Anno di grazia 2026

 di Leo Spanu

Non so se il 2026  sarà un anno di grazia, so che compirò 80 anni e che l'unica disgrazia che mi potrebbe capitare è di perdere i quattro neuroni che mi restano e, con loro, il gusto della poesia della vita e il piacere dell'ironia. Mi preoccuperebbe molto la possibilità di diventare un uomo meschino, stupido e cattivo come Trump: meglio chiudere prima. Detto questo devo ricordare ai distratti, ai giudici di tastiera e ai consumatori di aria fritta (quella che propone oggi la RAI) che quest'anno è l'800° anniversario della morte (1226) di San Francesco. Ve lo dico perchè non solo si tratta di una delle persone più straordinarie della storia dell'umanità ma anche perchè avendo io inventato una sua biografia (fantasia e realtà possono andare anche a braccetto) vi tartasserò per tutto l'anno con la pubblicità del mio romanzo. A parte che ci saranno manifestazioni di ogni genere, e alcune anche interessanti e importanti, sono stato anticipato dal signor Aldo Cazzullo che, in questi ultimi giorni, ha imperversato in tutti i canali televisivi (e sono tanti) per parlare del suo San Francesco. Adesso ho paura di aprire anche il frigorifero; non vorrei che il melone che ho messo a rinfrescare si fosse trasformato nel viso sorridente del giornalista.

Ho volutamente definirlo giornalista (non è un'offesa) e non scrittore, perchè ho letto qualche suo libro, gli ultimi due su Mussolini e San Francesco, e quella punta di cattiveria che conservo sempre in fondo alla coscienza (serve in caso di necessità) è venuta tutta a galla e ora devo sputare il rospo per disintossicarmi.  Quando a scuola si studiava anche, nella storia della letteratura italiana si parlava del poeta ottocentesco Vincenzo Monti non solo per la sua poesia ma anche per la sua versione dell'Iliade e Ugo Foscolo gli aveva dedicato un velenoso epigramma:  Questi è Vincenzo Monti cavaliero/ gran traduttor dei traduttor d'Omero. Definizione applicabile (fatte le dovute proporzioni) anche a Cazzullo che nei suoi libri si limita a tradurre e assemblare in linguaggio più popolare i libri di altri autori. 

Siccome vende molto grazie alla pubblicità che gli fanno, ha ragione  lui. Studiosi da cui attinge copiosamente, che hanno dedicato anni e anni alle ricerche sui personaggi della storia rimangono nell'ombra. La mia non è stupida invidia: io sono uno scrittore e un romanziere e per inventare un romanzo (rispettando la realtà storica) su San Francesco ho impiegato molto tempo a pensarlo e a fare ricerche.

C'è un altro anniversario importante che ricorre nel 2026: 80 anni di democrazia. La repubblica compie 80 anni e, guarda caso, anch'io compio 80 anni,  a giugno come lei; come ho sempre detto, la repubblica italiana ed io siamo nati insieme ma nessuno dei due è venuto molto bene.

E ora, giunti alla fin della licenza, io non tocco ma vi ripresento le copertine dei miei romanzi. Leggeteli, se volete e potete. Grazie.

P.S. Sono diventato scrittore da vecchio, appena andato in pensione, il perchè ve lo dico con Francesco Guccini: Se son d'umore nero allora scrivo / frugando nelle nostre miserie / di solito ho da far cose più serie / costruire su macerie o mantenermi vivo.

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