26 maggio: Festa della Madonna di Sorso

 di Leo Spanu

Nella primavera del  2013 l'amministrazione comunale di Sorso, in onore della Madonna di Noli Me Tollere, portò a Sorso "un'infiorata" organizzata da una associazione del Lazio. La manifestazione ebbe un grande successo tra la cittadinanza. Per la rivista Il Corriere Turritano scrissi due articoli, uno sulla manifestazione stessa e uno sull'infiorata come storia. Il secondo è stato poi ripubblicato sul mio blog nel 2015 e, parzialmente, nel 2017, per ricordare la storia della nostra Madonna.

La manifestazione dell'infiorata non è stata più ripetuta e anche gli 800 anni dall'apparizione della Madonna di Noli Me Tollere sono passati in sordina. Oggi leggo che l'amministrazione comunale ha intenzione di dedicare più attenzione a quello che, con un'espressione infelice ma vera, viene definito turismo religioso. Non è mai troppo tardi: per la nostra comunità potrebbe essere un'occasione valida non solo per ottenere dei vantaggi economici ma anche per far conoscere la nostra cultura, troppo spesso ignorata quando non dimenticata da noi stessi; vedi gli esempi di Salvatore Farina, Giuliano Leonardi e Nicola Tanda per citare solo i protagonisti più importanti.

Comunque ecco l'articolo Una strada di fiori.

"All'interno del programma  Primavera in Romangia organizzato dall'amministrazione comunale, c'è una manifestazione interessante che si rifà alla tradizione dell'Infiorata diffusa in molte parti d'Italia. L'infiorata consiste nel realizzare tappeti di fiori all'interno delle strade cittadine, sta alla fantasia  degli "artisti" giardinieri la capacità di costruire vere e proprie, anche se precarie, opere d'arte.

Secondo la tradizione si ritiene che l'infiorata sia nata a Roma nella prima metà del XVII secolo,  all'interno della Città del Vaticano, come imitazione dei mosaici. Questa forma d'arte si diffuse subito nei territori dei castelli romani ma ebbe una breve durata e fu praticamente dimenticata fino al recupero nel XVIII secolo. La prima infiorata certificata fu infatti realizzata  a Genzano (Roma) nel 1778, in occasione della festività del Corpus Domini. Da allora la tradizione si è consolidata e altre cittadine italiane ed estere, con simbologie diverse, hanno adottato questa espressione artistica. Spello,  Noto, Città della Pieve, Bolsena, Bracciano, Pietra Ligure oltre a Genzano, sono solo alcune tra le tante località diventate famose per la qualità delle immagino floreali.

Quasi tutte queste manifestazioni sono legate ai riti del Corpus Domini ma in qualche (raro) caso si festeggiano anche Madonne locali. A Campobasso, dal 1900, per la madonna dei Monti, la strada che porta alla chiesa di Santa Maria Maggiore viene abbellita con petali di fiori e zolle d'erba.

A Genzano,  l'utilizzo di decorazioni floreali in onore della Madonna del Cuore, presso la chiesa  di Santa Maria Assunta, risale al 1729. Ma, andando a ritroso nel tempo, si scopre che l'utilizzo di petali di fiori ed altre essenze vegetali, ha radici diffuse in Italia anche se non sempre per sole motivazioni religiose. Famosa è la festa dei Pugnaloni ad Acquapendente (Viterbo). L'origine risale al XII secolo, la liberazione della città dal giogo di Federico I° Barbarossa fu un importante momento storico reso possibile grazie all'intercessione della Madonna detta del Fiore. I Pugnaloni, in origine dei pungoli, antichi attrezzi agricoli ornati di fiori che i contadini in processione al seguito della statua della Madonna, col tempo sono diventati dei mosaici vegetali. Si tratta di pannelli di mt 2,60 di larghezza per mt 3,80 d'altezza, disegnati e composti di petali e altro materiale sempre di origine vegetale.

A questo punto è lecito domandarsi cosa c'entra tutto questo con Sorso. Poco o niente, apparentemente. La tradizione dell'infiorata potrebbe trovare una buona accoglienza nella nostra comunità e, viste le tendenze artistiche di tanti, trasformarsi  in qualcosa di stabile magari legandola alla festività della Madonna di Noli Me Tollere.

Forse qualche precedente nella nostra storia si può trovare, proviamo a risalire le strade del tempo.

" Sorso, 26 maggio 1208

Una bellissima giornata di primavera, una lunga spiaggia bianca, dune come in un deserto, colline di sabbia che si muovono dolcemente sotto le carezze di una brezza marina. Ginepri distesi come bagnanti che si scaldano al sole e ancora ginepri, in piedi come soldati di guardia. Dietro, olivastri a bandiera  modellati dai venti e nei pendii e dentro gli avvallamenti del terreno, il mirto è ricoperto di fiori profumati. Non c'è ancora l'uomo a stabilire il suo ordine, le piante crescono spontanee secondo un disegno naturale. Cisto dai candidi fiori, lentisco, ginestra, perastro, alloro, olmo, leccio, palma nana. In una tavolozza di oltre 18 chilometri di spiaggia, fiumi e stagni, Madre Natura spalma le sue macchie di colore come un pittore impressionista.

A perdita d'occhio, una strada di fiori rosso-viola, un tappeto, composto di rose cardinali, indica il cammino che porta al confine tra la terra e il cielo ed è qui che appare la Madonna. C'è solo un vecchio, muto, che, sulla spiaggia di Rena Bianca, raccoglie legna e sterpi portati dalla risacca. E' l'unica presenza umana in questo angolo di paradiso e, quando una grande luce accende il paesaggio, comincia un'altra Storia."

Articolo pubblicato su Il Corriere Turritano nr. 7 del 24 maggio 2013.











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