Ritorno al passato: Roma
di Leo Spanu
La prima volta che sono stato a Roma, destinazione basilica di san Pietro non lo ricordo proprio; troppo piccolo, poco più che un neonato, forse per soddisfare un voto di mia madre, mai saputo quale e perchè.
Poi ho perso il conto; per lavoro, per turismo, per visita parenti. Per me Roma è sempre stata una specie di Eldorado da scoprire un poco alla volta e mi manca ancora molto da vedere. Faccio finta di avere il tempo per altri viaggi.
Roma mi ha sempre attratto, come il paese delle favole poi, una notte, alla fine degli anni 80, ho sbagliato strada e mi sono ritrovato in luoghi sconosciuti. Per la prima volta in vita mia ho avuto paura, io che non ho mai avuto paura neanche dell'inferno. La notte non era più amica e complice ma un'entità ostile che si nascondeva nel buio. Roma era cambiata, il mondo era cambiato, io ero cambiato. Era la fine dell'innocenza ed io ancora non lo avevo capito. Quella città colorata piene di suoni e lingue diverse non era più una festa di carnevale, quando durante il viaggio di nozze, io e la mia signora, ci eravamo immersi nell'allegria della gente in via Nazionale. Oggi genti provenienti da ogni parte del mondo si guardano con diffidenza, è arrivata la paura del diverso insieme alla rabbia, al razzismo, agli orrori di guerre infinite e alla miseria di paesi lontani. Chi credono di essere queste persone che vogliono disturbare la nostra (presunta) tranquillità? E io che credevo di poter abbracciare tutto il mondo ho capito che sono io l'altro, sono io il nemico.





















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