Ode per il candidato al Quirinale

di Leo Spanu

Anch'io voglio dedicare odi e epodi, giambi e tripodi al candidato al Quirinale, magari un solo componimento ma di qualità superiore. Qualcuno malignamente potrà pensare che io voglia copiare da Manzoni (“S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo”) o addirittura da Shakespeare: volgari calunnie. La mia ode viene dal cuore ed anche se mia nonna diceva che chi si loda s’imbroda,  io sono in buona fede non come certi figuri (di destra) che fingono di battersi per Silvio B. Presidente e poi ridacchiano alle sue spalle. Ecco comunque la mia poesia in forma di prosa in onore di colui che tutto puote se arriverà in cima..

“ Amici, politici,  romani cinici, italiani astemici, novax apocalittici,  medici cantererecci e giornalisti analfabetici, prestatemi orecchio (ve lo restituirò in tre rate senza interessi): io vengo a candidare  Silvio B. (se, vista l’età, non muore prima) non solo a lodarlo. Il male che gli uomini fanno sopravvive loro:  il bene è spesso sepolto con  le loro ossa. Così non fia mai  di Silvio B. Il nobile Matteo da Mediolano  vi ha detto che Silvio B. è ingombrante come una vecchia credenza piena di tarli. Se così è,  allora ben  grave è lo periglio; c’è il rischio di intaccare anche gli altri mobili. Ma io, col permesso di Matteo, e Matteo è uomo d’onore, vengo a restaurare Silvio B. per inserirlo tra le opere d’arte del Quirinale. Egli è stato amico di tanti italiani che non valevano un cazzo e li ha portati a Roma come onorevoli deputati e senatori a scaldar le natiche su pregiati legni. Vi sembra malizia questa o arroganza? Eppure tanti sono poi fuggiti come topi da nave che affonda, dopo essersi mangiati tutto il formaggio e lasciando Forza Italia come una forma di parmigiano completamente svuotata dall’interno. Ma Matteo e amici dicono che Silvio  B. c’era una volta e ora non c'è più; e Matteo è uomo d’onore. 

Tutti ricordiamo quando creò un milione di posti di lavoro di fantasia (Silvio B. non Matteo) ma oggi tutti inseguono ben altra fantasia: il reddito di cittadinanza. E scordano il sorriso paterno di Silvio B. quando, commosso, diede la notizia agli italiani. Ma Luigi di Neapoli dice che è acqua passata e non macina più: e anche Luigi è uomo d’onore. Che dire poi delle belle feste con tante leggiadre fanciulle di facili costumi anzi senza costumi che per poche migliaia di euro sollazzavano il cerchio magico di Silvio B. Venivano da tutte le parti del mondo anche dall’Egitto, principesse ed altro. Ma i giudici di Milano hanno detto che erano solo delle gran  baldracche e i giudici sono uomini d’onore. 

Io non sono qui per smentire quel che hanno scritto Marco e Andrea,  i Dioscuri del patto quotidiano (con chi?) che dicono che Silvio B. sia come Bruto, un liberticida di democrazia. C'è esagerazione et invidia in cotanto ferale giudizio. In realtà Silvio B. è sempre stato un garzoncello scherzoso, un giocherellone; ben ricordo quando fece cucù alla Merkel  e, pria ancora,  le corna al vertice UE.  I tempi cambiano, ieri due dita sollevate fungevano da porta fortuna, oggi indicano momenti di gloria e di vittoria; oggi i cornuti mostran le loro  escrescenze con orgoglio: dalla cornucopia della loro testa ornata escono fiori  e sorrisi per le loro donzelle che l'hanno data a destra e  manca. 

La sinistra dice che Silvio B. che fu un corruttore di virtù e un portatore di vizi come se gli italici abitanti dello stivale fossero vergini pudiche e timorate di Dio; e la sinistra italiana è fatta di uomini d’onore. 

Ma io sono qui per dire quello che so, non sono qui  per seppellire Silvio B. e neppure Cesare (che non conosco e non mi ha fatto niente), sono qui non come amico, non come elettore e neppure come sostenitore; non l'ho mai stimato e non mi è mai piaciuto ma sono stanco e deluso come un  uomo di mondo (che ha fatto il militare a Cuneo con Totò) e da tempo ho smesso di farmi illusioni: un barzellettiere sul colle del Quirinale non l'abbiamo mai visto.

Ma lasciamo che siano i grandi elettori a stabilire se Silvio B. meriti o no la posizione numero Uno. I grandi elettori, lo sappiamo tutti, sono uomini d’onore. O no?”

P.S.

In alternativa mi offro io come volontario, visto anche quel che passa il convento. Lo so che sarebbe un gran rompimento di coglioni perchè rischierei di rovinarmi la vecchiaia ma noi nonni siamo sempre al servizio delle istituzioni.

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