Asinara (Sardegna)
di Leo Spanu
L'isola dell'Asinara è un posto strano: troppe anime per riuscire a capirla. Dopo Fornelli, comincia la Gallura con le sue rocce di granito lavorate dal vento ma poi il paesaggio cambia. Quelle scogliere dove onde furiose si accaniscono contro le ripidi pareti sembrano l'Inghilterra, almeno quella immaginata da chi non c'è mai stato. Anche il cielo sembra cambiare colore, cupo e grigio come certi pensieri, allora chiudi gli occhi e quando li riapri c'è il mare dei Caraibi di fronte a te con quelle spiagge di sabbia candida come la neve e le acque di smeraldo. Ma poi continui nel tuo viaggio fino al Trentino, fra boschi di faggi e querce così folti che puoi perderti. Allora vorresti fermarti a riposare, a pensare che il paradiso non è poi così lontano. Sei partito da una landa deserta dove un carcere cupo sembra un fungo osceno a ferire il paesaggio e arrivi alla fine del mondo con un faro a segnare il limite tra la terra e il cielo.
L'isola dell'Asinara è un posto strano: troppe anime per riuscire a capirla. Dopo Fornelli, comincia la Gallura con le sue rocce di granito lavorate dal vento ma poi il paesaggio cambia. Quelle scogliere dove onde furiose si accaniscono contro le ripidi pareti sembrano l'Inghilterra, almeno quella immaginata da chi non c'è mai stato. Anche il cielo sembra cambiare colore, cupo e grigio come certi pensieri, allora chiudi gli occhi e quando li riapri c'è il mare dei Caraibi di fronte a te con quelle spiagge di sabbia candida come la neve e le acque di smeraldo. Ma poi continui nel tuo viaggio fino al Trentino, fra boschi di faggi e querce così folti che puoi perderti. Allora vorresti fermarti a riposare, a pensare che il paradiso non è poi così lontano. Sei partito da una landa deserta dove un carcere cupo sembra un fungo osceno a ferire il paesaggio e arrivi alla fine del mondo con un faro a segnare il limite tra la terra e il cielo.







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