C'eravamo tanto amati

 di Leo Spanu

Sono un romantico e mi rattrista vedere coppie che, dopo tanto amore, si lasciano lanciandosi accuse e offese reciproche come la coppia Salvini- Vannacci, ma così è la vita.

Sto ascoltando uno dei miei cantautori preferiti Giorgio Gaber ma lui era anche qualcosa di più. Ecco un pezzo recitato (una volta anche con Mina) del 1991-92

Dialogo tra il signor G e un signor G  

-Io mi chiamo G.
-Io mi chiamo G.
-No, non hai capito, sono io che mi chiamo G.
-No, sei tu che non hai capito, mi chiamo G anch'io.
-Il mio papà è molto importante.
-Il mio papà no.
-Il mio papà è forte, sano e intelligente.
-Il mio papà è debole, malaticcio e un pò scemo
-Il mio papà ha tre lauree e parla perfettamente cinque lingue.
- Il mio papà ha fatto la terza elementare e parla in dialetto, ma poco
   perchè tartaglia.
-Io sono figlio unico e vivo in una casa grande con diciotto locali 
  spaziosi.
- Io vivo in una casa piccola, praticamente un locale, però c'ho
   diciotto fratelli.
-Il mio papà guadagna 31 miliardi al mese che diviso 31 che sono i
  giorni che ci sono in un mese, fa un miliardo al giorno.
- Il mio papà guadagna 10.000 lire al mese che diviso 31 che sono i
  giorni che ci sono in un mese, fa 10.000 al giorno... il primo
  giorno, poi dopo basta.
-Noi siamo ricchi ma democratici, quando giochiamo a tombola
  segniamo i numeri coi fagioli.
-Noi invece segniamo i fagioli con i numeri... per non perderli.
-Il mio papà è così ricco che ogni anno cambia la macchina, la villa e
  il motoscafo.
-Il mio papà è così povero che non cambia neanche idea.
-Il mio papà un giorno mi ha portato sulla collina e mi ha detto:
  "Guarda, tutto quello che vedi un giorno sarà tuo!"
-Il mio papà un giorno mi ha portato sulla collina e mi ha detto: "Guarda!" Basta.        

Nell'anno del signore 2026 si potrebbe riprendere questo dialogo. Quasi quasi ci provo, ecco quindi il:
Dialogo tra il generale Vannacci e il signor Salvini.    

- Io mi chiamo Roberto Vannacci, generale.
- Io mi chiamo Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio.
- Forse non hai capito, io sono generale.
- No, sei tu che non hai capito, io sono vice presidente del Consiglio.
- Io sono molto importante.
- Anch'io sono molto importante.
- Io sono forte, muscoloso e intelligente.
- Io sono così così, con la pancetta e un pò.
- Io ho tre  lauree, ho comandato vari contingenti militari in Iraq,  in Afghanistan, in Somalia, in Ruanda, nello Yemen, ho scritto un libro che ha venduto migliaia di copie.
- Io ho fatto dodici anni di fuori corso ma non mi sono laureato, ho fatto il militare in fanteria a Milano e ho scritto anch'io dei libri ma non se n'è accorto nessuno.
- Mio nonno era sardo (Che tristezza!), mia nonna croata-ungherese, sono figlio unico, sposato  con una rumena e ho due figlie. Sono per una razza pura italiana.
-Sono anch'io figlio unico, ho avuto una moglie e tre compagne e ho due figli da madri diverse. Sono per la famiglia tradizionale.
- Col mio lavoro ho guadagnato un sacco di soldi.
- Io non ho mai lavorato ma ho guadagnato di più.
- Io sto fondando un partito che prenderà più voti di te.
- Io non ho fondato niente ma sto affondando l'Italia.
- Io sogno un mondo e l'Italia al contrario.
- Anch'io sogno un mondo e l'Italia al contrario.
- Un giorno salirò sul monte Bianco e dirò: Ecco l'Italia che sognavo.
- Un giorno salirò sul monte Bianco e anch'io dirò: Ecco l'Italia che sognavo.

Nota  dell'autore. Un giorno anch'io salirò sul monte Bianco e guardando la nuova Italia dirò:  Che paese di merda!

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