Giuseppe Borio: un sindaco socialista (R)
di Leo Spanu
Giuseppe Borio è stato sindaco di Sorso dal 1970 al 1974. Eletto consigliere regionale, muore nel 1977, a cinquantatre anni, in un incidente stradale sulla 131. Finisce tragicamente, proprio nel momento dell'ascesa, l'avventura umana e politica di una straordinaria persona. Fratello minore di Antonino, uomo politico di valore che, durante il fascismo, con Salvatore Cottoni (1 ) e lo scrittore Giuseppe Dessì si schierò all'opposizione distribuendo, fra l'altro, manifesti per le vie di Sassari (1942). Antonino nel dopoguerra si trasferì Parigi, dove insegnò e diventò un fine e apprezzato acquarellista (purtroppo anche lui è finito nel limbo dei “dimenticati”). Giuseppe eredita dal fratello la passione per la politica con la P maiuscola ed emerge subito anche per la sua umanità e il suo carisma. Alternativo al socialdemocratico Cottoni, dopo una militanza comune, nel 1970, nelle liste del partito socialista ottiene la maggioranza relativa e con una coalizione di democristiani e liberali viene eletto sindaco. Gli anni 70 sono anni di grandi trasformazioni politiche e sociali, e non solo in questa piccola comunità. L'influenza della vita nazionale arriva anche a Sorso, magari in ritardo come capita spesso in Sardegna per le cose positive (quelle negative arrivano di corsa).
L'industria ha scalzato l'agricoltura e le piccole attività artigianali collegate, le tradizionali classi sociali si stanno trasformando e il turismo comincia a diventare un progetto concreto e appetibile. Diciotto chilometri di costa sono un campo di battaglia dove si scontreranno uomini e fazioni per decenni (la guerra, con alti e bassi, è ancora in corso). Nel consiglio comunale di Sorso ci sono persone come il liberale Baingio Nali (2) e il comunista Luigi Polano (3) che rappresentano una visione legata ad una realtà del tessuto sociale sorsense che non esiste più superata com'è dallo sviluppo tecnologico e dal nuovo benessere che tocca fasce di lavoratori una volta poveri.
I contadini si sono trasformati in operai e tecnici della zona industriale di Porto Torres e la politica di ieri non dà risposte alle nuove esigenze. Ma avanzano le nuove leve come il democristiano Giuseppe Carta (4) e il repubblicano Salvatorangelo Razzu (5).
L'elezione di Giuseppe Borio al consiglio regionale sardo sembra un momento di festa. In realtà, la cittadinanza sorsense non è stata molto generosa col suo sindaco. Se escludiamo Salvatore Cottoni, ma in tempi lontani, i candidati locali hanno dovuto far leva sui voti della provincia per essere eletti. Lo stesso Cottoni nel 1972 ebbe un risultato mediocre. Sorso non è stato generoso con questo suo figlio che ha avuto molti meriti. In un sistema politico come quello attuale “l'avvocato” sarebbe apparso come un marziano. Infatti cominciò a fare politica che era ricco e finì prematuramente (è morto a soli sessant'anni) povero o quasi.
Personaggi di spessore come Andreuccio Bonfigli (6) e Razzu sono andati ad un passo dall'elezione; il primo come senatore, il secondo come deputato. Una manciata di voti che Sorso non ha voluto dare ma è la legge della democrazia. Riprendendo la nostra narrazione, con Borio a Cagliari, dopo un anno di sindaco del socialista Peppuccio Cossu, nel 1975 la DC diventa il primo partito e Giuseppe Carta sindaco. E' un periodo turbolento per la politica locale. Lo sviluppo urbanistico che sembrava puntare verso il mare, ritrova la vecchia strada sempre attenta agli interessi dei maggiorenti del paese, proprietari di aree che diventano lottizzabili. Il turismo da promessa di sviluppo della comunità, diventa occasione per ricchi profitti con speculazioni edilizie, anche legali e legittime, ma che avranno scarsi effetti sull'economia cittadina. Re mattone continua a dominare i pensieri di troppa classe dirigente. Scoppia la prima crisi e il socialista Antonio Salis (7) si dimette clamorosamente da assessore all'urbanistica. L'asse Borio-Carta mette delle pezze e risolve provvisoriamente la situazione. Ma con la scomparsa improvvisa del timoniere, la nave ritorna in acque agitate. All'opposizione Razzu e Sandro Roggio (8), figura emergente del PCI locale sparano ad alzo zero. Nel 1979, malgrado l'abilità di mediazione di Pinotto Giordo (9) regista della “balena bianca”, cade la giunta Carta e diventa sindaco per l'ultimo anno di legislatura il democristiano Antonio Santoni (10), un politico acuto ma isolato dentro il suo partito. Gli anni 80 vedranno una storia diversa. Comincia con una giunta di sinistra l'epoca Bonfigli. Quindici anni che trasformeranno radicalmente il paese. Per citare un solo episodio che ebbe una grande rilevanza a livello regionale, la demolizione dei casotti dalla Marina di Sorso fino a Platamona compresa (1981). Con una decisione che nessuno credeva possibile e realizzabile, con incosciente sprezzo del pericolo ( di essere sonoramente bastonati politicamente e fisicamente), “i ragazzi” della giunta Bonfigli, Bruno Melis (11), Sandro Roggio e Leo Spanu (12)) prima attivarono tutte le procedure necessarie poi si presentarono davanti ad una folla inferocita che voleva fermare le ruspe. Non successe nessun incidente perchè l'opinione pubblica è molto più matura di quanto racconti una certa classe dirigente e i tre amministratori poterono spiegare le ragioni di una scelta impopolare ma necessaria. Nasceva in quegli anni una nuova coscienza ambientale. Il territorio e l'ambiente sono un patrimonio comune da salvaguardare e difendere, non occasioni di profitti per speculatori senza scrupoli. C'è ancora molta strada da percorrere in questa lotta per la civiltà.
Ma tornando a Giuseppe Borio vi sono aspetti della sua attività politica che sono rimasti in ombra davanti alla sua figura di amministratore. Infatti non era solo una importante figura locale. Il suo ruolo nel PSI provinciale aveva raggiunto le dimensioni di leader incontrastato. Nel partito nazionale erano in atto guerre feroci per il potere. Le vecchie correnti di Demartino e Mancini erano in difficoltà davanti agli emergenti che chiedevano spazi e nuove politiche anche per combattere il compromesso strisciante e soffocante tra i due colossi DC e PCI. Alla fine degli anni 70 sarebbe emersa una figura come Bettino Craxi a scompigliare le carte in tavola. La storia dirà un giorno quanto di positivo ci fosse nel suo progetto e quanto di sbagliato. In provincia di Sassari, mentre si stava offuscando la stella di Nino Castellaccio (13), Giuseppe Borio aveva preso le redini del partito e, insieme a Annibale Francesconi (14), altro “cavallo di razza”, aveva tirato su un gruppo di giovani leoni che negli anni successivi avrebbero assunto importanti cariche istituzionali. La storia non si fa con i se ma si può pensare che quella di Sassari e magari della Sardegna avrebbe potuto essere diversa non ci fosse stato quel maledetto incidente al bivio di Sardara. Borio aveva un progetto ambizioso, le capacità per portarlo avanti e una squadra valida per lavorare. La sua morte fu un vero spartiacque, a Sorso come a Sassari. In un partito tradizionalmente litigioso come il PSI, Borio rappresentava un momento di unità e la sua improvvisa scomparsa diede il via libera a correnti e sottocorrenti. Fausto Fadda (15), Alberto Manchinu (16), Franco Meloni (17), Giacomo Rum (18), Giacomo Spissu (19) sono solo alcuni degli attori della storia politica sarda che vengono da quella fucina di politica che era il PSI di Sassari. Nella federazione giovanile del partito stava facendo esperienza Franco Borghetto (20). Ognuno di loro sceglierà la propria strada e, a prescindere dal giudizio che ogni cittadino ha il diritto di esprimere sulla loro attività pubblica, sono e sono state comunque personalità competenti e capaci. E il PSI era allora un piccolo partito. A guardare la situazione di oggi, con tante mediocrità che si fregiano del titolo di onorevole, viene da domandarsi dove sia finita l'intelligenza.
Non è nostalgia del bel tempo che fu, anche allora la politica aveva grosse colpe ma la classe dirigente era di un altra caratura. E quando si sbagliava, per dirla con una canzone di Paolo Conte, “si sbagliava da professionisti”. Oggi si vedono molti dilettanti allo sbaraglio come alla corrida televisiva ma lo spettacolo non è altrettanto divertente.
Potrebbe sembrare qualunquismo ma il governo Monti se non è la bocciatura di un'intera classe politica, cos'è allora?
Giuseppe Borio era un capo di partito ma anche un maestro, attento al futuro e aperto al ricambio generazionale perchè se è vero che la storia cammina con le gambe degli uomini è anche vero che, quando gli stessi si credono eterni e immortali, la storia (degli altri) si ferma e la società non cresce. A guardarsi intorno abbiamo mille esempi di politici, ma non solo loro, che hanno costruito monumenti solo a se stessi. E noi cittadini comuni a pagare i conti.
Giuseppe Borio sapeva guardare avanti perchè univa all'intelligenza politica la passione, parola usata scarsamente dai nostri rappresentanti attuali che preferiscono la parola mestiere. Naturalmente con contributi, mutua e pensione. Che è come mettersi a corteggiare una bella donna che ci piace e chiedersi contemporaneamente quanto ci costa in denaro.
Oggi più di ieri abbiamo bisogno in politica di sognatori non di ragionieri perchè anche noi, come Martin Luther King, avevamo un sogno: quello di una società più giusta, basata sulla tolleranza, sulla solidarietà, sulla fratellanza tra i popoli. Una società normale dove non c'è bisogno di eroi, dove tutti possono sperare di avere un futuro dignitoso, senza pochi che sfruttano tanti. Una società a misura d'uomo, non contro l'uomo. Valori universali certo, lo diciamo tutti riempendoci la bocca di belle parole. Poi la realtà quotidiana ci smentisce regolarmente. Abbiamo bisogno di buoni maestri per ritrovare la fiducia, maestri come quelli di una volta. Magari come Giuseppe Borio,un socialista vero.
Note
1) Salvatore Cottoni. PSDI. Consigliere regionale dal 1953 al 1967. Assessore ai trasporti.
Deputato al Parlamento dal 1967. Sottosegretario ai Trasporti.
Sindaco di Sorso nei primi anni 50.
2) Baingio Nali. PLI. Più volte consigliere a Sorso. E'stato sindaco negli anni 60.
3) Luigi Polano. PCI. Deputato al Parlamento nelle prime tre legislature della Repubblica.
Senatore nel 1964.
4) Giuseppe Carta. DC. Più volte consigliere comunale. Sindaco di Sorso dal 1975 al 1979
5) Salvarorangelo Razzu. PRI. Più volte consigliere comunale. Vicesindaco dal 1980 al 1985.
Sindaco di Sorso dal 1995 al 2000. E'stato consigliere provinciale.
6) Andreuccio Bonfigli. PSDI-PSI. Più volte consigliere comunale. Sindaco di Sorso dal
1980 al 1995. E' stato consigliere provinciale
7) Antonio Salis. PSI. Assessore all'urbanistica 1975-76. Assessore alla Cultura 1980-85
8) Sandro Roggio. PCI. Più volte consigliere comunale. Assessore all'urbanistica 1980-85
9) Pinotto Giordo. DC. Più volte consigliere e assessore comunale. Consigliere regionale 1997-99
10) Antonio Santoni. DC. Più volte consigliere comunale. Sindaco di Sorso 1979-80.
Assessore all'urbanistica 1985-90.
11) Bruno Melis. Psd'Az. Più volte consigliere comunale. Assessore allo Sport 1980-85.
Vicesindaco 1985-90
12) Leo Spanu. PSI. Più volte consigliere comunale. Assessore ai Lavori Pubblici 1980-85;
all'urbanistica 1990-92
13) Nino Castellaccio. PSI. Senatore della Repubblica 1969-72. Consigliere regionale 1979-84
14) Annibale Francesconi. PSI. Consigliere regionale dal 1969 al 1979. Assessore regionale
PI 1974-77 e ai Lavori Pubblici 1977-78.
Sindaco di Porto Torres 1983-86.
15) Fausto Fadda. PSI. Sindaco di Sassari 1975-79. Consigliere regionale dal 1979 al 1993.
Assessore regionale all'industria 1979-80; 1982-84; alla P.I 1986-89;
al turismo 1991-92
16) Alberto Manchinu. PSI. Deputato al Parlamento 1983-86. Consigliere regionale dal 1989 al
1999. Assessore regionale P.I 1991-92 e urbanistica 1995-97
17) Franco Meloni. PSI. Sindaco di Sassari. Col Psd'Az consigliere regionale dal 1984 al 1994.
Senatore della Repubblica 1996-2000
18) Giacomo Rum. Sindaco di Porto Torres anni 90. Più volte consigliere e
assessore comunale.
19) Giacomo Spissu. PSI. Sindaco di Sassari 1994-95. Consigliere regionale dal 1999 al 2008.
Presidente del consiglio 2004-08
20) Franco Borghetto. PSI. Sindaco di Sassari 1990-93. E'stato assessore provinciale.
I Partiti: DC= Democrazia Cristiana. PCI= Partito Comunista Italiano. PLI= Partito Liberale Italiano. PRI= Partito Repubblicano Italiano.PSDI=Partito Socialista Democratico Italiano. PSI= Partito Socialista Italiano. Psd'Az= Partito Sardo d'Azione.
NOTE
Pubblicato nel 2012
Giuseppe Borio è stato sindaco di Sorso dal 1970 al 1974. Eletto consigliere regionale, muore nel 1977, a cinquantatre anni, in un incidente stradale sulla 131. Finisce tragicamente, proprio nel momento dell'ascesa, l'avventura umana e politica di una straordinaria persona. Fratello minore di Antonino, uomo politico di valore che, durante il fascismo, con Salvatore Cottoni (1 ) e lo scrittore Giuseppe Dessì si schierò all'opposizione distribuendo, fra l'altro, manifesti per le vie di Sassari (1942). Antonino nel dopoguerra si trasferì Parigi, dove insegnò e diventò un fine e apprezzato acquarellista (purtroppo anche lui è finito nel limbo dei “dimenticati”). Giuseppe eredita dal fratello la passione per la politica con la P maiuscola ed emerge subito anche per la sua umanità e il suo carisma. Alternativo al socialdemocratico Cottoni, dopo una militanza comune, nel 1970, nelle liste del partito socialista ottiene la maggioranza relativa e con una coalizione di democristiani e liberali viene eletto sindaco. Gli anni 70 sono anni di grandi trasformazioni politiche e sociali, e non solo in questa piccola comunità. L'influenza della vita nazionale arriva anche a Sorso, magari in ritardo come capita spesso in Sardegna per le cose positive (quelle negative arrivano di corsa).
L'industria ha scalzato l'agricoltura e le piccole attività artigianali collegate, le tradizionali classi sociali si stanno trasformando e il turismo comincia a diventare un progetto concreto e appetibile. Diciotto chilometri di costa sono un campo di battaglia dove si scontreranno uomini e fazioni per decenni (la guerra, con alti e bassi, è ancora in corso). Nel consiglio comunale di Sorso ci sono persone come il liberale Baingio Nali (2) e il comunista Luigi Polano (3) che rappresentano una visione legata ad una realtà del tessuto sociale sorsense che non esiste più superata com'è dallo sviluppo tecnologico e dal nuovo benessere che tocca fasce di lavoratori una volta poveri.
I contadini si sono trasformati in operai e tecnici della zona industriale di Porto Torres e la politica di ieri non dà risposte alle nuove esigenze. Ma avanzano le nuove leve come il democristiano Giuseppe Carta (4) e il repubblicano Salvatorangelo Razzu (5).
L'elezione di Giuseppe Borio al consiglio regionale sardo sembra un momento di festa. In realtà, la cittadinanza sorsense non è stata molto generosa col suo sindaco. Se escludiamo Salvatore Cottoni, ma in tempi lontani, i candidati locali hanno dovuto far leva sui voti della provincia per essere eletti. Lo stesso Cottoni nel 1972 ebbe un risultato mediocre. Sorso non è stato generoso con questo suo figlio che ha avuto molti meriti. In un sistema politico come quello attuale “l'avvocato” sarebbe apparso come un marziano. Infatti cominciò a fare politica che era ricco e finì prematuramente (è morto a soli sessant'anni) povero o quasi.
Personaggi di spessore come Andreuccio Bonfigli (6) e Razzu sono andati ad un passo dall'elezione; il primo come senatore, il secondo come deputato. Una manciata di voti che Sorso non ha voluto dare ma è la legge della democrazia. Riprendendo la nostra narrazione, con Borio a Cagliari, dopo un anno di sindaco del socialista Peppuccio Cossu, nel 1975 la DC diventa il primo partito e Giuseppe Carta sindaco. E' un periodo turbolento per la politica locale. Lo sviluppo urbanistico che sembrava puntare verso il mare, ritrova la vecchia strada sempre attenta agli interessi dei maggiorenti del paese, proprietari di aree che diventano lottizzabili. Il turismo da promessa di sviluppo della comunità, diventa occasione per ricchi profitti con speculazioni edilizie, anche legali e legittime, ma che avranno scarsi effetti sull'economia cittadina. Re mattone continua a dominare i pensieri di troppa classe dirigente. Scoppia la prima crisi e il socialista Antonio Salis (7) si dimette clamorosamente da assessore all'urbanistica. L'asse Borio-Carta mette delle pezze e risolve provvisoriamente la situazione. Ma con la scomparsa improvvisa del timoniere, la nave ritorna in acque agitate. All'opposizione Razzu e Sandro Roggio (8), figura emergente del PCI locale sparano ad alzo zero. Nel 1979, malgrado l'abilità di mediazione di Pinotto Giordo (9) regista della “balena bianca”, cade la giunta Carta e diventa sindaco per l'ultimo anno di legislatura il democristiano Antonio Santoni (10), un politico acuto ma isolato dentro il suo partito. Gli anni 80 vedranno una storia diversa. Comincia con una giunta di sinistra l'epoca Bonfigli. Quindici anni che trasformeranno radicalmente il paese. Per citare un solo episodio che ebbe una grande rilevanza a livello regionale, la demolizione dei casotti dalla Marina di Sorso fino a Platamona compresa (1981). Con una decisione che nessuno credeva possibile e realizzabile, con incosciente sprezzo del pericolo ( di essere sonoramente bastonati politicamente e fisicamente), “i ragazzi” della giunta Bonfigli, Bruno Melis (11), Sandro Roggio e Leo Spanu (12)) prima attivarono tutte le procedure necessarie poi si presentarono davanti ad una folla inferocita che voleva fermare le ruspe. Non successe nessun incidente perchè l'opinione pubblica è molto più matura di quanto racconti una certa classe dirigente e i tre amministratori poterono spiegare le ragioni di una scelta impopolare ma necessaria. Nasceva in quegli anni una nuova coscienza ambientale. Il territorio e l'ambiente sono un patrimonio comune da salvaguardare e difendere, non occasioni di profitti per speculatori senza scrupoli. C'è ancora molta strada da percorrere in questa lotta per la civiltà.
Ma tornando a Giuseppe Borio vi sono aspetti della sua attività politica che sono rimasti in ombra davanti alla sua figura di amministratore. Infatti non era solo una importante figura locale. Il suo ruolo nel PSI provinciale aveva raggiunto le dimensioni di leader incontrastato. Nel partito nazionale erano in atto guerre feroci per il potere. Le vecchie correnti di Demartino e Mancini erano in difficoltà davanti agli emergenti che chiedevano spazi e nuove politiche anche per combattere il compromesso strisciante e soffocante tra i due colossi DC e PCI. Alla fine degli anni 70 sarebbe emersa una figura come Bettino Craxi a scompigliare le carte in tavola. La storia dirà un giorno quanto di positivo ci fosse nel suo progetto e quanto di sbagliato. In provincia di Sassari, mentre si stava offuscando la stella di Nino Castellaccio (13), Giuseppe Borio aveva preso le redini del partito e, insieme a Annibale Francesconi (14), altro “cavallo di razza”, aveva tirato su un gruppo di giovani leoni che negli anni successivi avrebbero assunto importanti cariche istituzionali. La storia non si fa con i se ma si può pensare che quella di Sassari e magari della Sardegna avrebbe potuto essere diversa non ci fosse stato quel maledetto incidente al bivio di Sardara. Borio aveva un progetto ambizioso, le capacità per portarlo avanti e una squadra valida per lavorare. La sua morte fu un vero spartiacque, a Sorso come a Sassari. In un partito tradizionalmente litigioso come il PSI, Borio rappresentava un momento di unità e la sua improvvisa scomparsa diede il via libera a correnti e sottocorrenti. Fausto Fadda (15), Alberto Manchinu (16), Franco Meloni (17), Giacomo Rum (18), Giacomo Spissu (19) sono solo alcuni degli attori della storia politica sarda che vengono da quella fucina di politica che era il PSI di Sassari. Nella federazione giovanile del partito stava facendo esperienza Franco Borghetto (20). Ognuno di loro sceglierà la propria strada e, a prescindere dal giudizio che ogni cittadino ha il diritto di esprimere sulla loro attività pubblica, sono e sono state comunque personalità competenti e capaci. E il PSI era allora un piccolo partito. A guardare la situazione di oggi, con tante mediocrità che si fregiano del titolo di onorevole, viene da domandarsi dove sia finita l'intelligenza.
Non è nostalgia del bel tempo che fu, anche allora la politica aveva grosse colpe ma la classe dirigente era di un altra caratura. E quando si sbagliava, per dirla con una canzone di Paolo Conte, “si sbagliava da professionisti”. Oggi si vedono molti dilettanti allo sbaraglio come alla corrida televisiva ma lo spettacolo non è altrettanto divertente.
Potrebbe sembrare qualunquismo ma il governo Monti se non è la bocciatura di un'intera classe politica, cos'è allora?
Giuseppe Borio era un capo di partito ma anche un maestro, attento al futuro e aperto al ricambio generazionale perchè se è vero che la storia cammina con le gambe degli uomini è anche vero che, quando gli stessi si credono eterni e immortali, la storia (degli altri) si ferma e la società non cresce. A guardarsi intorno abbiamo mille esempi di politici, ma non solo loro, che hanno costruito monumenti solo a se stessi. E noi cittadini comuni a pagare i conti.
Giuseppe Borio sapeva guardare avanti perchè univa all'intelligenza politica la passione, parola usata scarsamente dai nostri rappresentanti attuali che preferiscono la parola mestiere. Naturalmente con contributi, mutua e pensione. Che è come mettersi a corteggiare una bella donna che ci piace e chiedersi contemporaneamente quanto ci costa in denaro.
Oggi più di ieri abbiamo bisogno in politica di sognatori non di ragionieri perchè anche noi, come Martin Luther King, avevamo un sogno: quello di una società più giusta, basata sulla tolleranza, sulla solidarietà, sulla fratellanza tra i popoli. Una società normale dove non c'è bisogno di eroi, dove tutti possono sperare di avere un futuro dignitoso, senza pochi che sfruttano tanti. Una società a misura d'uomo, non contro l'uomo. Valori universali certo, lo diciamo tutti riempendoci la bocca di belle parole. Poi la realtà quotidiana ci smentisce regolarmente. Abbiamo bisogno di buoni maestri per ritrovare la fiducia, maestri come quelli di una volta. Magari come Giuseppe Borio,un socialista vero.
Note
1) Salvatore Cottoni. PSDI. Consigliere regionale dal 1953 al 1967. Assessore ai trasporti.
Deputato al Parlamento dal 1967. Sottosegretario ai Trasporti.
Sindaco di Sorso nei primi anni 50.
2) Baingio Nali. PLI. Più volte consigliere a Sorso. E'stato sindaco negli anni 60.
3) Luigi Polano. PCI. Deputato al Parlamento nelle prime tre legislature della Repubblica.
Senatore nel 1964.
4) Giuseppe Carta. DC. Più volte consigliere comunale. Sindaco di Sorso dal 1975 al 1979
5) Salvarorangelo Razzu. PRI. Più volte consigliere comunale. Vicesindaco dal 1980 al 1985.
Sindaco di Sorso dal 1995 al 2000. E'stato consigliere provinciale.
6) Andreuccio Bonfigli. PSDI-PSI. Più volte consigliere comunale. Sindaco di Sorso dal
1980 al 1995. E' stato consigliere provinciale
7) Antonio Salis. PSI. Assessore all'urbanistica 1975-76. Assessore alla Cultura 1980-85
8) Sandro Roggio. PCI. Più volte consigliere comunale. Assessore all'urbanistica 1980-85
9) Pinotto Giordo. DC. Più volte consigliere e assessore comunale. Consigliere regionale 1997-99
10) Antonio Santoni. DC. Più volte consigliere comunale. Sindaco di Sorso 1979-80.
Assessore all'urbanistica 1985-90.
11) Bruno Melis. Psd'Az. Più volte consigliere comunale. Assessore allo Sport 1980-85.
Vicesindaco 1985-90
12) Leo Spanu. PSI. Più volte consigliere comunale. Assessore ai Lavori Pubblici 1980-85;
all'urbanistica 1990-92
13) Nino Castellaccio. PSI. Senatore della Repubblica 1969-72. Consigliere regionale 1979-84
14) Annibale Francesconi. PSI. Consigliere regionale dal 1969 al 1979. Assessore regionale
PI 1974-77 e ai Lavori Pubblici 1977-78.
Sindaco di Porto Torres 1983-86.
15) Fausto Fadda. PSI. Sindaco di Sassari 1975-79. Consigliere regionale dal 1979 al 1993.
Assessore regionale all'industria 1979-80; 1982-84; alla P.I 1986-89;
al turismo 1991-92
16) Alberto Manchinu. PSI. Deputato al Parlamento 1983-86. Consigliere regionale dal 1989 al
1999. Assessore regionale P.I 1991-92 e urbanistica 1995-97
17) Franco Meloni. PSI. Sindaco di Sassari. Col Psd'Az consigliere regionale dal 1984 al 1994.
Senatore della Repubblica 1996-2000
18) Giacomo Rum. Sindaco di Porto Torres anni 90. Più volte consigliere e
assessore comunale.
19) Giacomo Spissu. PSI. Sindaco di Sassari 1994-95. Consigliere regionale dal 1999 al 2008.
Presidente del consiglio 2004-08
20) Franco Borghetto. PSI. Sindaco di Sassari 1990-93. E'stato assessore provinciale.
I Partiti: DC= Democrazia Cristiana. PCI= Partito Comunista Italiano. PLI= Partito Liberale Italiano. PRI= Partito Repubblicano Italiano.PSDI=Partito Socialista Democratico Italiano. PSI= Partito Socialista Italiano. Psd'Az= Partito Sardo d'Azione.
NOTE
Pubblicato nel 2012
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