Una strada di fiori (R)
Una strada di fiori
di Leo Spanu
All’interno del programma “Primavera in Romangia” ( primavera 2013) organizzato dall’Amministrazione Comunale, c’era una manifestazione interessante
che si rifaceva alla tradizione dell’”infiorata” diffusa in molte parti d’Italia.
L’infiorata consiste nel realizzare tappeti di fiori all’interno delle strade
cittadine. Sta alla fantasia e all'inventiva
degli “artisti giardinieri” la capacità di costruire vere e proprie, anche se
precarie, opere d’arte. Secondo la tradizione si ritiene che l’infiorata sia
nata a Roma nella prima metà del XVII secolo, all’interno della Città del
Vaticano, come imitazione dei mosaici. Questa forma d’arte si diffuse subito
nei territori dei castelli romani ma ebbe una breve durata e fu praticamente
dimenticata fino al recupero nel XVIII secolo. La prima infiorata certificata
fu infatti realizzata a Genzano (Roma) nel 1778 in occasione della
festività del Corpus Domini. Da allora la tradizione si è consolidata e altre
cittadine italiane ed estere (ma con simbologie diverse) hanno adottato questa
espressione artistica. Spello, Noto, Città della Pieve, Bolsena, Bracciano,
Pietra Ligure oltre alla più famosa Genzano sono solo alcune tra le tante
località diventate famose per la qualità delle immagini floreali..
Quasi tutte queste manifestazioni sono legate ai riti del
Corpus Domini ma in qualche (raro) caso
si festeggiano anche delle Madonne locali. A Campobasso, dal 1900, per la Madonna dei Monti, la
strada che porta alla chiesa di S.Maria Maggiore viene abbellita con petali di
fiori e zolle d’erba. A Gerano, l’utilizzo di decorazioni floreali in onore della
Madonna del Cuore, presso la chiesa di S.Maria Assunta, risale al 1729 . Ma
andando a ritroso nel tempo si scopre che l’utilizzo di petali di fiori e altre
essenze vegetali, ha radici diffuse in Italia anche se non sempre per sole
motivazioni religiose. Famosa è la festa dei Pugnaloni ad Acquapendente
(Viterbo). L’origine risale al XII secolo. La liberazione della città dal giogo
di Federico I Barbarossa fu un importante momento storico reso possibile grazie
all’intercessione della Madonna detta del Fiore. I Pugnaloni (in origine dei
pungoli, antichi arnesi agricoli ornati di fiori che i contadini portavano in
processione al seguito della statua della Madonna) col tempo sono diventati dei
mosaici vegetali. Si tratta di pannelli
di mt 2,60 di larghezza per mt. 3,60 d’altezza, disegnati e ricoperti di
petali, foglie e altro materiale sempre di origine vegetale.
A questo punto è lecito domandarsi cosa c’entra tutto questo
con Sorso. Poco o niente, apparentemente. La tradizione dell’infiorata potrebbe
trovare una buona accoglienza nella
nostra comunità e, viste le tendenze artistiche, trasformarsi in qualcosa di
stabile magari legandola alla festività della Madonna di Noli Me Tollere. Forse qualche precedente nella nostra storia si
può trovare, proviamo a risalire le
strade del tempo.
Sorso, 26 maggio 1208. Una bellissima giornata di primavera,
una lunga spiaggia bianca, dune come in un deserto, colline di sabbia che si muovono
dolcemente sotto le carezze della brezza marina. Ginepri distesi come bagnanti
che si scaldano al sole e ancora ginepri, in piedi come soldati di guardia. Dietro,
olivastri modellati a bandiera dai venti e nei pendii e dentro gli avvallamenti
del terreno, il mirto è ricoperto di
fiori profumati. Non c’è ancora l’uomo a stabilire il suo ordine, le piante
crescono spontanee secondo un disegno naturale. Cisto dai candidi fiori, lentisco, ginestra,
perastro, alloro, olmo, leccio, palma nana. In una tavolozza di oltre diciotto
chilometri di spiagge, fiumi e stagni, Madre Natura spalma le sue macchie di
colore come un pittore impressionista.
A perdita d’occhio, una strada di fiori rosso-viola, un
tappeto composto di rose cardinali indica il cammino che porta al confine tra
la terra e il cielo ed è qui che appare la Madonna. C ’è solo un vecchio
muto che, sulla spiaggia di Rena Bianca, raccoglie legna e sterpi portati dalla
risacca. E’ l’unica presenza umana in questo angolo di paradiso e, quando una
grande luce accende il paesaggio, comincia un’altra Storia.
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