Le 100 canzoni italiane più belle (81-90)

 Leo Spanu

81- Fila la lana (1965) Fabrizio De Andrè (Genova 1940- Milano 1999) Canzone di gusto medievale: la dama del castello aspetta il ritorno del suo signore impegnato in guerra. “ Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lui ritorni, libro di dolci sogni d’amore,  chiudi le pagine al suo dolore.” E' il lato b di "Per i tuoi larghi occhi".

Copertina 45 giri

82- Alexander Platz (1982) Milva (Maria Ilva Biolcati. Goro 1939)- Franco Battiato (Jonia, Catania. 1945). Sono stato a Berlino proprio in quell’anno, Alexander Platz si trovava nella parte comunista della Germania. Era in ottobre ma quel giorno c’era il sole. Ho comprato un’ambra per mia moglie. “Alexander Platz,  Auf  Wierdesehen, c’era la neve, faccio quattro passi a piedi, fino alla frontiera. Vengo con te. “

Milva

83- Bocca di Rosa (1967) Fabrizio De Andrè. Una delle più famose canzoni di De Andrè. Ho letto da qualche parte che racconta la storia di una prostituta. Ma quando mai, lei era una distributrice di sogni. “ C’è chi l’amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione, Bocca di Rosa né l’uno né l’altro, lei lo faceva per passione.”

84-Il tuo viso di sole (1969) Gino Paoli (Monfalcone 1934) Una delle canzoni più sconosciute di Gino Paoli.  L’ho sentita una sola volta quando è uscita e l’ho imparata subito a memoria poi è scomparsa dalla programmazione televisiva e radiofonica. Sono riuscito a trovare su internet l’unica versione esistente, voce e chitarra. “ E riprendo il discorso, come se ieri sera, il tuo sonno improvviso, me l’avesse interrotto. Ed invece nel letto, al tuo posto si ammucchia, tutto il freddo dei giorni, che ho contato stasera. "  E' il lato b di "Albergo a ore"

Copertina 45 giri

85-Poster (1975) Claudio Baglioni (Roma 1951) Secondo me Baglioni aveva talento, l’esagerato successo di “Piccolo grande amore”  lo ha consacrato come cantante facile. Peccato. “ L’orologio contro il muro, segna l’una e dieci da due anni fa, il nome di questa stazione, è semi cancellato dall’umidità, un poster che qualcuno ha già scarabocchiato dice vieni in Tunisia, c’è un mare di velluto ed una palma, e tu che sogni di fuggire via.”

Copertina 45 giri

86. Rien ne va plus (1986) Enrico Ruggeri (Milano 1957) Se non ricordo male la canzone è stata presentata al festival di Sanremo. Spesso presentano anche canzoni interessanti anche se in genere vengono ignorate, Il successo, quando arriva, arriva dopo. “ Però, cambiano le donne insieme alle stagioni, e allevano bambini che inseguono aquiloni, e il musicista le insegue con nuove canzoni. E poi, diventano madri quelle signorine, purchè ci sia un uomo che le veda bambine, quell’uomo non le faccia invecchiare, le faccia cantare.”

Copertina album Difesa francese contenente il brano Rien ne va plus

87- La Balilla (1961) Maria Monti (Milano 1935) e Giorgio Gaber (Giorgio Gaberscik Milano 1939- Montemagno di Camaiore 2003) Una commerciante  milanese che va in giro a vendere detersivi, fa un sacco di soldi e decide di comprarsi una Balilla. La macchina viene letteralmente smontata e fatta a pezzi da parenti e amici. Il testo ha varie versioni per cui riporterò solo la traduzione di una piccola parte. “ E’ stata la rabbia dei miei fratelli, che m’hanno mangiato le camere d’aria. La mia cugina che sta in via Larga, s’ è mangiata anche la targa. La mia zia di Gongorzola, con le gomme ha fatto la cazzoeula (una specie di minestra),  il mio nonno che ha l’angina, s’ è preso una sbronza con la benzina.”

Maria Monti e Giorgio Gaber

88- La prima compagnia (1971) Sergio Endrigo (Pola 1933- Roma 2005) Da ascoltare nella versione solo voce e chitarra. Endrigo era anche un ottimo chitarrista. Un testo difficile su un tema scabroso. “Voglio parlare dell’amore, proprio di quello che ho pagato, in questa vita tanto amara, si paga tutto e ben pesato. Amore facile di un’ora, dove non giochi la tua vita, c’è un po’ di gioia e mai dolore, chiudi la porta ed è finita. Io sono un uomo e non un santo, a volte mentivo una carezza, allora era gratuito e non mi vanto, anch’io cercavo tenerezza.”

Sergio Endrigo

89- Guarda se io (1967) Luigi Tenco (Cassine 1938. Sanremo 1967) La canzone è stata utilizzata come colonna sonora di uno sceneggiato televisivo  Questi nostri figli (1967). “ Guarda  se io dovevo, innamorarmi  proprio di te, di te così lontana, dal mio mondo di tutti giorni, di te così diversa, da me, dalla mia vita.”

Copertina 45 giri

90- No potho reposare (A diosa. 1988)  Andrea  Parodi (Porto Torres 1955- Quartu Sant’Elena 2006) La più bella canzone sarda d’amore per una delle voci più straordinarie. Un artista che ho avuto l’onore di conoscere e col quale ho collaborato per un suo concerto,  una serata di musica come se ne vedono e se ne ascoltano raramente: solo la voce di Andrea Parodi e la chitarra di Marino Derosas (Olbia 1946). “ Non potho reposare amore e’ coro, pensende a tie so donzi momentu, no istes in tristura, prenda e’ oro, ne in dispiacere o pensamentu, t’assicuro che a tie solu bramo, ca t’amo, forte t’amo e t’amo.” (Non riesco a riposare amore del cuore, sto pensando a te ogni momento,  non essere triste gioiello d’oro, ne’ addolorata  o preoccupata, ti assicuro che desidero solo te, perchè t’amo, ti amo forte e t’amo.)

Andrea Parodi

Commenti

Post popolari in questo blog

Le donne nella Bibbia: Gezabele

Attrici francesi di ieri

Donne di Sardegna 2

Cantanti italiane. Parte seconda

Cantanti italiane. Parte prima

Gente di Sorso-1-

Case chiuse, tariffe e sconti per i militari (R)

Modello Giuditta

Il Re Travicello

Gente di Sorso- 2-