eletti in votazione inferiori al 50% degli aventi diritto, non fa maggioranza ed in ogni caso diventa espressione di una democrazia dimezzata e ferita.

Recuperare la partecipazione degli italiani alla vita politica è il primo passo per ricostruire un paese normale. Le persone intelligenti, che pure ci sono anche nella classe dirigente, sapranno affrontare col buon senso le sfide future o continueranno a muoversi ed agitarsi come i famosi polli di Renzo ( quello del Manzoni)? 

Fino a pochi giorni fa avevo deciso di non andare più a votare (alle politiche) ma dopo lo spettacolo penoso di questi giorni (neanche il coraggio di mandare via Draghi!) tornerò a votare. Datemi la possibilità di aiutare, nel mio piccolo, il paese che amo, l'Italia.


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