La banalità del male
di Leo Spanu
La storia della funivia del Mottarone mi fa ritornare su un tema che ho affrontato più volte: la banalità del male. Un tempo si pensava, o forse ero solo io a pensarlo che i mostri fossero dietro l’angolo, nascosti nell’ombra pronti a colpirci. Invece i mostri sono sempre stati tra noi, liberi e innocenti, magari ogni giorno prendiamo il caffè insieme. Perché i mostri siamo noi anche se al mattino, quando ci guardiamo allo specchio per farci la barba vediamo la faccia di un uomo comune. Molti hanno scordato quel che è successo quando la ex Iugoslavia andò in pezzi. In Serbia, un integerrimo cittadino, uno come tanti, si recò nella villetta a fianco: da anni le due famiglie si conoscevano e si frequentavano. Scambio di cortesie, qualche parola sul tempo, sui figli, sui problemi di tutti i giorni ma scoppiò la guerra e il nostro brav’uomo violentò e uccise la vicina di casa, mussulmana. Ma prima, molto prima c’era stata la normalità del nazismo. Un popolo colto e civile come il popolo tedesco aveva accettato tranquillamente la massima mostruosità concepita dall'uomo. Chi sapeva era indifferente e chi non sapeva, non voleva sapere.
A Mottarone, per qualche soldo in più, qualcuno ha manomesso la funivia. Certamente non aveva nessuna intenzione di far male a nessuno ed è questa la nota terribile, è questa la banalità del male: i colpevoli non sanno di essere colpevoli.
Siamo talmente abituati a fare i furbi, da inventarci ogni trucco possibile per non rispettare le regole, anche le più semplici, che una società deve avere per una convivenza pacifica; gridiamo allo scandalo quando qualcuno suggerisce prudenza. Il covid 19 ha mostrato la fragilità di un sistema basato sull’egoismi più sfrenato. Non poter uscire dopo le dieci di notte, magari per ubriacarsi o drogarsi, è stato considerato un gravissimo attentato alla libertà individuale. Chi se ne frega se c’è in giro una pandemia che sta uccidendo decine di migliaia di persone. Liberi tutti di fare quello che ci pare e, in questa sguaiata chiamata alla rivolta contro il sistema, si sono messi in prima fila partiti e personalità politiche. Esiliato il buon senso rimane un dubbio: ma siamo diventati tutti stupidi o stiamo cercando una forma di suicidio collettivo?
Ma davvero pensiamo di costruire un futuro accettabile barando spudoratamente? Stiamo costruendo: una società che odia la democrazia, che respinge i più deboli, che privilegia il potere senza controllo, che irride alle competenze; una società in mano a pochi che controllano il mondo e tutto.
Così non capiamo perchè i nostri pupi, principi e principesse, si fanno di alcool e di droga a dieci-undici anni, ragazzini che girano col coltello, che bullizzano i loro coetanei. Così abbiamo bambini morti che galleggiano sul mare Mediterraneo, bambini che cercano di salvarsi dalla bombe in Siria. Abbiamo bambini in tutto il mondo che non riescono ad essere bambini.
E' un bambino l'unico che sopravvive alla caduta della funivia a Mottarone. Ma come sarà la sua vita quando capirà? Non lo so. Ma ho paura che domani, passata la tempesta, sarà un giorno uguale agli altri. Fino alla prossima volta,
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