I calci in culo
di Leo Spanu
Mai avrei pensato di diventare, in vecchiaia, difensore
della categoria degli insegnanti.
Nella mia carriera di studente ho sempre
visto maestri e professori come
espressione della parte oscura della forza ma non avrei mai neppure immaginato
che, un giorno, giovani imbecilli maleducati e ignoranti con allegato di genitori
analfabeti e più imbecilli di loro potessero arrivare ai livelli attuali di
inciviltà.
Neanche nelle culture più arretrate si è mai visto una così totale
mancanza di rispetto verso ruoli che per definizione hanno un compito fondamentale
per formare una società migliore. L’ultimo episodio di teppismo scolastico nei
riguardi di un insegnante è semplicemente disgustoso ma non me la prendo coi
ragazzi. Sono invece colpevoli i genitori che giustificano tutte le azioni dei
loro pargoli, “principi e principesse” da tenere nella bambagia fino all’età di
40 anni e oltre magari pulendo ancora la loro cacchetta dal culetto e il loro
moccio dal nasino.
Mio padre non mi ha mai dato uno schiaffo ma certe sue
occhiate facevano veramente male.
Mia madre invece usava tutto quello che si
trovava in mano, scope e ciabatte e dopo la“ sussa”
io e mio fratello le chiedevamo anche scusa. Per non dire poi quando ai
colloqui gli insegnanti avevano trovato qualcosa da ridire sul nostro
comportamento a scuola. Allora era meglio nascondersi per qualche ora, il
tanto necessario per far sbollire l’ira dei nostri genitori.
Altro che pugni e
schiaffi agli insegnanti!
Non me la posso prendere coi ragazzi perché un garantismo
esagerato ha dichiarato reato il ceffone
e lo sculaccione. Non toccateli più i vostri figli che poi il telefono azzurro
vi spedisce in galera come mostri crudeli e insensibili.
Io davo del lei a mia
nonna, che adoravo, semplicemente per una normalissima forma di educazione.
Oggi, che ho raggiunto una discreta età mi danno del tu cani e porci, vecchi,
donne e bambini e pure gente che manco saluto perché mi sta sulle palle. Quanto
mi piacerebbe che ogni tanto qualcuno mi dicesse “ buongiorno signor Spanu” e non “ uè Lè” ( risparmiano anche sul mio nome
già corto). Giuro che mi toglierei il cappello ( che non porto) per rispondere
al saluto. No, il vero colpevole è l’insegnante
che si è fatto umiliare da un ragazzotto cretino e teppista. Io lo avrei preso a
schiaffi, poi mettetemi pure su
internet, linciatemi sulla rete, processatemi
nelle tavole rotonde, fatemi
perdere il posto di lavoro. E’ ora di ribellarsi a questo andazzo, a questa
maleducazione, a questa mania di giustificare sempre tutto e tutti. Ritorniamo
ad insegnare ai nostri ragazzi a vivere secondo le regole di tolleranza ,
rispetto e solidarietà. E se non bastano
le parole torniamo ai vecchi “ calci in culo”. Per quel che ne so io non hanno mai ammazzato nessuno .
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