Sono fuori di testa

 di Leo Spanu

Lo sentivo che si stava avvicinando la fine: l’ho capito da quando è cominciata la pandemia anche se prima c’era stata qualche avvisaglia. Uno strano virus si sta portando via i miei neuroni perché capisco sempre meno il mondo in cui viviamo. Lo sapevo da sempre che i furbi hanno successo, che si diventa ricchi solo rubando, che le persone perbene devono sudare per conquistarsi un loro spazio in questa società di cecchini nascosti dietro i muretti, tra le pagine di un giornale, sulle tastiere dei computer. Certo, ogni tanto ci sono persone che meritano il loro ruolo, ci sono donne e uomini di talento che emergono malgrado le difficoltà che devono affrontare ma sono le eccezioni che confermano la regola.

Oggi che mi avanzano ancora una paio di cellule cerebrali che mi funzionano lo voglio dire, anzi urlare che noi italiani siamo un popolo di cialtroni, anzi di ciarlatani e di cialtroni. Un paese che si perde dietro a un Grillo o a un Salvini non può avere altra definizione. Datemi pure del rincoglionito ma spiegatemi perché ogni stronzata crea sempre stronzate maggiori. Siamo un paese che passa il suo tempo a polemizzare su cose inutili o inesistenti. Una volta si diceva: a parole sciocche orecchie sorde. Oggi la nostra testa è piena solo  di rumori molesti. L’ultimo esempio sono “le grida” intorno all’orario del coprifuoco. Non capisco la scelta di chiudere alle 22 invece che alle 23, così come non capisco la decisione di privilegiare i ristoranti all’aperto ma non mi strappo i cappelli per protesta. Capisco perfettamente la disperazione di coloro che vivono in gravi difficoltà economiche per colpa di questa maledetta pandemia  ma non capisco l’ipocrisia di coloro che non hanno perso niente e forse ci hanno pure guadagnato. Abbiamo visto esempi incredibili di stupidita quando qualcuno ha dato “il via libera tutti”.

Noi  in Sardegna veniamo ormai citati ogni giorno, urbi et orbi, come esempio di…… non trovo le parole giuste perché le prime che mi vengono in mente sono decisamente oscene. Non capisco perché il presidente Draghi si sia caricato una fatica disumana come quella di riportare l’Italia sulla strada del buonsenso. Sono decenni ormai che una classe dirigente incompetente e incapace ha fatto terra bruciata, e non solo in senso metaforico, di questo paese. Ricordiamo che un ministro in carica ha detto  una volta che con la cultura non si mangia e una signora, riconfermata oggi come sottosegretaria alla cultura, ha confessato tranquillamente che da anni non legge un libro. Ma davvero pensiamo che con persone simili possiamo salvarci?  A mettere in fila i nomi dei politici, dei dirigenti pubblici, degli imprenditori che hanno contribuito a smantellare, mattone dopo mattone, l’Italia non basterebbe l’elenco telefonico di Roma, quello di una volta quando c’erano ancora solo i telefoni fissi.

A vedere e sentire tante castronerie rischi di diventare qualunquista tuo malgrado. In Sardegna, anzi in quel di Sassari, siamo al caos totale nell’organizzare la campagna vaccinale: un giorno piove e s’allaga la struttura ricettiva, un giorno sbagliano l’indirizzo e mandano i pazienti  nel posto sbagliato, un giorno mandano via le persone perché hanno finito i vaccini; ieri 23 aprile, hanno avvisato che devono "rimodulare" la campagna vaccinale per cui tutti a casa e "vi faremo sapere". Si vive alla giornata, domani si vedrà. A Sorso abbiamo una struttura sanitaria, costruita da poco e mai entrata in funzione, in grado di accogliere centinaia di persone al giorno. Immagino che anche altri paesi abbiano strutture adeguate invece no, le persone, a centinaia se non a migliaia, vengono convocate da venti, trenta  paesi del circondario e tutti insieme appassionatamente aspettano il loro turno per ore e ore; spesso il loro turno non arriva. Una regione di poco più di un milione e seicentomila di abitanti riesce a  fare a malapena diecimila vaccinazioni al giorno, per la maggior parte nel sud dell’isola e, mentre in altre regioni d’Italia si stanno chiamando i sessantenni qui  abbiamo ancora molti ultraottantenni in lista d’attesa. In compenso abbiamo vaccinato impiegati pubblici, parenti, amici e figli di amici.

No, il virus che sta spegnendo i miei neuroni non è il corona-virus, è un virus peggiore e purtroppo inguaribile: è il visus dell’ingiustizia, della prepotenza, del privilegio, dell’abuso di potere, dell’egoismo, dell’ignoranza.

Tutti a urlare e a imprecare contro chi, magari anche sbagliando, cerca di combattere il malcostume. Il presidente Draghi ha tutta la mia stima e la mia comprensione. Nel mio piccolo sono stato un politico ed un amministratore per molti anni; ero poco popolare perché cercavo di svolgere il mio ruolo nell’interesse della comunità che rappresentavo. Mi sono guadagnato molte antipatie e non ho mai preso i voti di quelli dal sorriso facile e dalla pacca sulle spalle. Mi sono ritirato dalla politica non perché non sopportassi più la fatica ma semplicemente perché un giorno mi sono accorto di aver perso la guerra.

Presto anche Draghi si renderà conto di aver perso non solo la guerra ma anche il suo tempo. Città della Pieve è un posto meraviglioso dove trascorrere la meritata pensione occupandosi di cose più piacevoli. Come disse Massimo D’Azeglio nel 1861, dopo la nascita dell’Italia unita: L’Italia è fatta, ora bisogna fare gli italiani. Ancora non c’è riuscito nessuno anzi mi sembra che la situazione sia peggiorata.

Comunque il problema ormai non mi tocca più; ancora un paio di neuroni e poi sarò fuori di testa.

P.S.

Da lunedì 26 aprile la Sardegna sarà l'unica regione in rosso. Così come siamo stati l'unica regione in bianco. Siamo unici!  Siamo fuori di testa! Evviva!

Commenti

Post popolari in questo blog

Le donne nella Bibbia: Gezabele

Attrici francesi di ieri

Donne di Sardegna 2

Cantanti italiane. Parte seconda

Cantanti italiane. Parte prima

Gente di Sorso-1-

Case chiuse, tariffe e sconti per i militari (R)

Modello Giuditta

Il Re Travicello

Gente di Sorso- 2-