Cartoline e dintorni.16

Treviso. Febbraio 2004. Padova

Ho comprato un bel libro: “ Treviso ritrovata” di Toni Basso e Andrea Cason. Evidentemente non ero il solo a pensare di averla perduta ma, mentre loro credono di averla ritrovata non so dove, io l'ho perduta per sempre. Lo sapevo.
Non sono tornato a Treviso per un pellegrinaggio ad un' infanzia troppo lontana. Volevo solo recuperare alcune atmosfere per il romanzo che ho scritto, volevo fissare dei particolari confusi nella memoria, trovare dei colori. Non quelli di Benetton che ha costruito una mostruosità di marmo bianco ad un sospiro di distanza da piazza dei Signori. E che dire dell' antico loggiato, sbarrato da enormi vetrate in alluminio dove oggi c'è un bar lussuoso dove i ricchi signorotti discutono dei loro affari. Il centro storico è stato rifatto, in qualche caso i restauri sono gradevoli ma l' insieme è deprimente. Troppa ricchezza, troppo ordinato, troppo pulito. Troppo tutto. Treviso è una città triste dietro il benessere che esce dalle sue vetrine, dai negozi sempre illuminati, dalle signore in pelliccia e dalla pioggia che cade sottile e fastidiosa.
Treviso è una città che ha perso l' anima. I bambini vestiti in maschera per il carnevale sono troppo seri ed educati. Treviso è una città razzista. Te ne accorgi dal numero degli extracomunitari che la sera passeggiano vicino alla stazione e arrivano al massimo fino a piazza Borsa. La Calmaggiore è riservata ai trevigiani.
Un nord africano ci incrocia davanti alla chiesa di san Francesco. Ci siamo solo noi in quel momento e nell' ombra e nel silenzio della notte la sua voce come un sibilo feroce:
- A fanculo tutti gli italiani.-
Treviso è come un amore finito male. Un rimpianto.



Treviso. Hotel Carlton
L'albergo è una mezza ciambella appoggiata sopra le mura medievali. L'ingresso invece è clamoroso: una piccola porta, quasi invisibile, incamerata nell' antica porta Altinia. Qualche anima pietosa per far capire al turista distratto che si, quella è proprio la porta Altinia, ha fatto mettere a fianco dell' ingresso un enorme tabellone con riprodotta un'antica stampa della porta. Sarebbe come demolire il Colosseo e al suo posto sistemare una gigantografia con l' immagine dello stesso.
La porta Altinia è molto cambiata, colpa dei tempi moderni e di un soprintendente alle antichità strabico. Due ragazzi, appoggiati alle antiche pietre, stavano discutendo animatamente. Uno diceva all' altro che era già mezz'ora che aspettava. Per essere il primo appuntamento “ quella troia gli aveva tirato un bidone”. E giù ancora espressioni colorite  contro la ragazza, una vera fiera del turpiloquio. Ah l' amore!   
Cartolina pubblicitaria dell'Hotel: Largo di Porta Altinia
Manifesto della Porta Altinia

Padova. Basilica di sant'Antonio

          

       
Pagine della memoria

Il poeta mascherato
Nessuno conosce il poeta mascherato, per molti è una leggenda metropolitana. Ti pare che qualcuno, coi tempi che corrono, vada in giro a regalare emozioni. E' contro la legge. 
L' appalto dei sentimenti è stato vinto dalle agenzie pubblicitarie che ne hanno preteso l'esclusiva. Così tra un sospiro ad un salsicciotto di pollo Aia, uno sguardo assassino ad un assorbente con le ali e le piume, un sorriso compiaciuto verso bambini stronzi che mangiano patatine e sogni fritti, ci vengono i lucciconi con le storie da un miliardo al chilo di Maurizio Costanzo e famiglia e ci commuoviamo per l' amor profano e puttano dei programmi televisivi.
Ma il poeta mascherato è anche lui dietro l' angolo e colpisce dove le telecamere non possono entrare. Il poeta mascherato, nascosto tra la folla, scaglia le sue frecce intelligenti.
Un commerciante cerca d' imbrogliare uno sprovveduto cliente; d' improvviso, senza ragione, chiude la trattativa al prezzo giusto e con un sorriso. Un pensionato abbandonato sulla solita panchina cerca di quadrare la noia con l' inaudito aumento promesso dal governo poi si accorge che nessuna bugia può cancellare quella magica giornata di primavera. Una ragazza si domanda se è vero amore quello che sente per il suo uomo e capisce che non serve una risposta preventiva. L' amore bisogna inseguirlo e tenerlo per la coda come una stella giocherellona. Un bambino con la maglia n. 10 della Juventus, orgoglio di un padre depresso e represso, molla il pallone e insegue una farfalla gialla: non ne aveva mai vista una. Anche la persona importante in abito scuro e valigetta ventiquattrore è perplesso. Nell' aria c' è una musica strana, una parola sospesa, la voglia di fermarsi e guardarsi intorno con altri occhi.
Il poeta mascherato ha colpito ancora. A casaccio e in tutte le direzioni. E le vittime, per un attimo, tornano a sognare.

                                                                


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