Artisti di strada

di Leo Spanu

L’episodio di Sassari con l’artista Moses “ cacciato” da piazza Italia da due arcigni vigili urbani mi dà l’occasione per parlare degli artisti si strada. Premetto che io adoro questa “gente”: tutti senza eccezione. 
L’anno scorso, mentre ero in fila a Castellana Grotte, in attesa di entrare, notai seduto per terra un tipo singolare: barba e cappelli lungi, incolti e probabilmente sporchi. Anche il resto del corpo di sicuro aveva bisogno di un lavaggio. Il volto, quel poco che si vedeva, era bello, una ragnatela di rughe attorno a due grandi occhi tristi che avevano visto troppo e non sempre il bello. Davanti un violino pieno di incisioni e disegni, un piattino vuoto, per le offerte. Stava facendo una pausa o forse non aveva voglia di lavorare tra tutta quella folla vociante e bambini urlanti e scocciati dalla lunga attesa.  Uscii dalla fila e appoggiai un paio di euro sul piattino. L’uomo mi guardò con quello che, in mezzo a tanta peluria, sembrava un sorriso, imbracciò il violino come fosse un arma e cominciò a suonare e cantare. Giuro che non ho mai sentito in vita mia uno più stonato, una voce straziante da sconvolgere anche il mare lontano e le nuvole in fondo al cielo. Il suo canto roco mi mise subito l’allegria e cominciai ad applaudire con forza e convinzione. Forse, suggestionati dal mio atteggiamento, altre persone si misero a battere le mani per seguire  o dare il ritmo al cantante  violinista impossibile e anche il piattino si riempì di monete. Non sono riuscito a riconoscere la canzone ma poco male,l’altro giorno, in un servizio televisivo, ho visto l’uomo esibirsi in un’altra piazza italiana. Mi fa piacere sapere che è ancora in giro a straziare le orecchie altrui e inseguire il suo sogno se pure ha ancora qualcosa da sognare. 
E’ giusto che anche al più negato  e improbabile degli artisti come a quelli bravi  sia data la possibilità di  esibirsi, di cantare, di suonare, di ballare, di dipingere madonne e altro, di fare i mimi o le statue viventi, i saltimbanchi, i giocolieri, i buffoni per la strada.

Cantava Giorgio Gaber in “ Anche per oggi non si vola”: C’è solo la strada su cui puoi contare/ la strada è l’unica certezza/… bisogna ritornare nella strada/ nella strada per conoscere chi siamo."
Non so se avesse ragione però è vero che  gli artisti di strada sono gli ultimi, i soli che riescono ancora a volare. E qualche volta a farci tornare bambini.

A voi una galleria di " gente strana": cioè artisti.








 













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