Cuore di Draghi
di Leo Spanu
A me il discorso di Draghi è piaciuto: un discorso politico come se ne sentono pochi in questo parlamento di “ studenti che studiano” come direbbe Totò ma “non imparano” dico io. Anche l’inciampo sui numeri del covid 19 aggiunge solo umanità ad una persona che ci hanno sempre presentato come un robot al servizio di banche e finanza. Invece il neo presidente è una persona che ha valori, ideali ed emozioni e si è assunto un ruolo difficile in un contesto straordinario dove la classe dirigente italiana ha dato prova di scarsa sensibilità.
La vittoria, nel 2018, dell’antipolitica ha fatto entrare in parlamento persone che non sono in grado di dirigere neanche un canile, tuttavia non si può dare la colpa solo alla classe politica; il livello culturale medio dei cittadini italiani è un’insieme di ignoranza e di presunzione. Il pensare comune è che gli altri sono sempre brutti, sporchi e cattivi mentre noi siamo belli, onesti e intelligenti. Aggiungiamo parte della stampa che solletica l’opinione pubblica con scandali più o meno veri: ci sono giornalisti che non fanno informazione ma solo propaganda politica. Tutto lecito ma non ci si può presentare come difensori della democrazia. Barare è diventato una vocazione per molta stampa, anche televisiva per non dire dei social. Il Grande Fratello di Orwell fa ormai parte del sistema e troppi condizionamenti rendono sempre più difficile la libertà di pensiero in ciascuno di noi.
Persone come Draghi, che non si esibiscono, che non amano stare sul palcoscenico a tutti costi, sono sempre più rare: sembrano marziani. E allora applausi a chi racconta quello che il buon senso ci fa vedere e che non vogliamo guardare. Stiamo uccidendo il nostro pianeta con l’utilizzo sbagliato della tecnologia, eppure la scienza sta facendo passi da gigante per migliorare la nostra vita ma come ha detto la senatrice Cattaneo il nostro paese spende troppo poco per la ricerca e i nostri giovani ricercatori fuggono dall’Italia. E sui giovani invece dobbiamo puntare perché una politica cieca, che vive alla giornata, sta rubando il futuro ai nostri ragazzi. La scuola è diventata una fabbrica di mostri e di analfabeti grazie anche a riforme assurde volute da ministri incompetenti. Con la pandemia abbiamo messo i giovani in condizioni psicologiche tali che non ci vuole la laurea per capire che stiamo solo caricandoli di paure e di incertezze. Ma chi è quel fenomeno che ha deciso che i ragazzi devono stare in aula, quando ci stanno, con le finestre aperte mentre fuori c’è un freddo da congelare anche i pensieri?
Ho sentito ieri interventi da far accapponare la pelle: un livello così scadente per forma e contenuto che nel consiglio comunale del paese più piccolo avrebbero proclamato almeno tre giorni di vergogna. E’ vero che i più si sono buttati sopra (e sotto) il carro del vincitore senza nessun pudore rinnegando opinioni espresse cinque minuti prima. Dal “muoia Sansone con tutti i filistei” siamo passati al “ trombami tutta ma portami con te”. L’opposizione poi è stata esilarante, specie i cinque stelle in fuga, tutta gente scesa sulla terra a illuminare noi poveri mortali e a cancellare i nostri peccati: una nuova razza di profeti incompresi che parlano nel deserto. Ma per favore, un minimo di modestia e di decenza. Come diceva Andreotti: “ non sono l’uomo più intelligente ma intorno a me non vedo aquile. E, aggiungo io, a parte qualche corvaccio (del malaugurio) ci sono troppe galline che non riescono a volare. Anche perchè, per farlo, ci vogliono le ali.
Il discorso del presidente Draghi è ricco di proposte interessanti e suggerisce anche le soluzioni; riuscirà a rendere operativo il suo programma? La sua (anche la nostra) scommessa è questa. Il sistema Italia è consolidato nel proteggere i propri privilegi. Da decenni non si riescono a fare riforme serie nel campo dell’ambiente, del lavoro, della scuola, della giustizia. Molti tentativi, qualcuno anche riuscito e, secondo la logica del Gattopardo, in Italia si cambia qualcosa per non cambiare niente,
Ma mutatis mutandis (cambiate le cose che devono essere cambiate; per qualcuno va bene anche cambiatevi le mutande) è ora di provare a fare qualcosa di nuovo e di diverso. Il professor Draghi sarà il giusto “nocchiere in gran tempesta” oppure l’Italia continuerà ad essere “ serva Italia di dolore ostello, non donna di provincie ma bordello”?
Come diceva un anonimo umorista: ”Ai poster l’ardua sentenza!”
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