Le 100 canzoni più belle: Resto del mondo (61-70)
di Leo Spanu
61- Because the nigh (Perché la notte, 1978) Patty Smith (Patricia Lee Smith, USA 1996). La rivista Rolling Stone la classifica al 47° posto nella lista dei 100 migliori artisti. La canzone scritta dalla Smith insieme a Bruce Springsteen (USA 1949) ha avuto molte cover. “Perché la notte appartiene agli amanti, perché la notte appartiene alla lussuria, perché la notte appartiene a noi”
62- Gracias a la vida (Grazie alla vita, 1974) Joan Baez (USA 1941). Canzone della cantautrice cilena Violetta Parra (1917- 1967) che poi si è suicidata a causa della depressione. Joan Baez ha fatto di questa canzone (scritta nel 1966 dalla Parra) un cavallo di battaglia ma sono molto belle anche le versioni di Gabriella Ferri (1942-2004) e di Herbert Pagani (1944-1988). “ Grazie alla vita che mi ha dato tanto, del mio cuore in petto il battito chiaro, quando guardo il frutto della mente umana, quando vedo la distanza tra il bene e il male, quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari.”
63- Nights in withe satin (Notti in raso bianco,1966) Moody Blues. Gruppo inglese nato nel 1964 e ancora in attività. Malgrado il successo sempre attuale, la loro canzone Night in with satin all’inizio ebbe scarso successo per l’eccessiva lunghezza (quasi otto minuti). In Italia ha avuto molte versioni col titolo Ho difeso il mio amore da parte de i Profeti (1968), poi da i Nomadi con la versione più popolare. “ Notti in raso bianco, non arrivano mai alla fine. Lettere scritte, non significa che siano spedite.”
64- What a wonderful world (Che mondo meraviglioso, 1967) Louis Armstrong (USA, 1901-1971). Musicista jazz, trombettista. con la sua voce roca dava qualcosa di speciale alle canzoni, quando cantava. Questa canzone fece poi parte della colonna sonora del film Good Morning, Vietnam (1988). Molte le cover, Diana Ross (USA 1944), Celin Dion (Canada 1968), Steve Wonder (USA 1959) ma quella di Satchmo (suo soprannome) resta sempre la migliore. “Vedo alberi verdi e anche rose rosse, le vedo sbocciare per te, per me, e penso tra me e me, che mondo meraviglioso.”
65- Petite fleur (Piccolo fiore, 1952) Sidney Bechet (USA 1897- 1959). Sassofonista jazz , con questo brano (solo strumentale) ha raggiunto una popolarità internazionale. Da recuperare ed ascoltare.
66- Lady d’Arbanville (1970) Cat Stevens (Steven Demetre Georgiu, Inghilterra 1948). Molte le cover di quella che è la canzone più nota di Cat Stevens. “ Mia signora d’Arbanville, sembri così fredda stasera, le tue labbra sembrano l’inverno, la tua pelle è diventata bianca.”
67- San Francisco (1967) Scott McKenzie (Philip Wallach Blondheim, USA 1939- 2012). Canzone di grande successo internazionale diventata l’inno del movimento hippy. “ Se stai andando a San Francisco, assicurati di mettere dei fiori nei capelli, lì incontrerai persone gentili.”
68- Greensleaves (Foglie verdi o maniche verdi, 1991) Lorena McKennit (Canada 1957). Cantante, polistrumentista, famosa per le sue interpretazioni di musica celtica. La canzone è un brano popolare inglese del XVII secolo che ha avuto molte interpretazioni. Ho scelto quella della McKennit perché ha una voce unica con un sapore di antico, di emozioni che vengono da lontano, nel tempo. “Ahimè amore mio voi, mi fate del male, rifiutandomi così scortesemente, perché io vi ho amata così a lungo, deliziandomi della vostra compagnia.”
69- Total eclipse oh the heart (Eclissi totale del cuore, 1983) Bonnie Tyler (Gaynor Hopkins, Inghilterra 1951). Tra le più belle canzone degli anni 80 secondo molti critici e, personalmente sono d’accordo. La Tyler ne ha venduto sei milioni di copie. “ Girati, di tanto in tanto sono malinconica e tu non ci sei. Girati, di tanto in tanto mi stanco un po’ di sentire il rumore delle mie lacrime. Girati, di tanto in tanto sono un po’ nervosa perché i miei migliori anni se ne sono andati. Girati, di tanto in tanto sono un po’ terrorizzata e poi vedo lo sguardo dei tuoi occhi. Girati occhi lucenti, di tanto in tanto cado a pezzi.”
70- Tequila (1958) The Champs. Gruppo musicale americano attivo tra la fine degli anni 50 e la prima metà degli anni 60. A mio modesto parere il miglior gruppo strumentale di sempre con un sassofonista (Chuck Rio, 1929-2006) che era un virtuoso. Il brano Tequila raggiunse il primo posto nelle classifiche di molti paesi.










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