Dimonios
di Leo Spanu
Diavoli (dimonios) così erano chiamati dagli austriaci i
soldati sardi della Brigata Sassari, durante la prima guerra mondiale. Emilio
Lussu, racconta alcuni episodi di quella
tremenda esperienza nel libro” Un anno sull’altopiano”, portato sullo schermo
dal regista Francesco Rosi col titolo “Uomini
contro”. Un libro da leggere e un film da guardare perché raccontano l’assurdità
della guerra. Ma specialmente la stupidità degli uomini di potere con stellette
e senza. Sulla piana di Asiago i soldati italiani venivano mandati al massacro
da generali incompetenti, e poi fucilazioni “ per diserzione” e “fuoco amico” e tutto
lo stupidario incredibile di uomini contro altri uomini. Anche il piccolo poeta
di Sorso, Giannetto Masala, morì su quelle colline.
I nostri nonni erano chiamati Dimonios per il loro coraggio,
per il loro attaccamento alla vita, alle loro famiglie, alla loro terra. Ma i
Dimonios sono talvolta solo angeli
caduti non per loro colpa o per volere
di un dio crudele ma perché altri uomini, questi si veri demoni, devono
giocare alla guerra.
Adesso abbiamo un nuovo giocatore, perché non bastavano più gli
altri, un nuovo dottor Stranamore, un miliardario americano eletto forse col
trucco dei profili Facebook rubati ad
usum delfini ( per chi non conosce il latino si può tradurre ad uso
elettorale, politico, commerciale, finanziario, in poche parole: a fottere). Quindi
per aiutare i sopravvissuti siriani ( sette anni di guerra)
ai proiettili, alle bombe, al gas e ad altri giocattoli mortali, lui manda i
bombardieri a “pacificare” la zona. E’ vero che, dopo una passata di missili
americani e una ripassata di missili russi, avanza poco da pacificare ma cosa
importa. c’è sempre qualche bambino che sopravvive, qualche madre che stringe
una creatura tra le braccia, qualche padre che si sacrifica per salvare il
figlio e poi c’è sempre qualche Assad, Assam, Husseim, o come cazzo si chiama,
un qualche criminale da mettere a guardia dell’ordine mondiale.
Forse sarebbe il caso che gli USA la smettessero di difendere “la democrazia”. Siria, Iraq,
Vietnam sono solo alcune tappe di un tragico giro del mondo. Un mondo ormai in
preda alla follia collettiva dove popoli impazziti votano felici i loro carnefici e acclamano
criminali che stanno limitando e controllando ogni forma di libertà. America
del sud, Russia, Turchia, Europa dell’est, Medio Oriente, Cina, Afganistan,
Pakistan, Sud est asiatico, India e la madre di tutte le ingiustizie e genocidi: l’Africa. A volte mi chiedo a cosa serve tutta la tecnologia, lo sviluppo dalla conoscenza informatica, il villaggio
globale, se gli uomini, in ogni parte del globo, sono solo e sempre uomini
contro.
Questa fotografia è stata scattata 8 giugno 1972 ed è diventata subito famosa anche se all'epoca non esisteva internet. Bombardieri sudvietnamiti bombardarono con bombe al napalm un paesino ai confini con la Cambogia, Trang Bang. Gli aerei sbagliarono il bersaglio così la popolazione fu investita da "fuoco amico". Il napalm è una sostanza acida fortemente infiammabile. Khim Puc era una bambina di nove anni e quando fu investita dal gas fuggì terrorizzata strappandosi gli abiti di dosso urlando : Brucia1 Brucia!
Inizialmente i medici americani non volevano curare la bambina perchè troppo grave e solo per le insistenze del fotografo Nick Ut fu salvata.
Oggi quella bambina è una signora canadese che con una fondazione aiuta i bambini feriti in guerra.


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