Cuore di Draghi
di Leo Spanu
Una volta un popolano, romano de Roma, disse: Tutto è lecito salvo toccare il culo a
mamma. Siccome tutti abbiamo ( o abbiamo avuto) una mamma, qui non si può
più toccare un culo.
Ma il dottor Draghi, forse non conosce questo antico
proverbio e, non solo ha toccato, ma si è messo pure a pizzicare ferocemente le
parti molli dell’Italia. E così tutti a piangere e a lamentarsi: anche tu Bruto, figlio mio ( da Giulio Cesare) mentre i più raffinati citavano
Patroni Griffi: addio, fratello crudele.
Tanto dolore, forse perché la verità
mi fa male, come cantava Caterina Caselli.
Invece il signor Moscovici, uno che ha un nome che sembra la
pubblicità di una carta moschicida (quando si dice la coerenza!) se l’è presa
con l’intera Europa dicendo che in giro ci sono troppi piccoli Mussolini. Si
sono incazzati solo in due: Salvini e Di Maio, i dioscuri ( in negativo) della politica italica.
Secondo i malevoli, i due sembrano più Gianni e Pinotto, comici americani che
non facevano ridere ma questo è un fatto secondario; è preoccupante invece l’idea
che i due vice possano identificarsi con un personaggio che, con buona pace di
nostalgici e imbecilli, è stato bocciato dalla storia.
Una persona normale
avrebbe ignorato le esternazioni del commissario francese secondo il principio
che il raglio di un asino non raggiunge il cielo. Invece i due, con l’appoggio
di una stampa codina, si sono esibiti in lamenti che neanche il pianto del coro greco sul
cadavere di Agamennone.
Tiremm innanz (
andiamo avanti) disse il patriota Amatore Sciesa mentre lo portavano alla
fucilazione. Per fortuna ci sono sempre stati italiani con la schiena dritta.
Persone come il dottor Draghi sono una ricchezza ed una speranza per il paese.
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