Cartoline e dintorni. 14
Genova.
Novembre 2002
Palazzo S.Giorgio: facciata
La prima volta che ho
visto davvero Genova avevo dodici anni, in genere prima Genova era solo una
stazione-porto per i nostri viaggi in Sardegna. Mio padre mi aveva accompagnato
a prendere il treno che mi avrebbe portato in Spagna, in colonia.
Due anni più tardi il mio
primo viaggio da solo per le solite vacanze estive a Sorso. Mangiai malissimo
in via Prè pagando un conto astronomico e il proprietario si divertì pure a
sfottermi perchè ero solo un ragazzino ingenuo. Altro candidato all' inferno,
solito girone: quello degli imbecilli. Genova è sempre stata una stazione di
passaggio. Invece è una città piena di sorprese. Palazzi e strade strette che
cercano il cielo troppo lontano sopra i tetti, gente con la faccia di tutti i
giorni, allegra o triste secondo l' umore ma mai ostile. In via del Campo un
negozio di musica ha costruito in vetrina una specie di museo di Fabrizio De
Andrè. Tutti i dischi, gli articoli di giornale, le fotografie e una chitarra.
Un giradischi trasmette in continuazione le sue canzoni che accompagnano i
turisti e i curiosi alla ricerca di una graziosa che non c'è più.
Genova. Via san Lorenzo. Artista
di strada
Confesso la mia simpatia
per tutti gli artisti, in particolare per quelli sfortunati che continuano ad
inseguire le loro illusioni per le vie delle nostre città. Forse sono persone
prive di talento ma con la convinzione di essere degli incompresi. Forse sono
solo dei falliti ma se così fosse avremmo
l' ulteriore prova che
questo mondo ha perso l'unica guerra che valeva la pena di vincere. Questo mimo
che si fa leggere in piazza per una moneta è la fantasia che abbiamo ucciso, è
un bambino che non sa giocare, è un sogno che non ci fa volare. Forse siamo noi
che non sappiamo più vivere.
Artista di strada
Non ricordo il nome di
questa chiesa. La facciata è dipinta con l'effetto trompe-oeil, tecnica molto diffusa
a Genova. L'altra facciata è completamente diversa, una specie di bruttura
neoclassica.
Notare i magazzini
sottostanti, è vero che a Genova lo spazio è vitale ma non avevo mai visto una
chiesa costruita sopra un negozio di ferramenta e casalinghi.
Porto Antico
Emmanuele Luzzati:
scenografia
Scoprii Luzzati molti
anni fa. Un cortometraggio a disegni animati sulla musica della “Gazza ladra”
di Rossini: un capolavoro. Oggi Luzzati è un artista tuttologo: scenografie,
costumi, quadri, libri, calendari, cartoline, porcellane, manifesti e varie
amenità. Sempre bravo ma caro come il sangue. Siamo sicuri che non si sia
trattato di una gazza vampira?
Porto Antico
La nave dei pirati
“ Nel covo dei pirati c’è
poco da scherzare/ chi non si arruola finisce in fondo al mare.” (Edoardo
Bennato)
Finalmente realizzato il
sogno di un bambino di nome Leandro anche se ho dovuta aspettare 50 anni per
salire sulla nave dei pirati. Non ho certo l’espressione feroce del pirata
Barbanera ma non vi fidate mai delle apparenze. Noi vecchi bambini abbiamo
sempre un cannone a fianco per sparare contro chi uccide i sogni.
Palazzo Ducale
All'interno: solo Bellezza.
Pagine
della memoria
Pietre
Mi affascinano da
sempre. Le mie fotografie, le mie quasi-sculture parlano di pietre,
tutto
quelloche raccolgo con le mani e con gli occhi sono pietre.
Mi piacciono le
forme e i colori. Costruite dall' uomo o scolpite dal vento e dalla pioggia,
i
selciati degli antichi vicoli, le mura e le finestre ingentilite di gerani:
sempre pietre.
Particolari di un disegno che trascende l' intelligenza dell'
uomo.
Forse perchè abbiamo
troppo poco tempo per capire, tutto si consuma in un momento
e di una vita che
voleva sfidare l' universo non resta che un nome (guarda caso) scolpito
nella
pietra.Per questo scrivo,
perchè vorrei che anche le mia parole fossero pietre,
perchè vorrei lasciare un
segno che dia un senso compiuto alla mia esistenza.
Nel nostro essere uomini,
certo un nulla davanti all'infinito; nel nostro essere vivi,
certo un attimo
nello scorrere del tempo, c' è tuttavia una grandezza che non può
finire solo
con la morte. Le pietre ci consegnano all'eternità: le piramidi in Egitto,
i
monoliti di Stoneheagen, i giganti dell' isola di Pasqua.
Non conosceremo mai a
fondo il loro mistero ma quelle pietre continueranno
a parlare di uomini di
tanto tempo fa. Di uomini che come noi avevano un sogno
di grandezza da raccontare
e tramandare, di uomini che volevano sfidare
gli dei e il tempo. Non
conosceremo mai il loro nome e il loro volto ma grazie
per averci aperto la
strada verso l' infinito: una strada di pietre.
Castelsardo. punta Tramontana: spiaggia







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