Scandalo (al cinema) 1
di Leo Spanu
La censura nacque con il cinema anche se, al tempo del muto, non era molto attenta. Il fatto è che il potere politico aveva sottovalutato la forza comunicativa di questo nuovo strumento e, quando si accorse che il cinema poteva avere una grande influenza sulle masse cercò di impadronirsene (Germania nazista, Russia comunista) facendone un mezzo di propaganda. Naturalmente molti artisti, registi, sceneggiatori e attori, non accettarono pressioni rivendicando (giustamente) la loro libertà espressiva e da qui nascono tagli alle pellicole, censure parziali o totali e molti film non furono neppure presentati al pubblico. Le motivazioni della censura partono sempre da considerazioni di carattere moralistico ma, molto più dei nudi e delle scene erotiche, il potere politico si preoccupava di messaggi che potevano disturbare il tranquillo conformismo del popolo: il cinema come strumento di trasmissione di un pensiero alternativo a quello del sistema non era gradito. Del resto la funzione dell'arte, qualsiasi arte, non è solo quello di mostrare la bellezza ma anche quella di mettere in discussioni valori e abitudini imposte e, il più delle volte, utili solo a quelli che abitano nei "piani di sopra". Durante il 68, tra i tanti slogan della contestazione studentesca uno in particolare, "Una risata vi seppellirà" non ha avuto le conseguenze sperate così come il cinema, con le sue denunce sugli abusi del potere e la ferocia delle guerre, non riesce a sminuire l'arroganza di chi comanda. Ma non è un buon motivo per arrendersi: tutto quello che viene raccontato col cinema, con la poesia, con la musica può essere solo una puntura di spillo ma anche un calcio in culo ai cosiddetti perbenisti, quelli che i cattivi sono sempre gli altri, è sempre utile. Magari un giorno qualcuno di lor signori comincerà a sentire un pò di dolore.
In questa serie di articoli presenterò alcuni dei film che hanno fatto "scandalo" magari in modo clamoroso per i temi trattati o per le immagini disturbanti: non sempre si tratta di film di valore artistico anzi, alcuni sono davvero mediocri, ma per motivi vari hanno colpito la fantasia dl pubblico e attirato le forbici dei censori.
L'angelo azzurro (Germania 1930) di Josef von Sternberg (Vienna 1894- Hollywood 1969) Con Marlene Dietrich (Marie Magdalene Dietrich. Germania 1901- Francia 1992) E' il film che ha lanciato la sconosciuta attrice tedesca trasformandola in un mito. Nella Germania prima della dittatura nazista, Lola Lola detta L'Angelo Azzurro, spregiudicata cantante di cabaret seduce un severo professore che diventerà suo schiavo. Oltre alla denuncia del perbenismo della società tedesca che stava andando in frantumi, c'è l'affermazione (scandalosa per l'epoca) che i sensi vincono sempre contro la ragione. Regista e attrice poi emigrarono in America perchè non graditi al regime nazista. La Dietrich divenne il simbolo della "Donna fatale" tanto che anche negli altri film interpretava ruoli di prostituta o di donna dai facili costumi.
Freaks (USA 1932) di Tod Browing (Charles Albert Browing Jr. USA 1880- 1962) Con Olga Baclanova (Mosca 1896- Svizzera 1974) E' considerato il più maledetto tra i film maledetti ed è interpretato da autentici "mostri". Il regista finì la sua carriera per colpa di questo film. Il film, completato a fatica a causa delle proteste della troupe che lo riteneva disgustoso ebbe una pessima accoglienza tra il pubblico e la critica. Fu definito "nauseante, osceno, grottesco e bizzarro" e dopo due settimane di proiezioni, malgrado i pesanti tagli, fu tolto dalla circolazione. Negli anni 60 è stato rivalutato ed è considerato un capolavoro. Giudizio personale, ho visto il film ma non lo riguarderei neanche sotto tortura: è angosciante.
Estasi (Cecoslovacchia 1933) di Gustav Machaty (Praga 190- Monaco di Baviera 1963) Con Hedy Kiesler, poi Hedy Lamarr (Hedwig Eva Marie Kiesler, Vienna 1914- USA 2000) Il film contiene una delle prime scene di nudo integrale, aspetto che lo rese famoso anche se poi le scene vennero tagliate e qualche volta il film fu pure rimosso dal mercato. In Italia fu presentato solo alla mostra di Venezia nel 1934. L'opera è abbastanza mediocre e la Lamarr (cognome del marito) diventata poi un'importante inventrice americana, cercò di comprare, inutilmente, tutte le copie in circolazione.
Addio alle armi (USA 1932) di Frank Borzage (Francesco Borzaga, USA 1895- 1962. Con Gary Cooper (Frank James Cooper, USA 1901- 1961) Tratto dal romanzo di Ernest Hemingway (USA 1899- 1961) la storia è ambientata in Italia, durante la prima guerra mondiale, dopo la disfatta di Caporetto. In Italia fu vietata la circolazione del film (come del romanzo) per il suo spirito antimilitarista. La Rai lo trasmise nel 1986 in occasione di una rassegna dei film degli anni 30. Il film ottenne 2 premi Oscar nel 1934: miglior fotografia e miglior sonoro.
Il grande dittatore (USA 1940) di e con Charlie Chaplin (Londra 1889- Svizzera 1977) Farsa giocata su due personaggi fisicamente uguali, il barbiere ebreo povero e il dittatore della Tomania Adenoid Hynkel (Hitler). Mussolini diventa il dittatore Benzino Napaloni. Film comico con sconfinamenti nel drammatico. La discussione tra i due dittatori alleati- rivali per la presa del potere finisce a torte in faccia. Magari! Comunque ci volle un bel coraggio per fare un film su due personaggi pericolosi, ancora vivi. In Inghilterra il film uscì nel 1941 per paura delle ritorsioni della Germania e nel resto dell'Europa il film fu presentato solo dopo il 1945. In Itali,. l'edizione del 1960 fu censurata per le parti che riguardavano la moglie di Mussolini, all'epoca ancora in vita.
Totò e Carolina (Italia 1955) di Mario Monicelli (Roma 1915- 2010) Con Totò (Antonio De Curtis, Napoli 1898- Roma 1967) e Anna Maria Ferrero (Roma 1935- Francia 2018) Il film, una commedia amara, in realtà è stato girato tra il 1952 e il 1953 ma uscì qualche anno a causa degli interventi della censura: non si poteva far vedere un gruppo di comunisti che cantava Bandiera Rossa o un personaggio eccellente che veniva fermato durante una retata di prostitute. I comunisti diventano socialisti (perchè ?) e Bandiera rossa diventa Di qua di la del Piave. L'agente di PS Caccavallo (Totò) ha qualche problema a riportare a casa Carolina (Anna Maria Ferrero) giovane ragazza scappata perchè incinta, che tenta il suicidio per la vergogna e finita per sbaglio in una retata di prostitute. L'umanità del poliziotto Caccavallo, pronto a prendersi in casa la sfortunata ragazza, non piace. A capo del governa c'è il democristiano Mario Scelba (Caltagirone 1901- Roma 1991) e secondo la commissione di censura il film è " offensivo del decoro e del prestigio delle forze dell'ordine". Il futuro presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro (Novara 1918- Roma 2012), quello del "caso del prendisole" quando in un ristorante romano disse ad una donna che era vestita da donna "disonesta" , pretende l'eliminazione delle battuta sul suicidio ( Il suicidio non è per noi, noi siamo povera gente, il suicidio è roba per ricchi). Il film esce quindi nel 1955 con tagli di oltre venti minuti ma fino al 1958 non può essere proiettato all'estero perchè " può ingenerare all'estero dannosi apprezzamenti sul nostro paese".
Orizzonti di gloria (USA 1957) di Stanley Kubrick (USA 1928- 1999) Con Kirk Douglas (Issur Danielovicht. Amsterdam 1916- USA 2020) Altro film che attacca l'ideologia militarista con un processo fasullo a tre soldati accusati di vigliaccheria durante la prima guerra mondiale. I tre sono innocenti ma verranno condannati e fucilati per dare un esempio. In Francia il film fu subito vietato perchè offendeva la "grandeur" (l'esercito "incriminato" era quello francese). Fu sbloccato solo nel 1972. In Spagna invece il film venne proiettato solo nel 1986.
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