Racconto del mese

Racconto del mese.

Uno strano caso        1978

Agenore Scarpa era arrivato al giro di boa dei trentacinque anni con la piacevole sensazione che la salita era stata priva di ostacoli di rilievo. Era indubbio comunque, che il secondo tempo come da computo dantesco, avrebbe richiesto delle differenze di programmi se non di prospettive.
Il problema principale riguardava il matrimonio. “ Essere o malessere” dubitava amleticamente Agenore. Quesito di non facile soluzione per chi, fino ad allora, aveva goduto delle grazie femminili senza sopportarne gli oneri.
Fisicamente e intellettualmente senza particolari qualità, aveva comunque stile e modi che lo rendevano piacevole e le donne avevano sempre avuto un occhio di riguardo per quel piccolo uomo tanto comune e normale da sembrare speciale.
In quel periodo Agenore frequentava una ragazza alquanto pienotta nei fianchi e dal seno prosperoso che faceva la commessa in un bar tabaccheria vicino all'ufficio dove lavorava. Regolarmente il mercoledì e il sabato notte, Agenore poteva dare sfogo alle sue naturali esigenze. La Luisa, così si chiamava la giovane, non aveva mai espresso particolari entusiasmi per l'arte amatoria di Agenore. Ragazza libera da pregiudizi, già da tempo aveva pesato le doti dell'uomo e non solo quelle fisiche ma pensava, prima o poi,  di riuscire a portarlo sull'altare. Quel mercoledì  la Luisa rimase più perplessa che sorpresa.
- Mi sembra più grande del solito.-
- E' l'esperienza dell'età.- Rispose Agenore non senza provare un senso di legittimo orgoglio per quell'improvviso riconoscimento alla sua virilità. Poi, poichè non aveva tempo da perdere, si tuffò nella sua attività di fruitore di grazie muliebri. La Luisa pensò che, per fortuna, si trattava di una cosa veloce.
Il sabato seguente la perplessità della Luisa si trasformò in dubbio e il mercoledì successivo in stupore perchè quel coso era effettivamente cresciuto. L'orgoglio virile di Agenore stava per cominciare ad arrampicarsi sul suo Everest quando la Luisa lo riportò a valle con una tremenda domanda.
- Non sarà per caso una malattia?-
Il lungo silenzio che seguì quelle parole pose fine ad una serata che prometteva meglio. Non è stato un mercoledì da leoni, pensò Agenore mentre guardava la Luisa che si rimetteva le mutandine. Più tardi, nell'intimità della sua stanza, Agenore prese le misure e non solo in senso metaforico ma non avendo dei riferimenti precedenti calcolò la crescita del suo compagno di battaglie in 2 centimetri allo stato di riposo. Ma si ripromise un costante e più attento controllo.
Il sabato dopo fu dedicato ad una solitaria visione di un film porno e il mercoledì trovò Agenore con lo sguardo fisso sul righello mentre constatava un'ulteriore e incontestabile crescita di  altri due centimetri.
Una visita veloce alla Luisa nella speranza di recuperare la settimana persa e un mesto quanto altrettanto veloce ritorno a casa dopo la irremovibile indisponibilità dell'amata. Quella notte, dopo tanti anni di vita regolare e senza traumi, Agenore dormì piuttosto male. Tutto si aggiusterà da solo pensò ma dopo due settimane di lontananza, la Luisa, alla notizia che il suo piffero magico misurava 22 centimetri  in stato di riposo  disse:
- Troppa grazia.- E gli diede il benservito.
Per la prima volta in vita sua, Agenore dovette accontentarsi delle grazie a pagamento di una donna con meno pregiudizi. C'è da dire che la professionista lo guardò strano ma non fece commenti.
Agenore non sapeva più cosa pensare. Da un lato c'era un certo compiacimento. In fondo non è facile liberarsi di certi miti secolari sulla virilità. Dall'altra la preoccupazione per  quella crescita anomala che cominciava a creargli qualche problema. Non di carattere fisico, la proboscide funzionava che era una meraviglia, ma le mercenarie  stavano aprendo un bel solco nelle sue finanze e inoltre qualcuna aveva iniziato a lamentarsi per quelle inusitate proporzioni. Poi un giorno, una moretta che aveva cominciato a lavorare da poco in zona, rifiutò le sue prestazioni. Quando vide i suoi 26 centimetri ( sempre in stato di riposo) grossi in proporzione sgranò tanto d'occhi , disse:
“ Cazzo!” con molti punti esclamativi e lo buttò fuori della porta.
Così Agenore decise di ricorrere alle cure di uno specialista. Il dottor P.G. era un medico competente e preparato, di quelli che fanno onore alla loro professione. Attento alle novità e agli sviluppi della medicina e con una notevole dose di curiosità intellettuale che lo rendeva aperto e disponibile anche alle situazioni più inusitate e particolari. Tuttavia, dopo la prima visita, espresse ad Agenore un sano scetticismo.
- Mio caro signore, io non dubito delle sue affermazioni ma deve concedermi la possibilità di un'ulteriore  verifica. E' vero che il suo sesso ha dimensioni fuori del  comune e quindi le può creare dei problemi ma le assicuro che il suo non è un caso così raro. Ma che continui a crescere, e di 16 centimetri in poco più di due mesi poi, questo proprio non l'avevo mai sentito.-
Agenore promise di tornare la settimana dopo e mentre rimuginava sul fatto che 28 centimetri “ possono creare dei problemi” si comprò un'intero ricambio di biancheria intima visto che  il resto era da buttare. Il dottor P.G. si era quasi dimenticato di Agenore; l'intensa e fortunata attività del professionista giustificava certe amnesie ma i 30 centimetri di obelisco furono come le trombe di Gerico, la caduta di san Paolo da cavallo, la chiamata del Signore per un missionario.
- Questo è mio.- Pensò illuminato e di colpo vide il premio Nobel per la Medicina suonare pifferi e tamburi sul nome riverito e famoso del dotto P. G. Intanto Agenore piangeva.
- Dottore, il mondo mi è crollato addosso. Da giorni non esco più di casa, non voglio più andare a donne anche se questo coso è perfettamente funzionante. Dottore, ho paura.  Mi aiuti.-
Il dottore continuava a fregarsi, mentalmente, le mani. “Che caso clamoroso e straordinario!” mentre il pover'uomo, con i pantaloni e le mutande abbassate, guardava spaventato quella torre penzoloni tra le gambe.
- Nessun timore, caro Agenore, risolveremo il tuo caso. -Ormai il dottor P.G. era passato al tu. Agenore non era più un paziente, era la chiave per aprire la porta della gloria. Ma forse non era la chiave giusta perchè dopo un mese  l'entusiasta dottore era sceso dall'Olimpo delle sue ambizioni e si ritrovava ad un punto morto. Decine di analisi, esami, consulti con colleghi. Tutto inutile. 38 centimetri non erano un record ( qualche testo citava un pene di 50 centimetri) ma in ogni caso si trattava di un fenomeno non molto comune. E mentre gli esimi studiosi dibattevano sul quel fenomeno anatomico, Agenore aveva raggiunto un tale stato di depressione da uscire completamente fuori di testa. Così  fu ricoverato nella clinica privata del professor  S.L.   maestro del dottor P.G. all'università. Il dottor P.G. seguì il caso ancora per qualche tempo poi, davanti ai cinquantadue centimetri ( nuovo record ufficioso)  abbandonò definitivamente Agenore e il suo allegato alle mani del suo illustre docente.
La storia, caro lettore, finisce qui. Il dottor P.G., mio carissimo amico che me l'ha raccontata, si è trasferito in un'altra città. La carriera prima di tutto. Ci sentiamo ogni tanto per telefono così mi è capitato di chiedergli com'è andata a finire la storia del signor Agenore. Trascrivo la risposta:
“ Per quanto mi riguarda mi sono completamente disinteressato della questione. Una  volta ho provato a chiedere notizie al professore ma non mi ha degnato di una risposta e mi ha girato le spalle. Però l'ho sentito brontolare sottovoce e borbottare tra se: “ 88 centimetri. E funziona pure!”






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