facce da...

Facce da…. facebook
di Leo Spanu

Il 2004 è stato un anno importante, forse tra i più importanti degli ultimi decenni perché ha rivoluzionato il nostro modo di esistere grazie a Facebook. Una trovata geniale ( e redditizia per il suo inventore) che ha trasformato in realtà un’intelligente intuizione di Andy Warhol: un giorno tutti potranno avere il loro quarto d’ora di fama. Sto semplificando un concetto un po’ più complesso ma la sostanza non cambia. La più famosa applicazione della legge di Warhol  è stata l’uccisione plateale di John Lennon ( ex Beatles) ma è evidente che il metodo non può avere un’applicazione universale: gli imbecilli in cerca di gloria sono decisamente troppi rispetto alle persone famose da sparare. Facebook, oltre a poter essere utilizzato da tutti (ma proprio tutti!) è meno cruento, lo spargimento di sangue è solo virtuale. Almeno si spera. Io sono tra quelli che (colpa o merito della mia veneranda età ) fino all’ultimo ha resistito alle sirene di questo network infine armato di pinne, fucile ed occhiali mi sono tuffato in un mare magnum ricco si di pesci grandi e piccoli ma anche di plastica, mucillagini, idrocarburi e tutto quanto la stupidità umana ha seminato di spazzatura. Ho raccolto una collana di impressioni che preferisco tenere per me e messo su una collezione di mostruosità degne di un museo degli orrori. Ve ne presento alcune in regolamentare ordine alfabetico.
ALIMENTAZIONE. Viviamo in un mondo di cuochi che in realtà si considerano artisti sublimi della padella e della pentola. Dipingono, scolpiscono, creano capolavori colorati e profumati poi tutti a mangiare da McDonalds.
AMICIZIA. Tutti che chiedono amicizia. Scambi continui di complimenti e di gentilezze poi ti incontrano per strada e manco ti salutano. Forse perché nemmeno ti conoscono?
BAMBINI. Fotografati a testa in giù o vestiti da cretini sono le vittime innocenti di genitori all’americana che dicono ogni cinque minuti “Ti voglio bene” ma non sanno niente dei loro figli che a dodici anni si ubriacano e s’impasticcano. Quando non fanno di peggio.
FOTOGRAFIE 1. E’ uno dei pochi settori dove si possono trovare cose interessanti. Peccato che devi assorbirti anche quanto descritto in FOTOGRAFIE 2.
FOTOGRAFIE 2. La parola autoscatto è stata tradotta in “selfie” e qui la fantasia degli internauti spazia per l’universo mondo. Si va dalla faccia felice e sorridente tipo buffone di corte alla faccia sensuale e arrapante quanto un cavolo bollito. Volti e corpi inquadrati in cornici improbabili, tra una spiaggia tropicale di Disneyland e lo sfondo della torre Eiffel, nell’intimo della casa con puffi e pupazzi di peluche al gruppo di amici condannati all’allegria nella pizzeria alla moda.
Le fotografie finiscono per diventare una pericolosa testimonianza autolesionista, un inno al come non dovremmo mai farci vedere.
GOSSIP. Una volta riguardava solo il mondo dei VIP. Oggi, grazie a facebook, siamo tutti VIP nel nostro piccolo, per cui via libera a pettegolezzi, chiacchiericci, bugie e tutto quanto la nostra malignità riesce ad inventare. Si salvi chi può!
PAROLE. Si va dal miele di “quanto sei buona” detto all’amica cesso di novanta chili al “vaffa” in tutte le sue varianti indirizzato ad “anonimo” che rientra in queste rare categorie: amico/a, marito, moglie, parente più o meno stretto diretto e acquisito, vicino/a di casa, collega di lavoro, esponente politico (nazionale e locale). I bersagli sono infiniti, nel bene e nel male, le parole sono poche e sempre le stesse anche perché, con la diffusione dei mezzi d’istruzione, aumenta l’ignoranza di massa.   
POETI. Lo stile di questi masturbatori di parole è tipo telegramma per raccontare  grandi amori finiti e desolazioni di cuori infranti. Da comprarsi quintali di carta igienica per asciugare le lacrime.
POLITICA. Qui si concentra, purtroppo spesso a ragione, il massimo “dell’incazzismo” della gente.
Così la critica seria si perde tra banalità, luoghi comuni, demagogia, populismo, ignoranza, malafede e presunzione. La verità è che i nostri politici rappresentano in pubblico quello che noi siamo nel privato.
RAZZISMO. E’ la parte più preoccupante e pericolosa di facebook. La miseria e la fame del terzo mondo suscitavano la nostra pietà quando erano lontane. Oggi che migliaia di profughi ci invadono cercando una speranza di vita, la maschera di perbenismo dell’occidente civile e democratico si sta sgretolando e l’egoismo della nostra cattiva coscienza parla e sparla con parole feroci. La storia non ci ha insegnato niente.
SALUTE. Il grosso è dedicato alle diete dimagranti. La nostra società, sempre in crisi ma sempre benestante, tende sempre più ad allargarsi e ad accumulare, oltre alle ricchezze rubate ai paesi poveri, strati di ciccie insolubili  e  irreversibili.
Un settore a parte riguarda l’intimo femminile che ormai tanto intimo non è più con assorbenti che prendono il volo, creme per il prurito di “quelle parti lì”, seni da depilare e peli da rassodare.
UMORISMO (volontario e involontario). Per chiudere in bellezza e con un sorriso ecco qualche citazione da facebook. Vere!!!  Fea che ru mandattu di cattura in di vennari e santu (brutta come il mandato di cattura il giorno di venerdì santo); Chi ti vegghiani peggiu di ru chi sei (che ti vedano peggio di quello che sei); Ma basta con ste’ foto con il bacio chiuso a culo di gallina;   A “Uomini e donne” : quest’anno fanno cagare i tronisti (cosa non si fa per il successo!); Da una ricetta di cucina: io farei un pds ( partito democratico sardo? ) tagliato a strisce e poi rivestirei lo stampo. 

Pubblicato sul Corriere Turritano nr. 10 del 3/10/2014


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