E adesso tango!
di Leo Spanu
Uno come me, che parla di ballo anzi di tango è
come un vegano che disserta sulle parti mangiabili del maiale: in pratica uno
che parla di qualcosa che non conosce minimamente.
Ma, mentre il vegano pensa
con terrore a salame, culatello, prosciutto, porchetta, porcellino al latte (come lo cuciniamo in Sardegna) e ad altri doni mangerecci del porco (nel senso
del maiale) io qualche giro di valzer, in gioventù, me lo sono fatto e un paio
di volte mi è capitato di rubare, come un urlo di guerra, un vai col tango che, se non è arrivato in Argentina, almeno è passato vicino a quelle parti. Non c’era (per fortuna sua) Astor Piazzolla a suonare per
noi, col suo bandoneon, ma molto più modestamente Adriano Celentano col suo Grazie, prego, scusi tornerò, una
canzone per tutti quelli scadenti (come ballerini) e perciò rimandati in panchina.
Noi ragazzi degli anni 60, affamati
di tutto (donne, whisky, avventura, voglia di vivere) ci buttavamo (magari
era meglio se ci buttavano) nel Tango
della gelosia di Connie Francis
(Concetta Franconero) cantante italo-americana che gorgheggiava ( pochi anni
dopo Nilla Pizzi) in un improbabile
italiano:
No, non è la celosia ma la pazzione mia.
Vediamo cosa ne pensa (del tango) anzi cosa racconta, gente più esperta di me.
Oleg Neishtadt è un artista di origine russa ma trasferitosi negli Usa da giovanissimo. Il suo tango sa di America ma anche di jazz e altri suoni dei Caraibi.
Io seguirò la lezione, a modo mio.
Anni 30, Chicago, proibizionismo. Maschere per non farsi scoprire dalla polizia, da chi ti guarda e non capisce quell'abbracciarsi e lasciarsi.
Giù la maschera. Chi guida ( l'uomo) deve mostrarsi a viso aperto. Chi ha paura di Virginia Woolf?
Movimenti quasi bruschi in uno spazio infinito o tra i fumi di una sala di periferia. Un corpo da sfiorare ed accarezzare con lo sguardo.
Il profumo della sua pelle come un ricordo che viene da lontano, come un sogno sorpreso dalla prima luce del sole.
Come un serpente che ti stringe quasi fino a soffocarti e tu che non vuoi più fuggire.
Troppa gente intorno ma nessuno che guarda e la tua mano che scivola...
Se sia passione o rabbia non importa perchè io ti terrò stretta fino a quando questa musica ci farà volare. Ed anche di più.
Uno scheletro musicista è fuggito dal Trionfo della morte (di Bruegel il Vecchio ?). Basta col medioevo, tempi nuovi ci aspettano quando i neri balleranno con le bianche e nessuno avrà niente da ridire. Neppure dei vecchi che buttano lo sguardo dentro le scollature di giovani biondone. Altro non possono fare.
I quattro moschettieri si sfidano nel'ultimo tango. A Parigi non si balla più. Ci sono troppi rumori e troppi barbari a spegnere le luci della città.
E allora via dalla pazza folla o dentro la pazza folla, tutti a seguire un piffero di montagna, tanto lo state già facendo. Invece con la musica si balla finchè la vita non ci ridurrà. a pelle ed ossa. Anzi via anche la pelle e adesso..... TANGO !
Oleg Neishtadt è un artista di origine russa ma trasferitosi negli Usa da giovanissimo. Il suo tango sa di America ma anche di jazz e altri suoni dei Caraibi.
Io seguirò la lezione, a modo mio.
Anni 30, Chicago, proibizionismo. Maschere per non farsi scoprire dalla polizia, da chi ti guarda e non capisce quell'abbracciarsi e lasciarsi.
I quattro moschettieri si sfidano nel'ultimo tango. A Parigi non si balla più. Ci sono troppi rumori e troppi barbari a spegnere le luci della città.
NOTE
Nel 1974 Connie Francis ebbe un’esperienza terribile. Fu aggredita
e stuprata in un motel, quasi morì soffocata; il colpevole non fu mai trovato.
Altri episodi tragici e di salute la costrinsero praticamente al ritiro dalla
scena. La sua versione di Chitarra romana, malgrado l’italiano un po’ così, è veramente gradevole perchè la Francis aveva una voce (oltre alla bellezza)
tipicamente italiana.










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