Le osterie

 di Leo Spanu


Le osterie. 

Alda Merini


A me piacciono gli anfratti bui 

delle osterie dormienti, 

dove la gente culmina  nell'eccesso del canto, 

 a me piacciono le cose bestemmiate e leggere, 

e i calici di vino profondi,

dove la mente esulta, 

livello di magico pensiero.

Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto 

malvissuto e scostante,

meglio l'acre sapore del vino

indenne, 

meglio l'ubriacatura del genio, 

meglio si meglio

l'indagine sorda delle scorrevolezze di vite;

io amo le osterie

che parlano il linguaggio sottile

della lingua di Bacco, 

 e poi nelle osterie

ci sta il nome di Charles

scritto a caratteri d'oro.

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