Un uomo fortunato
di Leo Spanu
Sono un uomo fortunato perché sono nato subito dopo la
seconda guerra mondiale e probabilmente morirò subito prima della terza. E se
lo dice papa Francesco che presto ci sarà una guerra nucleare io gli credo, considerato i suoi contatti.
E’ vero che in questi decenni ci sono state guerre sparse
ovunque ma sempre lontane da me. Potrei dire come una popolana romana di
Trastevere: ad un palmo dal mio culo nulla
mi tocca. Cinico ma comprensibile, l’egoismo come forma di autodifesa.
Vorrei condividere questo modo di ragionare ma non ci riesco. Ho apprezzato
questi anni di pace, almeno per noi italiani. Una pace non sempre facile perché
troppi menagrami ( significa uccelli del
malaugurio o meglio portatori di sfiga) ci hanno augurato ogni forma di
disgrazia. Per certa gente un uomo vivo è un futuro cadavere, una donna gentile
una probabile mignotta e tutti quelli che non si chiamano Mario, Antonio o
Giovanni e non hanno la pelle bianca
sono ladri e stupratori.
Sono un uomo fortunato perché abito in un paese piena di
gente colta e intelligente. Se voglio
un’informazione sui vaccini mi rivolgo a operatori ecologici; la moglie la faccio partorire nei supermercati così mi
controllo l’offerta del giorno; se i miei figli non hanno voglia di studiare
vado a scuola e tronco le ossa all’insegnante.
Sono un uomo
fortunato perché vivo in un paese pieno di gente cordiale, tollerante e accogliente.
E’ vero, c’è il problema di quelli che fuggono dalla fame, dalla miseria, dalla violenza,
dalle guerre : tutta gente di razza inferiore che chiede l’elemosina davanti ai negozi, che
dorme sui marciapiedi, che si
prostituisce nelle strade. Uno spettacolo vergognoso che sporca la
bellezza delle nostre città ma ci sono molte
brave persone che stanno “seriamente pensando”
a come risolvere definitivamente il problema. Aveva provato a farlo,molto tempo, fa un
imbianchino austriaco di razza ariana ( no, non mi dite che non sapete che vuol
dire) ma non l’hanno lasciato lavorare.
Purtroppo ci sono anche aspetti negativi nella nostra bella
società, per esempio ci sono persone cattive che si chiamano “ Politici”. Stanno rovinando la vita a milioni di
italiani, tutta brava gente, giurando che vogliono risolvere i loro problemi.
Obiettivo nobile se non fosse che, strada facendo, si fermano a raccogliere
fiori, frutta, prebende, stipendi, incarichi vari, poltrone, sedie e sgabelli.
Tutti collezionisti.
Si diffondono a
macchia d’olio nelle regioni comunali, regionali e nazionali, in certe stagioni
particolari dette "Elezioni". Si spostano in massa verso pascoli più
verdi, come Montecitorio e palazzo
Madama, una specie di transumanza. Ma “Politici” non si nasce, si
diventa; serve solo un filtro magico chiamato “Candidatura”. Il
giorno prima, l'italiano medio, è un normale dottor Jekyll, uno che lavora onestamente nel posto pubblico
vinto senza regolare concorso, uno che paga regolarmente le tasse perché non
può fuggire al fisco a parte, una volta, il canone TV ( maledetto chi lo ha
inserito nella bolletta della luce!), uno che un sabato si e l’altro no compie il suo dovere coniugale, due minuti in tutto preliminari compresi. Poi beve la
pozione maledetta e si trasforma in mister
Hyde. Allora va in giro di notte
a violentare le nonne e gli ex comunisti mentre di giorno è fisso in televisione a
promettere stipendi senza lavorare,
pensioni senza versare contributi, lauree senza dare esami e viagra e dentiere gratis agli
ultranovantenni. I più bravi riescono a far sparire la mondezza da Roma, le emorroidi dal cervello e da un'altra parte del corpo, a far piovere sul
bagnato e a tappare i buchi dell’ozono.
Per i buchi del bilancio statale si
stanno attrezzando anche se ci vorrebbe un miracolo mentre per i
terremoti, grazie ad una app che costa solo 20 euro al mese, per tredici mesi
all’anno, puoi sapere se ti crolla il tetto sulla testa con una settimana di anticipo. E in più ti
regalano una risata al telefono da parte
di chi ti deve ricostruire la casa. Se
non è fortuna questa!
Commenti
Posta un commento