Cartoline e dintorni. 13




Tour delle Marche e dell'Umbria. Maggio 2002

Itinerario: Gubbio, Urbino, San Marino, San Leo, Gradara, Assisi, 
                 Loreto, Recanati, Osimo, Genga e grotte di Frasassi, 
                 Pergola, Spello, Fonti del Clitumno, Bomarzo, 
                 Monteromano, Tarquinia

Sede operativa: Urbino. Ogni giorno una media di 250 Km. Dalla finestra dell'albergo si vedeva un panorama idilliaco. Un quadro dipinto con colori lievi e la nebbia come un velo ad addolcirne i contorni. L'ho fotografato un mattino presto, da dietro il vetro.    

  
Urbino

Un architetto che aspira al premio Attila per  vent'anni consecutivi, ha presentato un progetto per intonacare il centro storico di Urbino. Non mi preoccupa il fatto che un imbecille esprima le sue (tristi) idee, la vera democrazia permette anche questa libertà. Mi preoccupano gli imbecilli che gli danno retta specialmente quando si vestono da sindaci e da assessori.

    
                         
Assisi

Abbiamo chiesto a dei passanti di farci una fotografia con lo sfondo della basilica di san Francesco.
Mi rendo conto che l'idea non è originale ma metti che alla miliardesima immagine scatti un bonus di duemila anni di indulgenze. Mi farebbero comodo.



La prima volta che sono stato ad Assisi è stato nel febbraio del 1991. Era notte e una pioggia sottile che cadeva a sprazzi, faceva luccicare le strade deserte. Negozi chiusi, solo qualche bar sonnecchiava in attesa dell' ultimo cliente. Poche luci, il tanto per vedere un palazzo, una piazza, un vicolo addormentato. E nel silenzio rassicurante della notte come un profumo di pace e di serenità colpì la mia mente. Come una voce amica, la voce della città, che mi accarezzava e mi consolava.
Ed io, laico convinto e mangiapreti a tempo perso, ho capito che Assisi è l'anima del mondo.

La piazza era praticamente vuota perchè stava piovendo. Mia moglie mi copriva con l'ombrello mentre cercavo la posa giusta. La testa infatti rimase asciutta ma un fiume d' acqua s'infilò dentro il collo.


L'eremo delle carceri

Ho fatto almeno una dozzina di fotografie in questo angolo fuori dal mondo.
Se non fossi così inguaribilmente laico direi che questo posto ha qualcosa che trascende l' uomo.
Sono riuscito a fotografare quattro colombe bianche sopra il tetto della chiesetta. Mia moglie che, al contrario di me ha un profondo senso religioso anche se non è una praticante modello,  dice che sono quelle di san Francesco, che è difficile vederle perchè si nascondono quasi sempre e poi è  una giornata grigia e cade una pioggia sottile che non da tregua. “ E' un segnale bellissimo” sostiene entusiasta. Sembra una bambina che ha ricevuto un regalo inatteso e a lungo desiderato.
Per una volta non me la sento di esercitare il mio cinismo.   

                                             
Spello

A mio parere è il più bel paese dell'Umbria. Questo senza nulla togliere agli altri centri che sono una continua fonte di sorprese e di meraviglie. Ma a Spello il tempo si è fermato, ogni strada, ogni vicolo, ogni pietra è storia. Storia di uomini, di vita quotidiana, di cultura che la nostra “civiltà” non è riuscita a cancellare. Così riesci a trovare l'artigiano di una volta, l'artista sconosciuto che sulla porta della bottega vende i suoi sogni. E tu compri, forse perchè hai ancora voglia di sognare.

 


Genga

Un paese che si visita in due minuti. C'è tutto: il municipio, il museo, la scuola, la banca, il comando dei vigili urbani. Una maestrina d' asilo fa giocare cinque/sei bambini fuori delle mura. Due macchine (compresa la mia) sono parcheggiate nel piazzale più grande del paese. In fondo alla valle, la campagna si è nascosta nella nebbia. Mi sento come Giove sull' Olimpo.

San Leo

A San Leo ho dedicato un pò di tempo e di attenzione. Per tutta la vita mi son portato dietro un nome appiccicato per sbaglio. Tutti o quasi continuano a chiamarmi col nome familiare di Leandro ma io sono veramente Leo di nome e di fatto. Un' animale solitario che vuol vivere indisturbato nella sua foresta, un re senza popolo e senza potere.
Tra quei silenzi, tra quelle pietre io mi sono sentito a casa mia. Gli occhi guardavano spazi quasi infiniti in fondo alla valle e oltre le colline,  il verde dei boschi e dei campi che sfumava nel cielo grigio appena macchiato d'azzurro. Per un attimo mi sono sentito quello che non sono mai stato: libero.



Recanati

Da studente odiavo Giacomo Leopardi e tutti i poeti che ci hanno fatto studiare di malavoglia.
Oggi son qui a visitare la casa del poeta insieme ad un branco di studenti indifferenti e fastidiosi. Oggi quando rileggo per l' ennesima volta “ L'infinito” mi vengono i brividi. Forse nessun poeta ha raggiunto una simile perfezione.

Gubbio

Noi sorsensi abbiamo qualcosa in comune con gli egubini. La fama di matti dovuta ad una fontana. Noi beviamo l'acqua, loro ci fanno il bagno. Il risultato è lo stesso.
Non capisco perchè vogliano fare il gemellaggio con Sassari. I candelieri valgono quanto la forza di una geniale follia? Ho fotografato due strade del centro storico. Pietre e ancora pietre.



Gradara

Il castello di Paolo e Francesca. Uno dei pochi angoli liberi dalle orde di scolaresche che, come mosche, sciamano in ogni posto d'Italia. Ma questi non ci vanno mai a scuola? Ai miei tempi le gite scolastiche erano abbastanza rare. Ne ricordo una, nel periodo del liceo, a Venezia. Davanti al palazzo Ducale, una guida travestita da megera ci sollazzò per oltre mezz'ora con accurate e noiosissime descrizioni. Alla fine chiese al distrutto e distratto gruppo di studenti: “ Qualche domanda?” Un mio compagno, famoso in ambito studentesco per il suo talento di sciupafemmine, in realtà un vero polpo che rompeva le scatole a tutte le donne escluse le compagne di classe perchè, diceva lui, non c'è gusto a pescare nell' acquario di casa, pose il suo spaventoso quesito.
“ Quando si scopa?” In verità usò un termine dialettale ma la virago capì lo stesso. La sua vibrata protesta si perse fra le nostre risate e gli sberleffi.
Un nostro insegnante che era distante e non aveva sentito niente, commentò coi colleghi: “Che strano, i ragazzi si stanno divertendo alla lezione di storia dell'arte.” 


 
Loreto

Non so perchè ma attorno al santuario c'è un'aria da Città-Mercato che m'infastidisce. Mi è capitato anche a Padova e a Pompei: la stessa sensazione di disagio. Mi aspetto che , da un giorno all'altro, Cristo venga a cacciare i mercanti dal Tempio.

   
                             
Bomarzo
Parco dei Mostri      
                                       
Mi è capitato spesso di finire in bocca ai cannoni ma mai volontariamente. Qui niente metafore, la classica posa nella Bocca dell' Orco (o dell'Inferno secondo alcune leggende popolari), dentro  solo nomi e date dei soliti incisori dal temperino facile che immortalano il loro eterno amore su ogni monumento che hanno la disgrazia di visitare. Peccato che hanno chiuso tutte le porte dell'inferno. Magari potevano tenerseli. Non avremmo perso niente.


Monteromano

Monte Romano è una stazione di passaggio, la pausa per un caffè dopo essere sbarcati dalla nave a Civitavecchia. E' buono e costa 400 lire in meno che in Sardegna e ti regalano pure i pasticcini.
Ho comprato delle cartoline con le didascalie in dialetto (romanesco?)                                     
Il recupero delle antiche tradizioni sta prendendo piede ovunque. In Sardegna vogliamo i documenti ufficiali in italiano e in sardo (quale poi?). Vuoi vedere che dopo la repubblica di Padania arriverà quella della Ciociaria? Un consiglio per il simbolo sulla bandiera: la porchetta.
                                

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