A Carnevale lo scherzo non vale

 di Leo Spanu

Leggo ora,  sul blog di Piero Murineddu, una lettera aperta, indirizzata al sindaco di Sorso da alcuni cittadini per lamentare un "Carnevale" che non esiste più perchè emigrato a Sennori. Come il mio amico Piero anch'io non amo le feste fracassone ma condivido lo spirito dei cittadini sorsensi che cercano di liberarsi dal piattismo culturale che da tempo  vige in questo paese senza anima e senza memoria. Ha ragione Piero a definire Sorso un paese dormitorio, i giovani ormai vanno altrove per cercare un momento di svago e non bastano certo quattro casette di legno, aperte un paio d'ore la sera, per ricreare il clima di Natale.

Così come non basta l'idea stravagante di fare il carnevale in estate, neanche fossimo a Rio de Janeiro,  ma mi sia permessa una disgressione. Il primo carnevale a Sorso nacque negli anni 80 (chiedo scusa ma non ricordo bene la data) per iniziativa del CCRS (Centro Culturale Ricreativo Sportivo) di Pietro Falesi e Petronio Pani: la sede dove "costruire" i carri mascherati era la chiesa di Santa Croce, allora abbandonata in attesa del restauro. Io fui trascinato dal mio amico Petronio a dare una mano e a lavorare con lui e tanti altri entusiasti volontari. Ricordo che in un carro dedicato alla giunta comunale, in un carnevale di quegli anni, c'era anche la mia caricatura insieme a quella del sindaco Bonfigli e dei colleghi e la cosa mi aveva divertito moltissimo. Anni dopo, da presidente del CCRS Atletica Leggera, ho permesso ai miei collaboratori e agli atleti di utilizzare spazi e attrezzature della società per fare i carri mascherati. Tanto dovevo a titolo d'informazione.

Tornendo alla cultura a Sorso ho già espresso in vari scritti la mia opinione circa la decadenza culturale di questa comunità e quindi non mi ripeterò. Le mie osservazioni sono rimaste sempre lettera morta; anche recentemente scrivendo di piazze demolite e trasformate in parcheggi e pizzerie, l'amministrazione ha preferito fare orecchie da mercante.

Spero che in questa occasione i miei concittadini abbiano maggiore fortuna e che il sindaco si degni di ascoltare le loro richieste. 

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