Donne violate
di Leo Spanu
Da sempre la violenza sessuale è stata utilizzata come una strategia di
guerra pianificata.
In Italia, durante la seconda guerra mondiale, le truppe
marocchine dei “liberatori” francesi violentarono migliaia di donne: a
Esperia, un paese di 2500 abitanti in provincia di Frosinone le donne
violentate furono 700.
Sempre nella civilissima Europa, negli anni 90, in Bosnia oltre 20.000 donne furono violentate dai
nazionalisti serbi
L’anno scorso, nel Myonmar ( la Birmania di ieri) della signora Ang San Suu Kyi, premio Nobel 1991 per la pace, nella campagna
di persecuzione contro i rohingya, minoranza etnica di religione mussulmana,
sono state utilizzate le forme più feroci di repressione.
Uccisioni indiscriminate, villaggi bruciati, donne e bambine stuprate.
Lo stupro è sempre un'arma.
Oggi stanno nascendo i bambini concepiti da quella violenza.
Un trauma insuperabile per quelle ragazze perché in quelle
comunità lo stupro è una vergogna per chi l’ha subito. Qualcuna delle donne
fuggite in Bangladeh ha cercato di abortire ma in quel paese l’aborto è
proibito dalla legge. Molte donne sono morte durante la gravidanza per
tentativi di aborti improvvisati, altre dopo il parto per le spaventose condizioni igieniche e sanitarie.
Associated Press ha raccolto alcune testimonianze di queste
donne ferite per sempre nel corpo e nella mente.
Riporterò solo una storia, la più banale e la meno terribile apparentemente ma quanta ordinaria
crudeltà!
Una bambina di tredici anni, temeva che partorire il bambino di un
soldato buddista l’avrebbe contaminata e che poi nessuno l’avrebbe mai voluta
come moglie. E’ rimasta chiusa per mesi in una baracca del campo profughi
cercando di appiattire la pancia fasciandola
con delle sciarpe. Usciva solo per usare il bagno a pochi metri di
distanza. Appena la ragazza ha
partorito, la figlia è stata data in adozione e lei nega di essere mai stata stuprata
per non far fuggire eventuali corteggiatori.
Queste donne sono costrette a subire come un senso di colpa
la violenza subita mente le bestie che
hanno abusato di loro negano perché mai avrebbero “toccato” donne di razza inferiore.
Il razzismo non ha mai avuto colore: dai ricchi piantatori
di cotone dell’America di ieri ai bravi padri di
famiglia di oggi che frequentano viados e prostitute delle nostre periferie urbane; nessuno si permetterebbe di avere un rapporto sessuale con queste sottorazze
umane.



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